Intervista – MARI CONTI ci presenta “HANGIN’ON A KISS”, il suo nuovo singolo

Mari Conti, cantautrice italiana, nasce a Roma.

Fin da adolescente si appassiona alla musica cominciando a cantare prima come corista e poi come solista, in molte cover band della Capitale. Comincia a scrivere le sue canzoni solo alcuni anni dopo, grazie all’incontro con il chitarrista americano Gary Lucas – con il quale scrive You Will See My Flame Again, dedicato al suo cantante preferito Jeff Buckley ( con il quale Gary Lucas scrisse due fra i suoi brani diventati storici del rock, Grace e Mojo Pin) – e a quello successivo, nel 2009, con Mozez Wright ( Mozez), ex front man della band pioniera del trip hop degli Zero 7.

 

Con Mozez, Mari Conti scrive il suo primo album d’esordio intitolato Gentle Beauty ( uscito nel 2012 ) che contiene dodici brani ispirati al mondo sonoro del trip hop. Di questi, Free viene remixato dal producer e dj inglese Raj Mang (Roxy Music, Freddy Mercury, Shirley Bassey,Gorillaz). La canzone, che ottiene un grande riscontro, diventa colonna sonora dell’edizione 2014 della rassegna di musica elettronica Electric Elephant –  Festival di Tisno .  Inoltre Vincenzo Incenzo (autore di successi della musica italiana cantati da Michele Zarrillo, Renato Zero e molti altri) scrive insieme a lei e a Mozez Blue Is My Favourite Colour.

 

Dopo il suo primo album Mari Conti inizia una serie di collaborazioni con diversi dj e producer europei quali Claudio Fiore (Eternal) seguito da Milo S (Just a Fool) e GoldLounge (Like a Feather

Mari collabora successivamente con la band WA (Paolo Palazzoli e Roberto Cosimi) inserendo due brani nel loro album Blue Thinking, uscito nell’autunno 2019.

Ciao Mari Conti, presentati ai nostri lettori…

Ciao Mondospettacolo! Sono Mari Conti, cantautrice romana. Collaboro da tempo con il cantautore / producer anglo jamaicano Mozez Wright, con il quale ho scritto nel 2012 il mio primo album Gentle Beauty  (per l’etichetta Numen Records). Sempre insieme a lui ho da poco realizzato il secondo album Invisible Things, di prossima uscita. Oggi vi presento il mio primo singolo Hangin ‘On A Kiss , contenuto appunto nel nuovo album.

Il momento della tua vita in cui hai scoperto la musica, e capito che dovevi seguire un percorso musicale da cantautrice?

Ho iniziato ad amare la musica fin da piccola. La mia famiglia aveva una casa in campagna e mio padre possedeva un Juke Box. Invece di giocare con le bambole passavo il tempo ad ascoltare i dischi degli anni  60’ e ’70.  Mi hanno sempre incuriosito le diversita’ sonore, sono cresciuta artisticamente con il pop degli anni ’80 dei Duran Duran e l’elettronica dei Depeche Mode. Ho iniziato a cantare quasi per gioco, come corista in una cover band soul/blues e successivamente ho studiato canto ed esibita in diverse band nei locali e piano bar romani. Ho maturato la necessita’ di scrivere mie canzoni in modo naturale..parallelamente al mio incontro con il chitarrista americano Gary Lucas ( Jeff Buckley)  e Mozez.

Il genere musicale che senti più tuo, e che ti ha ispirato dallinizio della tua carriera è quello attuale, o ci sei arrivata seguendo un percorso particolare?

Sicuramente l’aver ascoltato e amato parecchio il trip-hop e la musica downtempo di band quali Massive Attack, Portishead, Air , Goldfrapp e gli stessi Zero 7 (di cui Mozez ha fatto parte scrivendo con loro i primi due album), ha influenzato parecchio il mio modo di scrivere e concepire le mie canzoni, che ricordano in parte quelle sonorita’. 

Cosa ha significato per te e per la tua carriera lincontro con lartista Mozez Wright?

Aver incontrato Mozez e’ stato fondamentale per la mia crescita artistica. Ho avuto la fortuna, da sua fan quale ero in passato, di poter scrivere un album intero con lui a Londra, nel suo studio di produzione. E’ stato un arricchimento prima di tutto interiore , che mi ha permesso poi di dare vita alle mie canzoni che inizialmente erano scritte in parte e che con Mozez e la sua produzione, hanno preso forma.

Perchè hai deciso di ritornare in Italia dopo 8 anni di permanenza a Londra, in un momento in cui molti artisti italiani seguono il percorso inverso, ritenendo che il nostro paese sia molto indietro rispetto la musica internazionale del paese anglosassone?

Mi sono trasferita a Londra principalmente per realizzare il mio primo album. Io e Mozez abbiamo impiegato due anni circa prima di concludere il progetto.. nel frattempo cercavo di comprendere il mondo della musica dal vivo e dei locali londinesi. Ci ho messo un po’ per capire che Londra non era piu’ quel posto dalle facili opportunita’ , dove un’artista emergente come me puo’ ottenere visibilita’ piu’ facilmente che in qualunque altro posto. Ci vuole comunque sempre un pizzico di fortuna e soprattutto una “macchina “ alle spalle che possa  far innescare la miccia. Ad un certo punto ho semplicemente realizzato che per far accendere il fuoco avrei dovuto impegnare troppe risorse , senza averne molte a disposizione e non parlo solo sotto l’aspetto artistico. Il mondo musicale delle band in Inghilterra, a mio avviso, non e’ fra l’altro cosi’ diverso da quello italiano:  ci sono molte cover band e tanto, troppo di tutto. Pero’ di sicuro Londra e’ il posto giusto per un’artista che vuole osare, sentirsi libero di sperimentare.

La tua più bella esperienza vissuta nel tuo percorso musicale?

Sicuramente quando fui invitata nel 2013 da Gary Lucas a cantare presso  il London Southbank Centre di Londra, in occasione di un concerto tributo a Jeff Buckley. Un’emozione indescrivibile, ancora viva in me!

Da cosa è nata lidea di scrivere HANGINON A KISS?”

Ho scritto questo brano quando vivevo ancora a Londra. Ero lontana dalla mia famiglia e mentre pensavo alle persone a me piu’ care,  ho realizzato l’importanza dei sentimenti che, come energie invisibili possono legare le persone anche se distanti fra loro.  Volevo raccontare di quel desiderio profondo di abbracciare una persona  pur non potendolo fare, e di come ci si possa sentire vicini anche se distanti. E’ la forza dell’amore.

Il gruppo di musicisti con il quale lhai creato?

Ho scritto la melodia del brano, il testo con Mozez che ne ha curato la produzione e il compositore Enzo Bellomo ha realizzato l’arrangiamento degli archi.

Aggrapparsi ad un bacio”, visto che è un brano che hai scritto tempo fa, ti è servito personalmente?

Ricollegandomi a quanto gia’ detto sopra circa la lontananza ed il desiderio forte di ricongiungersi con i propri cari, direi di si’..mi e’ servito personalmente.

HANGINON A KISS”, sembra un brano scritto in questo periodo storico davvero nefasto, anche se non è nato ora.

Ti piace lidea che possa aiutare le persone a resistere a questa lontananza obbligata, e che assuma uno spessore diverso da quello immaginato precedentemente?

Certamente si’. Ne sarei felice ovviamente… Il bello delle canzoni e’ che una volta fatte ascoltare agli altri, possano diventare un po’ di tutti ed ognuno puo’ provare emozioni diverse. Il linguaggio della musica e’ universale , non conosce ne’ tempo ne’ spazio quindi si’, probabilmente in un momento come questo puo’ raccontarci qualcosa che stiamo vivendo..

Il mondo della musica era già in crisi da prima dellarrivo del corona virus. Come vedi la ripresa del dopo corona virus?” Qual’è la tua idea di ripresa?

La ripresa sara’ difficile per tutti, nessuno escluso. Credo che in un momento del genere la musica possa davvero salvarci..il detto ‘la bellezza salvera’ il mondo’ esprime un po’ questo concetto. Potrebbe essere paradossalmente questo il momento giusto in cui la musica come ogni forma d’arte , possano rinascere e riappropriarsi del loro profondo valore. La storia si ripete d’altronde. Lo spero tanto.