Il 6 giugno 2026 la Sala Muti accoglie il romanzo di Lino Volpe sulla nascita del jazz tra New Orleans, Brooklyn e l’immigrazione italiana, con chitarristi jazz dal vivo e voci della critica letteraria
C’è qualcosa di straordinariamente teatrale nell’idea di presentare un romanzo sul jazz dentro uno dei luoghi più carichi di storia musicale d’Italia. La Sala Muti del Conservatorio di Musica San Pietro a Majella di Napoli, sabato 6 giugno 2026 alle ore 11:00, diventa il palcoscenico ideale per Jazz Story – Il diario di Tony Monten (New Orleans), romanzo storico di Lino Volpe giunto alla sua seconda edizione aggiornata, pubblicato da CulturExpress Edizioni. L’ingresso è libero fino a esaurimento dei posti.
Un autore che viene dal mondo della regia e della ricerca musicale, una storia che parte da un diario ritrovato in una stamberga di Brooklyn, una narrazione che attraversa tre epoche e due continenti. E, a chiudere il cerchio, la musica jazz suonata dal vivo nella stessa sala dove risuona da secoli la grande tradizione musicale napoletana.
Il romanzo: quando la narrativa diventa ricerca
Lino Volpe costruisce Jazz Story intorno a un espediente narrativo tanto classico quanto efficace: il ritrovamento di un diario. Lo ha scritto Tony Monten, impresario italo-americano, nel novembre del 1960, in una stanza di Brooklyn. Ma dentro quelle pagine c’è molto di più di una storia personale. C’è la New Orleans di inizio Novecento, con il suo quartiere “Little Palermo” affollato di immigrati italiani, con i suoi vicoli che odoravano di spezie e suonavano di ragtime. Ci sono i passaggi attraverso Ellis Island, il peso dello sweating system, i conflitti razziali che segnavano ogni aspetto della vita quotidiana. E c’è la musica – quegli spiritual, quelle brass band, quel blues che stava diventando jazz – come unica forma di libertà possibile.
La narrazione si articola su tre piani temporali che si intrecciano con la precisione di un contrappunto: la Brooklyn del 1960, la Parigi del 1978 vissuta attraverso i ricordi della ex ballerina delle Rockettes Milly Snow, e la New Orleans degli albori del Novecento. Un’architettura narrativa che ricorda, non a caso, la struttura stessa del jazz: temi che si ripetono, variano, si sovrappongono e trovano risoluzione.
Il rigore documentale è uno dei punti di forza dell’opera. Oltre 200 note storiche e un’ampia bibliografia sorreggono ogni capitolo, restituendo dignità storiografica a figure come Jelly Roll Morton, la dinastia dei Tio, Manuel Perez e Jack “Papa” Laine – protagonisti della scena jazzistica delle origini spesso dimenticati dalla narrazione mainstream. La prefazione della giornalista e storica del jazz Annamaria Pivato Mazzoletti certifica il valore del lavoro di ricerca. Le tavole illustrate a carboncino firmate da Silvana Orsi – curatrice editoriale e presidentessa dell’Associazione Cultura Viva – completano il progetto con un’estetica visiva che amplifica il tono noir del racconto.
Jazz Story non è soltanto il primo capitolo di un’opera narrativa: inaugura una tetralogia dedicata alle città che hanno scritto la storia della musica afroamericana. New Orleans è solo l’inizio.
L’evento: un incontro tra palcoscenico e pagina scritta
La presentazione al Conservatorio San Pietro a Majella è pensata come un’esperienza completa, che unisce il dibattito culturale alla performance musicale dal vivo. Una scelta coerente con la natura del libro stesso, che non si accontenta di raccontare il jazz ma vuole farlo sentire.
A moderare l’incontro sarà la professoressa Apollonia Striano dell’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”, che guiderà il dialogo tra le diverse voci presenti. L’autore Lino Volpe racconterà il percorso che lo ha portato a costruire questo affresco narrativo. Con lui interverranno Nando Vitali – scrittore, critico letterario di La Repubblica e direttore della rivista LeGGendaria – e Silvana Orsi, che parlerà del progetto editoriale nella sua duplice veste di editore e curatrice del volume.
La dimensione spettacolare dell’evento è affidata a due chitarristi jazz di livello: il Maestro Pietro Condorelli, titolare della cattedra di Jazz presso il Conservatorio San Pietro a Majella, e Riccardo Mauriello. Le loro esecuzioni dal vivo non saranno un semplice accompagnamento musicale: percorreranno l’arco evolutivo sonoro evocato nel romanzo, dal ragtime alle brass band, dagli spiritual al blues, trasformando la presentazione in un viaggio immersivo tra parola e suono.
Il contesto: la storia dentro la storia
Presentare un libro sulla nascita del jazz al Conservatorio San Pietro a Majella aggiunge un ulteriore livello di significato all’evento. Fondato nel 1808 dall’unificazione di quattro antichi istituti musicali napoletani – la Pietà dei Turchini, Santa Maria di Loreto, Sant’Onofrio a Porta Capuana e i Poveri di Gesù Cristo – il San Pietro a Majella custodisce una delle collezioni di strumenti storici più preziose d’Europa, una biblioteca ricca di manoscritti e una tradizione didattica che ha formato generazioni di musicisti. Un luogo in cui la musica non è mai solo spettacolo, ma sempre anche memoria e ricerca.
La Sala Muti, con la sua acustica e la sua atmosfera, è la cornice perfetta per un evento che vuole essere, al tempo stesso, dibattito intellettuale e performance artistica.
Le informazioni pratiche
L’appuntamento è fissato per sabato 6 giugno 2026, ore 11:00, presso il Conservatorio di Musica San Pietro a Majella – Sala Muti, in Via San Pietro a Majella 35, Napoli. L’ingresso è libero, fino a esaurimento dei posti disponibili.
