Sequel del campione d’incassi dell’ action movie diretto da Ilya Naishuller, che vide Bob Odenkirk – celebre per aver vestito i panni dell’avvocato Saul Goodman nella serie televisiva Breaking bad e nel suo spin off Better call Saul – nel ruolo di Hutch Mansell, Io sono nessuno 2 pone alla regia Timo Tjahjanto, noto per Headshot – co-diretto da Kimo Stamboel – e per alcuni episodi degli horror antologici V/H/S 2 e V/H/S 94.
Hutch deve dei soldi alla mafia russa che lui stesso ha sbaragliato, e, per proteggere la sua famiglia, è costretto ad eseguire missioni ad alto rischio contro criminali internazionali che lo tengono frequentemente lontano da casa.

A causa di questo sta per compromettere il matrimonio con Becca alias Connie Nielsen, e con esso la stabilità del nucleo domestico, quindi decide insieme ai suoi cari di prendersi una vacanza, la cui meta è Plummerville, località di provincia dove Hutch da ragazzino trascorreva le sue villeggiature al Wild’s Bill’s Majestic Midway and Waterpark. Oltre a moglie e figli c’è suo padre David, interpretato ancora una volta dall’inossidabile Christopher Lloyd… ma la parola “tregua” sembra non far parte del vocabolario di Hutch, il quale, per un banale litigio in un locale con teppisti e buttafuori, finisce nel mirino di persone pericolose. Raggiunto come sempre nel momento del bisogno da suo fratello Harry, portato in scena da RZA, dovrà vedersela con Abel, uno sceriffo corrotto incarnato da Colin Hanks, con Wyatt, l’attuale proprietario del luogo di villeggiatura cui presta il volto John Ortiz, e, in particolar modo, con Lendina, boss spietato in possesso delle fattezze di una malvagia e crudele Sharon Stone.

Io sono nessuno 2 incarna dunque tutto lo spirito action del primo capitolo e, se possibile, il regista spinge ulteriormente sull’acceleratore, realizzando un sequel al fulmicotone, che rievoca i fasti del cinema d’azione vecchio stampo. Il capitolo precedente faceva leva sull’uomo comune che si rivelava un eroe inaspettato, sottovalutato dalla famiglia, ignara anche del suo passato, che lo vedeva incarnare un ex revisore di CIA e FBI, un vero killer insomma. Il personaggio rievoca suggestioni con True lies di James Cameron e si possono citare Commando di Mark L. Lester, il John McClane di Bruce Willis dei Die hard o anche Arma letale di Richard Donner. Film diversi tra loro, ma accomunati dal concetto di vendetta o di giustizia fai da te. E il lungometraggio di Timo Tjahjanto mescola dramma, azione e umorismo da commedia in una narrazione tipica proprio di tanto cinema action degli anni Ottanta e Novanta.

Io sono nessuno 2, però, ricorre ovviamente ad un’estetica contemporanea nell’insenare violente risse e sparatorie esagerate condite da esplosioni memorabili riunendo i Mansell sotto il segno del pericolo e, al solito, determinati a reagire ai soprusi. Poiché nelle loro vene scorre il sangue del giustiziere, ma con quel tocco di humour nero che non guasta. Io sono nessuno 2, insomma, regala emozioni, adrenalina e combattimenti spettacolari molto ben coreografati, in un tripudio di sequenze sfavillanti, ponendo ancor di più al centro un padre di famiglia e le sue scelte le cui colpe ricadono sui figli, ma aumenta in un certo senso il tasso di divertimento anche rispetto al suo più che riuscito predecessore. Con la Lendina di una Sharon Stone che ruba la scena grazie alla sua teatrale malvagità.
