Io la conoscevo bene… ovvero i film che non muoiono mai

Io la conoscevo bene di Antonio Pietrangeli è una bellissima opera cinematografica del 1965 che, in qualche modo, ha suggellato il mio amore per la Settima arte, accrescendone la passione che già avevo da piccolo e condizionando le mie future scelte di vita.

In quel periodo risiedevo a Grosseto e, come ho già detto, ero un ragazzino. Quella pellicola veniva proiettata al cinema Marraccini e mi incuriosiva tantissimo, per via del titolo e anche per il cast, affollatissimo di grossi nomi. Purtroppo, la visione era proibita ai minori di anni sedici e, quindi, non potevo accedere in sala.

Alla cassa distribuivano delle maxi cartoline promozionali, con i crediti e le foto di scena, e ne raccolsi diverse a titolo di “consolazione”. Passavo ore ed ore ad ammirare quelle brochure che quasi consumavo con lo sguardo: una magia mi portava a fantasticare che da grande avrei potuto fare il regista e maneggiare il materiale pubblicitario dei miei lavori. Qualche volta i sogni si avverano ed eccomi qua.

L’altra sera ho assistito alla Casa del Cinema di Roma alla proiezione della versione da poco restaurata di questo film. Ho provato una emozione fortissima: la conferma che il cinema è davvero immortale. Io la conoscevo bene, scritto a sei mani dallo stesso regista con Ettore Scola e Ruggero Maccari, è indubbiamente un capolavoro ed è portatore di un messaggio valido ancora oggi, in un’epoca priva di valori nella quale la società si è ulteriormente “imbarbarita” rispetto ad allora.

La protagonista della pellicola è una ragazza dalle umili origini, interpretata da Stefania Sandrelli, qui al suo primo ruolo da attrice “principale”, che tenta la scalata al successo in un contesto pieno di ipocrisie, corruzione, miseria morale. Finirà male, così come al giorno d’oggi fanno più o meno una brutta fine le ragazze che si fanno illudere dai reality, dai talent, dai concorsi di bellezza.

La Sandrelli è contornata da un parterre di attori formidabili: da Nino Manfredi a Ugo Tognazzi, da Jean Claude Brialy a Enrico Maria Salerno, a un giovane Franco Nero in uno dei pochi personaggi positivi del film. In piccole apparizioni si riconoscono anche Loretta Goggi e Solvi Stubing, celeberrima testimonial, negli anni successivi, di una nota marca di birra.

La proiezione dell’altra sera alla Casa del Cinema, organizzata da Visioni&Illusioni, ha ribadito la validità di Io la conoscevo bene, riscuotendo un diluvio di convinti applausi da parte del pubblico presente.

Oltre al sottoscritto, c’erano il curatore dell’evento Alberto M. Castagna, il Presidente dell’Associazione Ettore Spagnuolo, il Presidente onorario Giuliano Montaldo, Franco Nero, Vera Pescarolo, l’attrice Olga Bisera, la produttrice Carlotta Bolognini, Gigi Roccati, Alessandra Spagnuolo, il notaio Antonio Matella e Tullio Del Sette, già Comandante Generale dei Carabinieri. La serata è stata coordinata in modo impeccabile da Francesca Piggianelli, Presidente di Romarteventi.

Le immaginidella serata presenti in questo articolo sono di Giuseppe Pignatelli.


Pierfrancesco Campanella