Tra i maggiori successi cinematografici d’inizio 2026, approda in blu-ray sotto il marchio Eagle pictures La grazia, ritorno dietro alla macchina da presa per il napoletano Paolo Sorrentino, due anni dopo Parthenope.
Un ritorno dietro alla macchina da presa tramite cui prosegue il proprio sodalizio artistico con Toni Servillo, qui calato nei panni dell’immaginario Presidente della Repubblica Mariano De Santis e che proprio grazie a questo ruolo ha conquistato la Coppa Volpi per il miglior attore presso l’ottantaduesima Mostra d’arte cinematografica di Venezia.
Un Presidente vedovo e cattolico che, soprannominato “Cemento armato”, alla fine del suo mandato si trova dinanzi a problemi di natura morale che hanno a che fare con la vita e con la morte. Infatti, affiancato dalla figlia Dorotea, giurista come lui incarnata da Anna Ferzetti, deve vedersela con la richiesta di grazia per Isa Rocca alias Linda Messerklinger, responsabile della morte a coltellate del marito, e per il Cristiano Arpa di Vasco Mirandola, che ha ucciso la moglie malata di Alzheimer. Mentre è anche dubbioso se firmare o no la legge sul diritto all’eutanasia; man mano che apprendiamo, inoltre, che ha un figlio musicista rap che vive all’estero e che è tormentato dal sapere chi era l’uomo con cui la defunta consorte lo tradì quarant’anni prima. Una vera e propria ossessione che quasi finisce per rappresentare il filo conduttore de La grazia, a detta di Sorrentino ispirato ad un reale fatto di cronaca ma privo di riferimenti a presidenti esistenti.

E, ovviamente, non mancano birrazzie sorrentiniane spazianti dall’ingegner Giordano di Fabrizio Bordignon in orbita nello spazio all’arrivo sotto alla pioggia del Presidente del Portogallo di Cesare Scova nel corso delle oltre due ore di visione che, caratterizzare dal consueto eccellente comparto tecnico-artistico e dominate dall’infallibile Servillo, al di là dell’impostazione teatrale suggerita dall’abbondanza di ambientazione in interni non sembra distaccarsi molto, strutturalmente parlando, da La grande bellezza.
Del resto, in maniera analoga a ciò che faceva in quel titolo premio Oscar dell’autore de Il divo, tra un’esilarante sequenza a cena insieme all’amica di vecchia data Coco Valori interpretata magnificamente da Milvia Marigliano e ricorrenti scambi di battute con il proprio corazziere, come in quel caso il protagonista si cimenta di continuo in conversazioni in compagnia di altolocati personaggi: dal Ministro di giustizia Ugo Romani di Massimo Venturiello al Papa afro-francese di Rufin Doh Zeyenouin. Con evidente sottotesto femminista annesso e l’esplicito obiettivo di ribadire che la grazia è la bellezza del dubbio.
Quasi otto minuti di backstage fanno da contenuto speciale a questa edizione in alta definizione de La grazia.

È un film bellissimo, mi piace molto il modo in cui Sorrentino usa il blu.