La favorita: la nuova opera di Lanthimos, “favorita” ai principali festival

L’ascesa di Yorgos Lanthimos nell’alveo dei registi “che contano” sembra non incontrare ostacoli.

Dopo i primi lavori in terra natia, il regista greco si è spostato velocemente a Hollywood, dove ha prodotto tre grandi film nel giro di pochi anni: The lobster (2015), Il sacrificio del cervo sacro (2017) e, ora, La favorita.

Presentato in anteprima alla settantacinquesima Mostra del cinema di Venezia, il lungometraggio si è aggiudicato il Leone d’Argento – Gran Premio della Giuria e la Coppa Volpi, andata ad Olivia Colman per la Migliore Interpretazione Femminile.

Con l’aprirsi del 2019 l’avanzata vittoriosa de La favorita non si è arrestata, in quanto ha ottenuto cinque nomination ai settantaseiesimi Golden Globe. Sempre la Colman ha vinto in questa sede il premio come Miglior Attrice in un Film Commedia o Musicale.

Le aspettative per La favorita sono dunque altissime: se è indiscutibile che la critica di tutto il mondo lo abbia promosso, è però ancora incerto l’esito che otterrà al botteghino una volta che sarà il pubblico in sala a doverlo giudicare.

I film di Lanthimos non sono certamente per tutti i palati. Il regista greco non è sicuramente uno che indora la pillola, prediligendo storie cupe, dai tratti piuttosto crudi e diretti.

Ne La favorita per la prima volta Lanthimos non firma la sceneggiatura, limitandosi a girare lo script ideato da Deborah Davis e Tony McNamara.

Inizi del Settecento. Alla corte della Regina Anna di Gran Bretagna (Olivia Colman), ultima degli Stuart, si respira aria di tempesta. Le aperte contrapposizioni tra i Tory e i Whig del parlamento si fanno sempre più aspre col perdurare della guerra contro la Francia. Mentre i primi, capitanati da Sir Robert Harley (Nicholas Hoult), auspicano ad una fine precoce delle ostilità, i Whig vorrebbero proseguire i conflitti aumentando le tasse al popolo inglese per far fronte alle ingenti spese militari.

Ad appoggiare gli interventisti è soprattutto la “favorita” della regina, Sarah Churchill (Rachel Weisz), duchessa di Marlborogh, che sembra aver preso ormai il controllo del palazzo reale al posto della sovrana, troppo distratta dai propri problemi di salute. Ma, quando a corte arriva Abigail (Emma Stone), cugina di Sarah caduta in disgrazia, il rapporto tra la favorita e la sua regina comincia ad incrinarsi.

La trama de La favorita non rivela grandi sorprese, pur non essendo un film prettamente storico, né biografico. Certo, la maggior parte dei protagonisti è esistita realmente, ma quello su cui si concentra il film di Lanthimos – ovvero le dinamiche umane tra un personaggio e l’altro – è tutto piuttosto romanzato.

La grandezza dell’operazione risiede essenzialmente nelle interpretazioni delle tre attrici principali, la cui bravura è tale da permettere il pieno coinvolgimento emotivo dello spettatore. La Regina Anna di Olivia Colman è credibilissima nelle sue esplosioni isteriche, nei suoi dolorosi attacchi di gotta e nelle sue sofferenti incertezze dovute ad un ruolo che non ha mai chiesto.

Gli intrighi della corte reale, permeati di una morbosità neanche troppo latente, sono un perfetto gioco delle parti che solo Lanthimos, maestro del genere, avrebbe potuto dirigere con tale maestria.

Ad aggiungere quel tocco in più provvede la fotografia di Robbie Ryan, che decide di girare principalmente con luce naturale. L’oscurità quasi totale degli ambienti notturni e interni è spezzata dalle fioche fiammelle di candele e camini, producendo dei forti contrasti che richiamano i quadri di Gherardo delle Notti.

La bellezza visiva de La favorita, fiore all’occhiello di un film perfettamente congegnato, è evidente anche negli splendidi costumi (seppur anacronistici, per l’uso di stoffe e modelli non ancora esistenti nel XVIII secolo) e nella scelta delle location. L’opera è infatti stata girata ad Hatfield House, nell’Hertfordshire, e presso l’ Hempton Court Palace, nel Middlesex.

 

 

Giulia Anastasi