La paranza dei bambini: Saviano racconta la Gomorra dei giovanissimi

Se c’è Roberto Saviano si parla di camorra e La paranza dei bambini s’incentra sulle giovanissimi vittime di quel meccanismo infernale e malavitoso.

Presentata all’edizione 2018 del Festival internazionale del cinema di Berlino, arriva sul grande schermo la sua trasposizione cinematografica diretta da Claudio Giovannesi.

Rione Sanità, Napoli.  Sei quindicenni – Nicola, Tyson, Biscottino, Lollipop, O’Russ, Briatò – vogliono guadagnare soldi facili per potersi comprare vestiti firmati e fare colpo sulle coetanee. Giocano con le armi e con la droga. Alla prima occasione decidono di prendere il potere nel quartiere. Il loro scopo è quello di essere riconosciuti come veri boss del crimine. Nell’incoscienza propria della loro giovane età vivono la vita criminale in modo pericoloso e spontaneo: il prezzo da pagare, però, risulterà molto alto.

Con una regia molto lineare e una sceneggiatura edulcorata rispetto all’omonimo romanzo da cui trae ispirazione, La paranza dei bambini racconta una storia drammatica e  tristemente attuale.

Infatti, lo stesso Saviano si è ispirato all’inchiesta di John Woodcock, sostituto procuratore a Napoli, sulla paranza di Emanuele Sibillo, ucciso a diciannove anni nel 2015. È una storia conosciuta quella dei clan che si spartiscono i quartieri di Napoli per lo spaccio, le estorsioni e la prostituzione. Nei rioni poveri vige solo la legge del più forte, ovvero di colui che ha l’arma più potente, anche se ha solo quindici anni e il suo sogno è comprarsi l’ultimo modello di scarpe Nike o il maxi schermo per giocare con la play station.

Il regista Giovannesi sospende ogni giudizio o condanna morale verso i suoi personaggi, al contrario cerca di creare una certa empatia con lo spettatore, suscitando emozioni anche profonde.

In realtà, chi si sporca di omicidi efferati dovrebbe essere solo condannato e mai giustificato! Anche se la tematica non è delle più originali, risulta comunque essere, attualmente, molto dibattuta. 

Ad una bella fotografia si affianca un ritmo lentamente cadenzato.

La paranza dei bambini è un film drammatico che poco o niente aggiunge ai soliti “Gomorra”, se non la perplessità per la mancata posizione etica del regista nei confronti della complessa tematica trattata.

 

 

Anastasia Mazzia