Intervista all’attrice Rosa Fariello

Carissimi lettori, oggi intervisterò una giovane attrice dal talento cristallino ed in grande ascesa di critica e di pubblico, Rosa Fariello.

Classe 1995, pugliese di nascita, dotata di uno straordinario sorriso e di un’innata eleganza, non dispiacerà sapere ai lettori di Mondospettacolo della sua partecipazione alle finali di Miss Italia 2015 e Miss Globe 2018 (dove ha ottenuto la terza posizione). Ma hobbies, passioni e studio sono sempre andati di pari passo nella vita di questa esplosiva ragazza.

All’età di 18 anni decide di studiare teatro. Si iscrive all’Officina teatrale di Pino Casolaro a Foggia, prendendo lezioni pratiche e teoriche di teatro classico, per poi continuare con il teatro contemporaneo e sperimentale.

I suoi primi passi nel mondo cinematografico avvengono nel 2015 come comparsa nella mini serie su Rai1 “Baciato dal sole”, regia di Antonello Grimaldi.

Nel 2016 è attrice negli spettacoli teatrali “Funamboli” di Pino Casolare ed “I senza pietà” di Cosimo Severo.

Nel 2017 ha un ruolo nel film “I nostri passi diversi” di Alberto Bennati. Nello stesso anno arriva il suo primo ruolo da protagonista, nel corto a sfondo sociale di Annarita Caracciolo “Il perdono non è sempre concesso”.

Gira inoltre due spot per “Corto e Cultura Film Festival”. 

Nel 2019 è protagonista nel film “Cattive storie di provincia” e coprotagonista con Natalie La Torre nel film “L’uomo col cilindro”, entrambi del regista indipendente Stefano Simone.

Nella foto: Rosa Fariello e Natalie La Torre

Ha lavorato inoltre in alcuni cortometraggi, essendo protagonista in “Quel tipo strano” di Vincenzo Totaro ed “Abstraction” di Stefano Simone. Nel 2019 è protagonista del film “The death of Princess” di Vito Cavasino.

Nel 2020 è coprotagonista con Natalie La Torre del bellissimo ed intrigante mediometraggio “Il passaggio segreto” nuovamente di Stefano Simone, che sta ottenendo un ottimo successo sia a livello critico che distributivo.

Quello che non conosciamo sarà lei a raccontarcelo.

Come nasce la passione per la recitazione?

La passione per la recitazione nasce da un percorso fatto davanti allo specchio per migliorare la balbuzie, credevo fosse un ottimo antidoto ripetere battute di vari film a cui tenevo tanto. Così mi imposi di improvvisare ogni giorno davanti allo specchio diverse battute e da lì appresi di provare un profondo amore per la recitazione.

Nella foto: Rosa Fariello e Natalie La Torre

Quali sono state le difficoltà iniziali davanti alla macchina da presa?

Quando ho intrapreso la strada del teatro non avevo telecamere puntate su di me quindi mi è stata data l’occasione di mettere in moto l’artista che era in me, variando di sfumature su ogni personaggio. La telecamera è sempre stata nella mia vita dalla’età di 11 anni, poiché già lavoravo come modella. Quindi non ho mai avuto difficoltà nel pormi davanti ad una telecamera. A dirla tutta quando hai una passione non ci pensi molto a ciò che ti intimidisce perché ti metti in costante prova.

Nella foto: Rosa Fariello e Natalie La Torre

La tua famiglia quanto è stata determinante nel realizzare i tuoi sogni?

La mia famiglia mi ha sempre sostenuta sin da piccola. Mio padre e mia madre mi accompagnavano dappertutto anche in situazioni economiche non agiate. Nonostante tutto riuscivamo a vincere su tutto e non si sono mai arresi. Poi decisi di incamminarmi da sola verso questo percorso artistico del teatro e poi del cinema, tralasciando la carriera di modella e fotomodella, seguendo semplicemente la mia passione. La mia famiglia mi sostiene sempre e mai smetterò di ringraziarli.

Qual è il ruolo che ti piacerebbe interpretare e con quale regista?

Mi piacerebbe interpretare un ruolo d’azione o magari un ruolo drammatico dove saper prendere lo spettatore e riuscire a coinvolgerlo come se stesse di fronte ad un vero amico o nemico. Rendere reale il più possibile il personaggio affidatomi. Magari mi piacerebbe lavorare con Quentin Tarantino o Clint Eastwood “quest’ultimo non solo mi ispira ma è l’esempio di cinema a cui vorrei aspirare, un cinema reale e suggestivo dove viene vista la realtà così com’è”.

 

Ho letto che sei anche autrice. Quali sono i temi che scrivi per i tuoi monologhi?

Sicuramente sono monologhi molto rivisitati nel genere più maschile che femminile così da saper dare vita a personaggi caratterialmente dinamici e carismatici. I temi rappresentati sono per lo più ciò che sento nel momento in cui scrivo e butto giù parole con mix di emozioni che travolgono il testo in sè. Credo che uno dei temi meno usati sia l’amore. Prendo in considerazione la realtà vista da una persona nella vita quotidiana e la descrivo come un racconto in prima persona, così rientra il meccanismo intrinseco del monologo, cioè rendere vivo il personaggio attraverso un racconto di sè o una semplice filosofia che facciamo quando siamo solo con noi stessi.

Quali sono i registi che più ti hanno plasmato? 

Sicuramente ho imparato tanto da registi compaesani e non. In generale ogni regista con cui ho lavorato mi ha insegnato qualcosa di importante sul set che ho appreso con tutta me stessa.

Nella foto: Rosa Fariello, Stefano Simone e Natalie con altri membri del cast

Com’è stato lavorare con Stefano Simone e quali sono state le difficoltà, se c’è ne sono state, nel girare le scene?

Lavorare con Stefano è sempre stata una bella sfida in senso positivo, quelle sfide belle che tu vorresti vincere senza mai mollare. Stefano mi ha sempre presentato personaggi ambigui e quasi inerenti alla tipologia di recitazione che volevo sperimentare. Così grazie a lui mi sono messa a dura prova facendo uscire fuori dj me quelle potenzialità che pensavo di non avere e che andavano addirittura aldilà del lavoro teatrale. Restringere i movimenti e chiudersi in una sfera completamente diversa dalla tua vita e via via personificare un’altra persona. Ho imparato tanto sul set con Stefano Simone e gliene sono molto grata. Stefano sicuramente stravolge il concetto di cinema perché ha davvero tantissimo talento.

Una domanda che faccio sempre: quanto c’è della bimba di ieri nella donna di oggi?

Io sono sempre rimasta un po’ quella bambina sempre, il mondo lo vedo nelle sue piccole meravigliose opere d’arte e la bellezza in ogni cosa è la cosa che rende la mia vita così piena di esperienze, sapendo superare ogni ostacolo con forza e determinazione. Sono sempre stata in un mondo di adulti sin dall’età adolescenziale ma mai ho negato a me stessa la possibilità di essere dentro bambina ma fuori una donna con la giusta esperienza perché sinceramente ho tanto altro ancora da imparare.

Quali sono le tue passioni?

Scrivere e viaggiare. Scoprire il mondo è viverlo perché no!?

Com’è stato vivere nel periodo del lockdown e come sono cambiate le tue priorità?

Nel periodo di lockdown credo tutti abbiamo avuto, fino ad un certo punto, la necessità di sentire una carezza ed un abbraccio dalle persone che conosciamo fuori dall’ambiente familiare. Questo mi ha insegnato altrettanto di godere ancor di più della vita e della comunicazione oltre alla sfera social non ci sono più tante persone per via del Covid 19 ma ritorneremo spero più forti e con più volontà di vivere la vita.

Quali sono i tuoi progetti nel mondo artistico e quali quelli di Rosa nella vita privata?

Per ora non vorrei annunciare nulla. Lascio scorrere e arrivare nuove novità all’improvviso. Carpe diem.

Rosa la nostra intervista finisce qui. Grazie per essere stata con noi. Io e la redazione ti aspettiamo per farci raccontare nuove luminose storie di lavoro e di vita.

 Corinna Ivaldi

https://www.instagram.com/rose_fariello/