Compleanno Fernando Proce PH Sergio SepielloCompleanno Fernando Proce PH Sergio Sepiello

Fernando Proce: dal debutto da bambino al successo su R101: il racconto emozionante di un’icona della comunicazione

La grande festa per i 60 anni di Fernando Proce non è stata solo un compleanno, ma l’occasione per ripercorrere una vita interamente dedicata alla radio e per annunciare nuovi progetti che lo proiettano già nel futuro. L’intervista, pubblicata originariamente da Novella 2000 a firma di Umberto Mortelliti, diventa così il ritratto di un conduttore che sente ancora la radio come ciò che, letteralmente, «mi tiene vivo».

Un compleanno speciale

Per celebrare questo traguardo, Proce ha organizzato una festa definita più una grande festa incredibile che un semplice gala, circondato dai suoi amici di sempre, colleghi e volti noti dello spettacolo. Tra gli ospiti spiccavano Cristiano Malgioglio, il regista Roberto Cenci, imprenditori, giornalisti e le star della radio, riuniti al 55 di via Piero della Francesca a Milano, locale di proprietà del medico Giovanni Macrì. L’ingresso del conduttore ha lasciato il segno: Proce è “salito sul palco” facendosi portare dentro una bara, una trovata scenica per ironizzare sul tempo che passa e sul rifiuto dei 60 anni, pur ammettendo che «a un certo punto devo farlo» e che lui e i colleghi sono «degli eterni Peter Pan» che non si accorgono di quanto velocemente scorrano gli anni.

Il compleanno di Fernando Proce: tre giorni di brindisi, musica e famiglia

Nell’intervista a Novella 2000, Proce racconta che i festeggiamenti non si sono esauriti in una sola serata, ma sono durati tre giorni, con l’obiettivo di riunire tutte le persone che gli sono state vicine nel lavoro e nella vita. «I festeggiamenti sono durati addirittura tre giorni, ho voluto riunire la gente a me vicina e con cui ho lavorato in questi anni: tutti i colleghi delle radio», spiega il conduttore, sottolineando quanto fosse importante condividere il traguardo con chi ha percorso con lui questo lungo viaggio. Protagoniste della festa anche le sue figlie, che lo hanno emozionato leggendo parole toccanti, mentre la serata clou ha visto uno show di circa cinque ore con circa 200 invitati a cena, a cui si sono aggiunte altre persone, e con la partecipazione di Cristina D’Avena e del sassofonista Piero Billeri, definito da Proce «il mio braccio destro musicale».

Una vita per la radio e un film che la racconta

L’articolo di Novella 2000 ricostruisce una traiettoria professionale iniziata prestissimo: Proce ricorda una vita dedicata esclusivamente alla radio, sin da quando, a 10 anni, è entrato in un programma per bambini, restando poi in questo mondo per 50 anni«Tutto straordinario e meraviglioso, come un bel film. Tant’è vero che ne faremo uno… Una vita dedicata esclusivamente alla radio: sono entrato a 10 anni, in un programma per bambini, e ci sono rimasto per 50», racconta, spiegando di aver cantato, scritto, fatto di tutto e di sentirsi ancora animato dallo stesso entusiasmo. Dal racconto nasce infatti un progetto cinematografico: «Ci stiamo lavorando da un paio d’anni. Siamo alla fase del cast e stiamo completando la sceneggiatura. È un film ispirato alla mia storia», un’opera ambientata nel Sud Italia che narra di un bambino “rapito” dalla radio, ostacolato da genitori e persone vicine che non comprendono il valore di quella passione, un sogno spezzato che porta con sé dolore e sofferenza ma che, promette Proce, «entro il prossimo anno vedrà la luce».

“La radio mi tiene vivo”

Dall’intervista emerge un Proce che, pur definito dagli addetti ai lavori come uno dei conduttori più amati d’Italia, continua a considerarsi «un umile addetto ai lavori», il «più giovane dei vecchi» accanto a figure come Linus e Marco Galli, e ribadisce che «la radio è l’unico elemento che mi tiene vivo». Guardando all’evoluzione del mezzo, ricorda come la radio sia stata data per spacciata già 60 anni fa, prima della rivoluzione firmata Renzo Arbore, e oggi si trovi a confrontarsi con colossi come YouTube e Spotify, senza però perdere la sua natura di palestra di professionalità e di comunicazione, fatta di energiapositività e competenze che vanno dalla politica all’attualità. Ai giovani che sognano il microfono, Proce suggerisce di non confondere radio e podcast, di costruire una solida preparazione musicale e culturale e, soprattutto, di ricordare che «il conduttore radiofonico deve essere un amico. Una persona di cui ti fidi»; e chiude con una parola chiave, la gratitudine, rivolta agli ascoltatori che lo hanno accompagnato per mezzo secolo: «Quando raggiungi questo traguardo, 50 anni di radio, non puoi che ringraziare chi ti ha accompagnato e sostenuto fino ad oggi in questo lungo viaggio».

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