La casa del sabba: nel segno dell’in(trash)tenimento

Nei primi anni del 2000 vi fu un movimento romano di piccoli autori di cortometraggi che si adoperavano a popolare i vari festival specializzati con le loro opere più o meno amatoriali.

Tra questi, Marco Cerilli, filmmaker di culto grazie ai suoi short che variavano tra horror e commedia e che, in parte per la pochezza dei mezzi, in parte per la velocità con cui venivano concepiti, venivano definiti opere trash. Tanto che lo stesso Cerilli si ritagliò la nomea di reuccio del genere al fu festival L’invasione degli Ultracorti.

Oggi, nel 2021, il cineasta romano firma il suo primo lungometraggio, e lo fa guardando alla celluloide horror stregonesca e diabolica, quella del satanismo che molto è in voga tra i vari autori del cinema “alto” odierno (basta pensare al Robert Eggers di The witch o all’Ari Aster di Hereditary – Le radici del male).

Con un titolo, La casa del sabba, che richiama non poco gli anni Ottanta, e in produzione la LuPa film del Luigi Pastore autore di Come una crisalide e Violent shit: The movie (reboot del noto splatter cult tedesco di Andreas Schnaas), l’esordio di Cerilli racconta di un famoso scrittore horror italoamericano di nome Robert Santana (Marco Aceti), il quale giunge in Puglia per trascorrere alcuni giorni in un’abitazione abbandonata e trovare la giusta ispirazione per la sua nuova opera.

Un posto decisamente adatto allo scopo, anche perché nella zona sono accaduti fatti macabri e misteriosi, eventi che hanno scosso anni addietro la gente locale anni addietro. Ed è proprio in questo contesto che Robert è sicuro di poter trovare nuovo materiale per il suo lavoro; ma ciò che sottovaluta è che qualcuno, o qualcosa, lo stava aspettando, cercando di risvegliare quel male che si annida ancora nei dintorni.

Sensualità, mistero, morte. Ingredienti che La casa del sabba non risparmia affatto e che il buon Cerilli inserisce nel corso della visione, rendendo funzionale alla vicenda raccontata la dozzinale messa in scena. Perché, oltre a tentare di strappare qualche brivido, il film riesce ad assestare momenti grotteschi, atti ad accentuare l’assurdità della trama. In poche parole, il bizzarro neo-autore non lesina in terrore e parentesi ironiche, fondendo entrambi gli aspetti attraverso il consueto linguaggio “trash” che lo ha formato nei suoi molteplici, già citati cortometraggi.

Il protagonista Aceti viene messo alla prova con una performance che tenta di strizzare l’occhio al Jack Nicholson di Shining e al William Katt di Chi è sepolto in quella casa?, e si fa carico di sequenze al di sopra delle aspettative (il momento in cui si ritrova nudo sulla spiaggia tocca vette di straniante demenzialità). Munito di parrucca a capello lungo e liscio, invece, lo stesso Cerilli si mette in gioco nelle vesti del misterioso Vassago, santone attorniato da tre bellissime mogli interpretate da Nicole Stella, Fiorella Franco e la scream queen underground italiana Chiara Pavoni, alimentando ulteriormente le assurdità presenti ne La casa del sabba.

Sangue, terrore, erotismo e umorismo sono quindi gli elementi che troverete, a vostro rischio e pericolo, nell’assistere a questa opera prima sopra le righe… disponibile in streaming sulla piattaforma VodBox.

 

 

Mirko Lomuscio