Intervista al grande Massimo Boldi, nei cinema con “La coppia dei campioni” di Giulio Base

In occasione dell’uscita nei cinema del film “La coppia dei campioni” di Giulio Base, di cui potete leggere anche la nostra recensione, il nostro Ivan Zingariello ha intervistato i due protagonisti, Massimo Boldi e Max Tortora.

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Iniziamo con Massimo Boldi, uno che non ha certo bisogno di presentazioni, che nel film interpreta il dirigente aziendale Fumagalli, costretto ad un viaggio on the road con il magaziniere romano interpretato da Max Tortora, per assistere alla finale di Champions League a Praga.

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Intervista di Ivan Zingariello: Massimo, partiamo dal titolo di questo nuovo film, “La coppia dei campioni”.

A dispetto del titolo non è un film come “Fratelli d’Italia” o “Tifosi“, dove al centro c’era il calcio, la partita di calcio o i tifosi, ma è una storia sentimentale, d’amore, divertente e comica.

Come mai questa uscita in un periodo così atipico per lei come il finale della stagione cinematografica?

Siamo fuori dal mio periodo tradizionale, perché io da circa 40 anni faccio il film di Natale o comunque, da quando mi sono staccato da De Laurentiis e De Sica non ho fatto più le “vacanze di Natale” ma i “matrimoni”, sono sempre uscito nel pre-natalizio o verso metà novembre. E’ stata una scommessa, una sfida: trovare una commedia divertente che portasse un po’ di pubblico al cinema, come mi chiedono gli amici esercenti, in un periodo come aprile-maggio quando la stagione cinematografica comincia a scendere sempre più, i film sono sempre meno e mancano le commedie.

Quando le è stato proposto il film, ha accettato subito o si è preso del tempo per pensarci?

Quando mi è stato proposto il film, stavo girando “Matrimonio al sud” ed ero in Puglia. Ho letto il titolo di questo film e mi è subito interessato; dopodiché ho letto il soggetto, ho detto «mi piace, pensiamoci bene» e poi abbiamo portato avanti la trattativa e abbiamo deciso di farlo.

Rispetto al copione originale, quanto ci ha messo del suo?

50%.

Addirittura?

Sì.

Quindi è vero che ha proprio stracciato delle pagine intere…

No, è che io faccio così anche con gli altri film che ho fatto. Cerco di tenere il contenuto ma cambio i dialoghi, inventandomi le mie battute da solo.. e fino ad ora è sempre andata bene.

Ma l’avete proprio riscritto o siete andati a braccio?

No, no, siamo andati a braccio.

Come si faceva una volta, poi. Come facevano spesso anche Totò o Franco e Ciccio…

Sì, sì…

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Ma dopo tanti anni, si diverte ancora a fare i suoi film?

Assolutamente sì.

E riesce anche a provare, diciamo, a guardarli con distacco e magari rendersi conto effettivamente se è un tipo di comicità che ancora piace al pubblico, al di là degli incassi?

Puoi esserne certo, io penso proprio di sì. Sono convinto di questo.

Ha mai pensato di dare una sterzata e di provare appunto a lavorare anche con degli sceneggiatori diversi, più giovani, che possano anche, come dire, darle degli spunti differenti?

Ma guarda, io lavoro con Paolo Costella da ormai 8 anni, forse 10, ed è uno sceneggiatore straordinario, tant’è vero che ha vinto premi su premi con “Perfetti sconosciuti” perciò.. ho detto tutto!

Arrivato ai 70 anni, non sente anche l’esigenza di provare altri generi, come fece già 20 anni fa con “Festival” di Pupi Avati?

Ah, è una domanda difficile a cui rispondere. Bisognerebbe trovare un’idea, una sceneggiatura così bella, così affascinante, importante… Forse sì, forse… Probabilmente sì, lo potrei fare.

Ma lo farebbe solo con un autore affermato o anche con qualche regista esordiente?

No no, anche con qualche regista esordiente…

Com’è stata questa nuova esperienza accanto ad un attore romano come Max Tortora?

Ho trovato un compagno veramente unico e straordinario come Max, che voglio ringraziare. Quando si lavora in coppia ci vuole un’intesa, e l’intesa o nasce immediatamente, soprattutto con il rispetto e la simpatia, o sennò è molto difficile trovarla. E in quel caso diventa complicatissimo mettere insieme un qualcosa che dovrebbe essere una coppia, ma che non lo diventa, restando magari una sfida tra uno e l’altro a chi è più comico o più bravo. Noi siamo entrati in questa storia al 100%, abbiamo anche stracciato alcune pagine del copione di Giulio Base, facendolo diventare matto. Però il divertimento è questo!

E su Massimo Ceccherini e il suo breve ma divertente cameo?

In realtà Ceccherini è venuto da noi a Trieste, dove stavamo girando, e voleva fare il pappone, personaggio “scomodo” che di solito nessuno vuole fare, ma che lui ha reso gradevole e simpatico, girando tre scene molto lunghe. Il problema è che si era momentaneamente “alterato” con la grappa e quindi alla fine non è che si capisse molto… Purtroppo diceva delle cose improponibili, che non si potevano tenere, e alla fine il regista ha tenuto quello che ha potuto.

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Invece fra gli altri attori con cui ha lavorato, escludendo ovviamente De Sica, qual è quello con cui si è trovato meglio?

Nino Frassica.

Nino Frassica?

Sì.

Come mai?

Mah, perché siamo amici.

Da un grande comico come Frassica, parlando invece della comicità di oggi, secondo lei perché Checco Zalone ha un successo così esagerato, raggiungendo vette che neanche voi, con De Sica, eravate riusciti a toccare?

Il perché.. nessuno se lo sa spiegare!

È così? Non c’è una spiegazione logica?

No, non c’è una spiegazione logica.

Per chiudere: qual è il ruolo, il film che sogna di fare, di interpretare prima di concludere la carriera?

Non lo so…

Non ha mai pensato «Quanto mi piacerebbe interpretare…»?

Mah.. vedi, per fare il comico devi anche cercare di confrontarti secondo le età e di conseguenza, come Robert De Niro ha fatto il “Nonno scatenato”, potrei fare anche il bisnonno io, poi bisogna vedere…

Ah ah ok, il bisnonno scatenato…

Eh sì! (ride)

Un pensiero finale per il suo Milan, che non sta attraversando un momento felicissimo, né dal punto di vista tecnico né da quello societario…

Peccato per il Milan, speriamo che Berlusconi lo venda perché non si può andare avanti così…

Grazie Massimo!

Prego.

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Appuntamento a domani con l’intervista esclusiva a Max Tortora!

 

Ivan Zingariello