Chi augura il male non è pericoloso, è trasparente perché rivela, senza filtri, la misura esatta della propria pochezza.E in quella trasparenza c’è qualcosa di quasi scientifico, come una legge che non sbaglia mai: ciò che non si riesce a comprendere, si tenta di ridurlo; ciò che non si è capaci di diventare, lo si prova a ferire. Non è forza, non è neanche cattiveria nel senso più alto del termine… è una forma elementare di povertà interiore che si manifesta senza strategia, senza profondità, senza futuro.Perché il male, quando nasce da una mente limitata, è prevedibile. Ripete sempre lo stesso schema: giudica ciò che non capisce, attacca ciò che lo mette in discussione, disprezza ciò che gli ricorda i propri confini. E così, mentre crede di colpire fuori, in realtà disegna un perimetro sempre più stretto attorno a sé.Chi osserva con lucidità non si difende nemmeno: prende atto. Perché non c’è nulla da temere in chi si espone così chiaramente, in chi confonde l’ombra che proietta con una reale capacità di incidere sul mondo. Il vero limite non è nel danno che può fare, ma nell’impossibilità di evolvere oltre quel gesto.E alla fine resta solo questo: chi augura il male si definisce, chi lo attraversa senza restituirlo si supera.
Carmen Cascone
Diritti d’autore (L.633/1941)
