Tra Palermo e il fascino dell’Oriente, Tana costruisce un percorso musicale che mescola immagini suggestive, influenze visive e ritmo coinvolgente. Un singolo che non è solo una canzone, ma un ponte tra mondi, tradizioni e linguaggi sonori. Nell’intervista, il rapper svela i retroscena della sua creazione.

Nel comunicato si legge che il brano è nato nel 2015: cosa ti ha spinto a pubblicarlo solo adesso?

Ho pubblicato il mio brano solo adesso dopo averlo creato nel 2015 solo perché ho sperimentato negli anni questa canzone davanti al vario pubblico, incuriosendomi dell’effetto che avrebbe dato alla gente col passare degli anni.

In che modo l’esperienza personale ha influenzato la scrittura e il significato di “Scoprirò l’oriente”?

Scoprirò l’oriente è scoprire il mondo e la cultura orientale nel mondo occidentale.

Ci sono messaggi nascosti che speri che il pubblico possa cogliere, anche tra le righe?

Tutto sta alla voglia di festa per questa gente che rende omaggio a questa canzone.

Come descriveresti il tuo pubblico ideale? A chi pensi quando scrivi?

Descrivo il mio pubblico ideale molto partecipe su questo mio brano, pensando come uno psicologo , cerco di ottenere il testo per quello che la gente vuole detto e sentito dire in modo tale che si senta al suo agio col testo e canzone.

Hai un rituale particolare prima di metterti a scrivere o registrare?

Fumarmi una sigaretta prima di tutto.

Com’è stato girare il videoclip ufficiale a Palermo? Che atmosfera volevi ricreare?

Girare il videoclip a Palermo per me è stato importantissimo, essendo nato in questa città, e avere trovato lo spazio orientale nella “palazzina cinese” situa in questa città. Ricreando un atmosfera adatta al luogo e alla canzone, con uno scorcio di murales creati da artisti di strada, anche con le arti marziali in spiaggia come si vede nel video.

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