Un tema che risuona nei corridoi della giustizia è quello del contrasto alla violenza. Una questione cruciale che entra nello specifico e va affrontata partendo dalla letteratura criminologica la quale ha accertato che chi compie crudeltà sugli animali è in grado di procurare la stessa sofferenza nei più fragili: donne, bambini, anziani.

Ciò apre per ratio un’altra triste pagina della storia che esula dall’evoluzione antropologica: la presunzione di superiorità dell’uomo sulle multiforme di specie viventi.

Una tale visione egocentrata in cui l’uomo ha diritto e legittimità di usare, sottomettere, schiavizzare e uccidere, insegna il deprezzamento e la supremazia del forte sul debole. L’antropocentrismo crea egoismo, individualismo e nella suddetta sfera nulla conta. Non conta l’indifferenza verso la sofferenza degli animali, il sangue, la mancanza di rimorso, il compiacimento nell’infliggere.

Porte di carriere criminali e pericolosità sociale. Superata quella soglia, non conta il dolore che esperisce il prossimo ed è l’anticamera alla guerra e ai reati persecutori. Una storia che conosciamo bene, ogni volta creduta superata, e invece riproposta: schiavi e padroni. Situazioni che vanno oltre la specie e il genere.

L’esempio più lampante e risuonante, a livello quasi odierno, è quello di partners al servizio coercitivo di uomini misogeni e sessisti. Ma la cronologia ci riporta pure al periodo in cui le persone di colore erano schiave dei bianchi. E poi la deportazione di bambini, disabili, donne e anziani ritenuti inferiori, quindi non degni e meritevoli di condurre una vita scevra dalle sofferenze. 

Storie che non vorremmo vedere ripetersi più, ma che invece si reiterano con forme molteplici. Al sangue che grida l’ingiustizia di antichi retaggi e tradizioni incivili e obsolete, si aggiunge il concetto della filiera alimentare e industriale: incoerenti con il principio di umanità e di evoluzione sociale.

È la storia nera di animali, unici nel carattere e nella personalità, mercificati e trattati come se fossero oggetti inanimati.  

È la storia degli invisibili, degli animali classificati da reddito e non solo. Ma la verità volutamente taciuta non può più essere nascosta e le investigazioni nei mattatoi e negli allevamenti portano a galla abusi criminali, comportamenti devianti, torture inenarrabili, sevizie di ogni tipo, alimentazione forzata, marchiatura, botte e tutta una serie di atteggiamenti sadici ai danni della popolazione animale, resa schiava e reclusa da innocente. Sfruttata sino all’omicidio più cruento.

E per cosa? Per il piacere e l’interesse dell’uomo indifferente. Indifferente di predare la loro carne, le loro viscere, i loro figli, la loro pelle. Le vittime, chiamate invisibili, vengono tradite da un’umanità senza umanità.

È la tratta, lo sfruttamento industrializzato di esseri viventi su larga scala.

Nel mondo e all’anno, sono circa 92 miliardi le galline, i polli, i suini, i conigli, le capre e i bovini ingabbiati, oltre che cinghiali e creature selvatiche cacciate, nei loro habitat naturali, per mero capitalismo.

E in Italia? Sono circa 150 mila gli allevamenti con più di 6 miliardi di animali al loro interno, destinati al macello. Non senza prima passare dai rituali delle ustioni, delle mutilazioni, dei pugni sferrati e di altre pratiche tipiche nei registri dei letali serial killer e dei contrabbandieri di esseri umani. In questi luoghi di detenzione forzata gli individui smettono di essere individui e diventano numeri. La morte dei prescelti è progressiva, crudelmente lenta nel tempo e non ci sono segni di rimorso da parte di chi compie violenza su di loro.

Ciò deve essere spunto di riflessione. E non regge più la scusa che… vengono sfruttati pensando però al loro benessere.

La schiavitù di qualsiasi essere vivente, sia animale umano o animale non umano, non è coerente con il principio di umanità.

C’è bisogno di arrivare ad una presa di coscienza e dire No alla Violenza.

Allora ecco che l’analisi e lo sviluppo del pensiero critico, aiuta a crescere nelle conoscenze cognitive perché la violenza è violenza, e non importa la specie, il genere o la situazione in cui si trova la vittima. 

Occorre quindi costruire nuove coscienze per porre le basi di un mondo diverso, fatto di umanità, gentilezza, coraggio e disposizione alle emozioni.

Occorre lottare in maniera edificante e propositiva per rendere il pianeta un posto sicuro, decidendo coscientemente e consapevolmente di non procurare sofferenza fisica e psicologica ad alcuno. 

Fare cultura, trasforma la prospettiva, spodesta il disprezzo per la vita e fa entrare in scena la compassione e l’evoluzione societaria. 

Di fronte a morale scomparsa, responsabilità demandate e atrocità giustificate, il panorama prolifero del cinema ha dato un colore alle ingiustizie con film-inchieste di denuncia. Pellicole manifesto di registi e produttori che non ammettono che sia il disprezzo e la discriminazione a farne da padre-padrone alla società.

Lotta alla criminalità con iniziative di prevenzione, sensibilizzazione e informazione per generare consapevolezza e modificare i comportamenti disfunzionali. 

Ha visto le sale cinematografiche:

“L’ULTIMO SPETTACOLO” il primo film-documentario italiano. Distribuito da Mescalito Film per la Regia di Andrea Morabito e la Casa di Produzione Lav Lega Anti Vivisezione. Uscito ad aprile 2025, ha fatto giurisprudenza nel diritto animale arrivando anche alla Camera dei Deputati. Nella pellicola il tema della violenza è trattato con un linguaggio giusto, da spingere gli spettatori a decidere di far parte del cambiamento. Narra la storia vera della più grande liberazione di animali da un circo in Italia. Una lotta durata anni e portata avanti da persone eroiche che hanno tenuto fede alla causa. Creature liberate in accordo con la giustizia e ora rispettate, difese e accudite nel rifugio Animanatura Wild Sanctuary. Il film, acclamato dalla critica, denuncia lo sfruttamento, sensibilizza l’opinione pubblica ed è simbolo per il futuro. 

“FAMILIA” diretto da Francesco Costabile. Il film distribuito in sala da Medusa Film rappresenterà l’Italia agli Oscar 2026. Tematica sociale è la violenza psicologica, la brutalità fisica, la discriminazione e l’oppressione. La storia ripercorsa è quella reale di Luigi Celeste e dei suoi fratelli e madre, costretti a vivere la violenza domestica tra paure e sofferenze. Adatto alle scuole di primo e secondo grado è strumento di riflessione, di prevenzione attiva e all’81ª Mostra d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, ha ricevuto il premio Segnalazione Cinema For Unicef. 

Il cinema ha un potere magico, quello di porre i riflettori sulla responsabilità dell’uomo, nel presente e nel futuro, attraverso gli occhi e le emozioni palpitanti.

Tra i film che indagano i temi attuali e urgenti della violenza, ne troviamo un altro che nel tempo ha lasciato un segno indelebile nella cinematografia e non solo:

“BABE – MAIALINO CORAGGIOSO” (1995) diretto da Chris Noonan. Il film, vincitore dell’Oscar per l’aspetto favolistico e l’impatto culturale, racconta la storia di un maialino che riesce a far comprendere alla gente che il popolo animale ha emozioni, sentimenti, intelligenza e amore da dare. Il film promuove fiducia in se stessi e nel prossimo, coraggio, empatia e  rispetto della vita propria e altrui. La pellicola ha spinto alla consapevolezza il pubblico e lo stesso attore protagonista James Cromwell che è diventato un vegano attivista per i diritti degli animali e membro del consiglio di Peta. Il disarmante maialino, scampato dal diventare cibo, ha ispirato un cambio di percezione e sensibilità nei confronti di tutti gli esseri viventi che per diritto di nascita meritano una vita libera e non sfruttata dall’industria alimentare.

Il piccolo Babe, continua a insegnare il rispetto per il prossimo e il contrario della violenza: l’amore.

Sonia Bianchera

Di Sonia Bianchera

Cavaliere della Repubblica. Insignita della Palma d'Oro per la Pace. Autore "Cultura Elfica del Dialogo della Pace e dei Diritti della Biodiversità". Autore "Cultura Elfica di Inclusione Biocentrica Antiviolenza e Antispecista".

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Plugin WordPress Cookie di Real Cookie Banner