Jennifer’s Body di Karyn Kusama

Nel 2005 la regista statunitense Karyn Kusama aveva collaborato con l’attrice sudafricana Charlize Theron nel suo film di fantascienza Æon Flux. Pochi anni dopo, e precisamente nel 2009, la Kusama porta sullo schermo un’altra bellissima del cinema Made in USA, la conturbante Megan Fox, che diviene la perfida protagonista di Jennifer’s Body, un teen horror che diverte ed intrattiene anche chi ha qualche annetto in più, e non scade mai nel triviale o nel becero gratuiti, a differenza di ciò che si potrebbe pensare dalla locandina. La Kusama riesce a parlare di sesso tra i giovanissimi senza mostrare nulla, intriga senza spogliare, ma solo suggerendo, e la bellissima Fox si presta a diventare addirittura un orrido mostro sanguinario coprendo le sue perturbanti forme e scoprendo invece una fila di zanne aguzze da far invidia al lupo mannaro americano di John Landis. Jennifer’s Body non si spinge mai, quindi, oltre i binari del politically correct, ma riesce comunque a regalarci una storia piacevole e divertente ed a non farci annoiare mai, passando dalla commedia giovanile all’horror demoniaco senza soluzione di continuità.

Jennifer è una cheerleader molto popolare nella sua scuola. Estremamente sexy e sicura di sé, corteggiata praticamente da tutti i maschietti che incontra, ha come amica del cuore la sfigata Needy, dagli occhiali a fondo di bottiglia ed un fidanzatino, Chip, che non gradisce molto l’unione tra le due ragazze, così diverse eppure inseparabili. Sebbene sia chiaro a tutti che Jennifer prevarica su Needy, la biondina non sa estromettersi dal legame di vecchissima data con la formosa mora spezza cuori. Una sera durante un concerto al Melody Lane di una band emergente, i Low Shoulder, a cui le due amiche stanno assistendo, il locale prende fuoco, ed una volta uscite le due ragazze vengono invitate dal leader della rock band, Nikolai, a seguire lui e gli altri musicisti sul loro furgone. Needy rifiuta l’invito ma Jennifer, infatuata dal giovane, decide di seguirli, nonostante le innumerevoli proteste dell’amica. Durante la notte una Jennifer scarmigliata e coperta di sangue si presenta a casa di Needy divorando tutto ciò che trova nel frigo e sputando roba nera ovunque, ma la mattina a scuola la cheerleader si presenta più bella e prorompente di sempre, e soprattutto completamente disinteressata alla sorte dei molti compagni morti nell’incendio del locale. Needy si accorgerà pian piano che da quella notte la sua amica non è più la stessa e comincerà ad averne addirittura paura, mentre una serie di delitti sanguinosi comincia a funestare la piccola cittadina di Devil’s Kettle.

Sicuramente ha in mente di trattare la violenza sulle donne, Karyn Kusama, seppur in modo molto leggero e privo di un grande spessore. Ma quello che accade è chiaro: Jennifer è oggetto di violenza da parte di alcuni uomini, e quando torna, trasformata in una sorta di mostro assetato di sangue, non mangerà chiunque, ma si concentrerà su individui di sesso maschile che non riescono a rifiutare le sue provocanti lusinghe. E lo stesso, farà, in maniera diversa, la piccola Needy, che, sebbene non se ne capisca il motivo, a Jennifer voleva bene davvero, e non ci sta che una banda di gradassi si permetta di entrare con prepotenza a rovinare le loro vite. La violenza di genere , l’oppressione dell’uomo sulla donna indifesa, anche in branco, focalizza l’attenzione dello spettatore più attento, e deve fungere da monito per le spettatrici più giovani che da questo simpatico filmetto demoniaco possono infine trarre anche qualche insegnamento sul tema della prudenza.

La splendida Fox è perfetta nel ruolo, e nonostante i suoi 163cm di altezza riesce comunque ad emergere su tutti grazie alla perfezione indiscutibile del suo corpo e del suo volto, e ad una buona e convincente interpretazione. Del resto nel 2009 l’attrice aveva già partecipato alle due iconiche pellicole di Michael Bay dedicate ai Transformers, e non era quindi già più una novellina, sebbene questo sia a tutti gli effetti il suo primo horror. Al suo fianco, sciupata per la parte, la tutt’altro che brutta Amanda Seyfried, nel ruolo di Needy. La popolare attrice e cantante uscita alla ribalta grazie al musical Mamma Mia! di Phyllida Lloyd del 2008, dimostrerà col tempo di saperci fare anche coll’horror (Cappuccetto Rosso Sangue, Catherine Hardwicke, 2011; You Should Have Left, David Koepp, 2020), ma anche per lei questa è la prima incursione importante nel genere. Ottima spalla della Fox, saprà rivestire un ruolo di primissimo piano in tutta la vicenda essendo lei a sciogliere i nodi cruciali della storia. Accanto a loro, un po’ più defilata, la controparte maschile: Johnny Simmons (Boogeyman 2, Jeff Betancourt, 2007) è Chip, fidanzatino, anche lui un po’ sfigato, di Needy, che non ha occhi che per lei mentre non sopporta Jennifer convinto che abbia una nefasta influenza sulla compagna; Kyle Gallner (Red Eye, Wes Craven, 2005; Smallville), è Colin Gray, il giovane punk che sembra corteggiare Needy ma che alla fine non riuscirà a non cedere alle avances di Jennifer; Adam Brody (The Ring, Gore Verbinski, 2002; The O.C.), infine, è Nikolai Wolf, il leader della rock band che, dopo l’incendio al locale dove Jennifer viene rapita, avrà un’escalation di successo e popolarità inimmaginabile; col suo volto distaccato e strafottente, l’attore californiano è assolutamente perfetto nella parte.

La sceneggiatura è opera della vincitrice del premio Oscar Diablo Cody, ex- spogliarellista che si aggiudica l’agognato premio grazie al film indipendente del 2007 Juno di Jason Reitman, che qui troviamo in veste di produttore. Decisamente notevole il trucco scenico ad opera di Greg Nicotero, truccatore ed effettista che raggiungerà fama mondiale grazie alla serie tv The Walking Dead, ma che ha alle spalle collaborazioni con mostri sacri quali George A. Romero, Sam Raimi, Don Coscarelli, John McTiernan, Sean S. Cunningham, Brian Yuzna, Kevin Costner, Wes Craven, John Carpenter, Tobe Hooper, Clive Barker e chi più ne ha più ne metta. La Kusama dimostra di saper dirigere, senza eccessivi virtuosismi ma con una buona conoscenza tecnica. Mescola gli elementi da teen comedy con quelli tipici dell’horror satanico, il tutto in salsa rock, richiamando alla mente classici del genere quale ad esempio il cult di Charles Martin Smith Morte a 33 Giri del 1986 dove, come qui, è proprio la musica di una rock band il veicolo dell’infezione diabolica che serpeggia tra le aule di una scuola americana, ed anche qui sarà il più nerd a risolvere la situazione. Sebbene la regista sia qui al suo primo horror, e l’incertezza dell’approccio al genere si veda, ella ha usato questo film come banco di prova per approdare a successi successivi quali The Invitation del 2015 o il collettivo XX – Donne da Morire del 2017, dove dimostra di essere perfettamente entrata nel mood giusto.

Diciamo che, senza urlare al capolavoro, e pur essendo privo di sostanziali novità, Jennifer’s Body è un film gradevole e ben girato che si presta bene ad essere visto durante una serata tra amici tra una risata e una birra. Coniugando la struttura del teen horror con quella della comedy adolescenziale tipicamente Made in USA, ed infarcendo tutto con una buona dose di humour nero, la Kusama ci regala un film leggero ma con un sottotesto più profondo di quanto sembri all’apparenza, e con qualche momento davvero esilarante, una sorta di omaggio al cinema horror sexy degli Anni Settanta, ma tutto giocato sull’immaginare più che sul mostrare in toto. Il film non è stato, però, tendenzialmente apprezzato: flop al botteghino e fatto letteralmente a brandelli dalla critica, ha messo a dura prova la credibilità della regista che ha dovuto aspettare sei anni prima che le venisse offerta la possibilità di girare un altro lungometraggio. Presentato in fase di lancio quasi come un nuovo Twilight, Jennifer’s Body è un film che ha sofferto, invece che goduto, per i nefasti effetti di una campagna pubblicitaria sbagliata che puntava tutto sulla sensualità della Fox e su quell’unica e blandissima scena saffica presente. Ma se lo si guarda provando ad andare un po’ più a fondo, questo film è ancora oggi molto attuale, tanto da farlo ritenere, per l’epoca, quasi avanti coi tempi. Jennifer è il villain, ma in realtà è la prima vittima di tutta questa storia che punta a sottolineare come un’educazione moralmente più appropriata potrebbe sicuramente far correre meno rischi alle adolescenti, concorrendo a mettere in mostra i pericoli che portano al femminicidio ed alla violenza di genere. La bellezza disarmante di Jennifer non è quindi il suo punto di forza, come potrebbe apparire, ma la sua dannazione, perché puntando tutto sull’esteriorità e sulla ferma consapevolezza di poter ottenere qualsiasi cosa grazie ad essa, la giovane dimentica di attivare certe sinapsi e rifiuta di ascoltare i consigli della meno bella ma più assennata amica e sarà proprio questo a decretare la sua dannazione. Ne è esempio lampante l’evocativo titolo: il corpo di Jennifer, non lei, è il protagonista di tutta la storia, quel corpo perfetto che, troppo ostentato, attrae alla fine le persone sbagliate, che lo martoriano, ne abusano, lo distruggono, senza sapere che così facendo lo stanno trasformando in altro, in un corpo decisamente più mostruoso ed assetato di sangue, nel quale la bella cheerleader però non c’è più, è volata via, coi suoi sogni e le sue evidenti debolezze nascoste dietro una facciata all’apparenza indistruttibile.

Insomma, nessun capolavoro incompreso, per carità, ma nemmeno una schifezza totale priva di logica come spesso è stato tratteggiato, con argomenti stantii triti e ritriti come la rivalità tra l’amica bella e quella bruttina, con una sceneggiatura fin troppo verbosa, ma con momenti anche interessanti, e una tematica di fondo che c’è eccome e che meriterebbe di essere usata come chiave di lettura del film. La Fox, ed ancor più la Seyfried, sono brave e tratteggiano due personaggi che cambiano, mutano pelle, si trasformano, dimostrando doti recitative niente male, adatte a più registri espressivi. Amanda si è addirittura meritata per la sua interpretazione il premio alla Performance più Terrorizzante agli MTV Awards 2010! Un film, dunque, tutto al femminile, questo Jennifer’s Body, proposto agli uomini con l’esca della bomba sexy Megan Fox, ma che probabilmente è più facile venga capito e compreso da una sensibilità femminile. Kusama, Cody, Fox, Seyfried, sono loro le vere protagoniste, di quello che può senza smentite essere definito un esemplare significativo del filone horror femminile e femminista, visto che gli uomini, eccetto, parzialmente, Chip, non ne escono affatto bene. Invito quindi tutti a comprenderne la vera natura, e vi sarà chiaro come l’opera della Kusama non sia così deludente come troppo in fretta è stata bollata.

 

https://www.imdb.com/title/tt1131734/

 

 

 

Ilaria Monfardini