Negli ultimi mesi il progetto The Right Side è tornato online con una nuova squadra, una nuova linea editoriale e un obiettivo molto chiaro: costruire un media indipendente capace di raccontare l’attualità attraverso una chiave di lettura apertamente di destra, senza essere il megafono di alcun partito politico. Ne abbiamo parlato con il fondatore e direttore del progetto, Alessandro Fornaciari.
Alessandro, partiamo dall’inizio. Cos’è oggi The Right Side?
«The Right Side è un progetto che è rinato più forte di prima. Negli ultimi mesi abbiamo costruito una squadra nuova, con competenze diverse ma unite da una visione comune. Il nostro obiettivo è semplice: diventare un punto di riferimento per chi cerca un’informazione di destra che non sia subordinata a nessun partito e che abbia il coraggio di affrontare temi spesso ignorati o raccontati in maniera superficiale».
Quindi non siete un progetto legato a una forza politica?
«Assolutamente no. È importante chiarirlo. Non siamo il media di Fratelli d’Italia, della Lega o di qualsiasi altro partito. Non facciamo propaganda per il governo e non riceviamo indicazioni da nessuno. Raccontiamo il mondo attraverso la nostra sensibilità politica e culturale, mantenendo totale indipendenza. Se una scelta del governo ci convince la raccontiamo, se non ci convince la critichiamo».
Qual è la vostra idea di informazione?
«Oggi l’informazione è spesso schiacciata tra tifo politico e ricerca del click. Noi vogliamo proporre una lettura diversa: approfondire, contestualizzare e mettere in discussione le narrazioni dominanti quando riteniamo che non rappresentino correttamente la realtà. Non pretendiamo di avere la verità assoluta, ma vogliamo offrire un punto di vista chiaro e coerente».
Chi compone oggi la redazione di The Right Side?
«Oltre a me, fanno parte del progetto Arina Santini, Matteo Lanfredi, Matteo William Ungaro e Federico Fasan.
Matteo Lanfredi rappresenta l’anima più giornalistica del gruppo. Il suo obiettivo è fare sempre più inchieste e approfondimenti, e oggi collabora anche con Il Tempo.
Arina Santini e Matteo William Ungaro hanno invece uno stile molto diretto e incisivo. Affrontano i temi politici senza timore di esporsi e cercano di mettere in evidenza quelle che, secondo loro, sono le contraddizioni della società contemporanea.
Federico Fasan porta una componente diversa, più ironica e leggera. Attraverso meme e contenuti satirici cerca comunque di stimolare riflessioni e dibattito, dimostrando che anche l’umorismo può essere uno strumento di comunicazione efficace».
Quali sono gli obiettivi per il futuro?
«Vogliamo crescere rapidamente e diventare uno dei principali media digitali della destra italiana. Non ci interessa inseguire le polemiche del giorno per fare visualizzazioni. Preferiamo costruire una community solida, composta da persone che condividono il desiderio di confrontarsi e di approfondire temi spesso trascurati. Questo è soltanto l’inizio».