La partita: una grande passione per una piccola squadra

Quando una passione è grande, si sa, si farebbe tutto pur di assecondarla, sia essa per il cinema, per i viaggi o per lo sport, giusto per fare qualche esempio. E gli italiani di passione per lo sport – e, nello specifico, per il calcio – ne sanno qualcosa.

Se, infatti, assai forte è il tifo per le proprie squadre del cuore durante il campionato, altrettanto sentito è il sentimento nei confronti di quelle piccole di quartiere. Anche se si è in pochi ad andare a vedere le partite allo stadio. Anche se la propria squadra del cuore non ha praticamente mai vinto nemmeno una partita.

Su una vicenda del genere si concentra, per esempio, il lungometraggio La partita, opera prima del giovane Francesco Carnesecchi, presentata in anteprima al RIFF 2018, con un cast che vede al proprio interno attori del calibro di Francesco Pannofino e Giorgio Colangeli.

Questa, dunque, è la storia di una piccola squadra di Roma Sud che, pur esistendo da diversi anni, come la didascalia iniziale sta ad affermare “non ha mai vinto un cazzo”. La storia di una squadra minuscola che, tuttavia, non è riuscita ad evitare che i piccoli criminali del posto approfittassero per trarre loschi vantaggi economici a scapito di sprovveduti dirigenti e allenatori.

Così, con una struttura atipica, con tanto di frequenti e spesso inaspettati salti spazio-temporali viene messa in scena quella che, probabilmente, è stata la partita più importante della squadra in questione, tra intrighi vari e sogni di giovani calciatori e dei relativi genitori.

Un film corale, La partita, in cui viene messa in scena una riuscita contrapposizione genitori-figli in un’eterna lotta generazionale dove nessuno esce realmente vincitore. Un prodotto sì imperfetto e spesso mal calibrato (rischio elevatissimo quando, come in questo caso, da uno short si vuole ricavare un lungometraggio), con tanto di elementi tirati in ballo e lasciati ingiustificatamente in sospeso, ma anche un lavoro estremamente onesto e sentito, dove non mancano divertenti espedienti comici e scene ai limiti del paradossale (vedi, per esempio, la rissa durante il pranzo di cresima della cuginetta di uno dei giovani calciatori) che ben si legano al resto della messa in scena.

 

 

Marina Pavido