Roberto Attanasio è un appassionato collezionista e fan devoto dei Goblin, la leggendaria band italiana nota per le sue colonne sonore progressive rock, in particolare quelle per i film di Dario Argento. In questa intervista, Roberto racconta le origini della sua passione per la musica prog, l’evoluzione della sua collezione, i momenti memorabili con la band e le riflessioni sul loro sound unico. Un viaggio attraverso decenni di dedizione, amicizie e scoperte musicali che ha reso Roberto una figura di riferimento nel mondo del progressive rock italiano.

Quando nasce la tua passione per la musica e, in particolare, per il prog?

La passione per la musica ce l’ho sempre avuta fin da bambino. Avendo un fratello più grande, Massimo, mi faceva ascoltare di tutto: dal rock al blues, alla musica italiana.

Poi, un bel giorno, vedendo Profondo Rosso in TV, ho scoperto i Goblin. Quel motivetto mi è entrato in testa: finalmente avevo scoperto un gruppo da solo, senza l’aiuto di mio fratello.

Con un mio amico, in tenera età a 16 anni, passavamo i venerdì sera ad ascoltare dischi. Lui mi fece scoprire il mondo dei Genesis e dei Marillion, che mi aprirono nuove porte verso il rock progressive. Poco alla volta ho scoperto altri gruppi: Yes, King Crimson e, tra gli italiani, Banco del Mutuo Soccorso, Osanna ecc.

In che modo è iniziata la tua collezione?

A 10 anni mio fratello mi regalò il primo vinile di Profondo Rosso: era una ristampa degli anni ’80. Da quel momento ho cominciato a setacciare tutti i negozi di dischi di Torino alla ricerca di qualsiasi cosa avessero inciso i Goblin. Un bel giorno un mio vicino di casa mi portò tre vinili dei Goblin, tra cui Roller. Fu il vero colpo di fulmine: mi innamorai di quel sound. Da qui è cominciato tutto. Inizialmente ascoltavo le musicassette con il walkman, poi, da quando ho potuto usare il giradischi, ho acquistato soltanto vinili. Negli anni ’90, in pieno cambiamento tecnologico da LP a CD, un negozio sotto casa mia svendeva tutti gli LP. Dei Goblin e di Simonetti ne trovai 10, addirittura alcuni ancora sigillati.

La mia collezione iniziò ad aumentare vertiginosamente dal 1993, quando mi recai a Parigi in vacanza e all’interno del Virgin Mega Store trovai le stampe giapponesi in compact disc di Roller, Suspiria e Il Fantastico Viaggio del Bagarozzo Mark. L’avvento di internet mi fece scoprire stampe in LP e CD di tutto il mondo. In pochi anni sono diventato quello che sono considerato oggi: il maggior collezionista al mondo. Anche se nella mia collezione manca un disco molto importante che ha un valore altissimo, si tratta di Cherry Five, disco pubblicato nel 1976 ma registrato nel 1974. Sono i Goblin, ma sotto un altro nome.

Qual è l’oggetto più raro della tua collezione Goblin?

Di oggetti, in tutti questi anni, ne ho trovati moltissimi. Ogni pezzo della mia collezione ha una sua storia. Per me Roller è l’album che preferisco dei Goblin: ne ho una copia originale autografata da tutta la band, sulla copertina e addirittura sul vinile stesso. Per me ha un valore inestimabile. Anni fa ho trovato il 45 giri promozionale di Profondo Rosso, ma credo che l’oggetto più raro in assoluto sia una lacca originale del 45 giri di Roller e un test pressing di Suspiria. A livello di memorabilia, ho i poster originali, adesivi e una cartolina promozionale recuperata a casa di Massimo Morante.

Ho un cofanetto giapponese con la riproduzione in miniatura di tutta la discografia dei Goblin: i giapponesi sono molto attenti a queste cose. In Italia, eccetto i dischi originali, vi è stato un periodo in cui si stampavano LP e CD di materiale sostanza, ma con il passare degli anni le cose sono migliorate. Il CD non ha avuto una lunga vita e si è tornati a stampare il vinile, con copertine addirittura tridimensionali. Si è tornati ai vinili colorati o in picture disc, come si faceva negli anni ’80. L’unica differenza rispetto ad allora sono i prezzi: purtroppo il mercato discografico, a causa dei costi dei materiali, è aumentato e alcuni dischi, nonostante siano delle ristampe, costano quasi di più che un vinile originale degli anni ’70.

Colleziono da ben 40 anni, ho tutta la discografia italiana originale e straniera. Al momento mi manca solo Cherry Five, che ha raggiunto dei prezzi altissimi. È un disco pubblicato nel 1976, sotto un altro nome, ed è stato stampato in sole 400 copie: è un disco rarissimo e ricercato non solo dai fan dei Goblin, ma da tutti i collezionisti del rock progressive.

Hai mai pensato di scrivere un libro sulla storia della band o sulla tua esperienza da fan?

Sì, ho scritto un libro sulla discografia dei Goblin: è dal 2005 che ci sto lavorando e continuo ad aggiornarlo. In questi ultimi anni ho inserito nuovi capitoli, descrivendo la discografia di tutte le formazioni Goblin. Ho avuto dei contatti con delle case editrici che subito sembravano molto interessate al mio progetto. Ho scritto più di seicento pagine, esclusivamente dedicate alla discografia, in ogni dettaglio con fotografie di qualsiasi stampa e formato, con informazioni a riguardo. Purtroppo il problema consiste nella pubblicazione: le fotografie dei dischi in molte stampe riprendono scene del film e c’è bisogno del consenso dei fotografi di scena, poi della casa discografica e dei Goblin stessi, che devono essere d’accordo. È un lavoro complesso e importante e al momento non ho trovato più nessuno interessato. Un vero peccato: sarebbe il mio sogno vederlo pubblicato. Ho pensato anche di dividerlo in più volumi. Ci riproverò a riproporlo alle case editrici, magari a settembre. Vedremo se riuscirò a convincere qualcuno.

Nel frattempo non mi sono perso d’animo: ho scritto articoli sulla discografia su vari siti specializzati (Splattercontainer, Mondospettacolo). Collaboro con la rivista Prog Italia: ho scritto almeno sei articoli. E nel 2013 ho aperto una pagina web dedicata ai Goblin, Terra Di Goblin. In questo blog vi sono le biografie, recensioni di concerti, discografia, news e tanto altro ancora. Grazie a questo blog ho cominciato a farmi conoscere molto di più dal pubblico, non solo dei Goblin ma anche da quello del prog in generale: mi ha portato molta visibilità.

Mi reputo un collezionista anomalo, perché mi piace condividere la mia collezione con il pubblico. Ho partecipato a tanti concerti, eventi horror, esponendo parte della mia collezione, arrivando ad esporre i miei dischi alla mostra dedicata a Dario Argento al Museo del Cinema di Torino, al Cinemarcord, Music Day, Giallo Berico, Mufant. Questo mi permette di conoscere nuovi fan dei Goblin, interagire con loro e passare anche tanto tempo con le varie formazioni Goblin, che mi rende felice ed orgoglioso. Ho sognato fin da ragazzino questi momenti, ed ora quel sogno è diventato realtà.

Cosa rende le colonne sonore dei Goblin così diverse dalla musica prog di altri gruppi dell’epoca?

I Goblin sono dei veri geni: hanno inventato un genere. Il loro modo di suonare è inimitabile. Nessun altro gruppo prog ha avuto questa idea di trasformare il prog in colonna sonora. Molti gruppi hanno cercato di imitarli, ma nessuno è riuscito a raggiungere quel sound. La musica dei Goblin la riconosci dalle prime note. Molti gruppi prog metal, ad esempio, hanno cominciato a suonare ascoltando i Goblin: sono stati musa ispiratrice. I Goblin tutti li associano solamente alle colonne sonore di Dario Argento, ma la band ha composto anche per altri film di genere, e non solo. Se prendete gli LP dei Cherry Five, Roller, Il Fantastico viaggio del Bagarozzo Mark oppure la colonna sonora di Zombi, potete ascoltare la vera anima compositiva dei Goblin. La band sa suonare qualsiasi cosa (rock, prog, jazz, blues). I Goblin sono a tutti gli effetti un gruppo rock progressive, ma grazie ai vari componenti del gruppo, il sound può cambiare radicalmente perché ogni membro viene da esperienze musicali diverse ed hanno miscelato queste conoscenze musicali in un unico sound.

Purtroppo sono stati etichettati come gruppo che compone soltanto colonne sonore, ma in realtà non è assolutamente così: basta ascoltare i loro album al di fuori delle soundtracks per scoprire la vera anima Goblin.

Con i Claudio Simonetti’s Goblin e Pietro Fiscaletti a casa mia nel 2022

Nel corso degli anni è nata un’amicizia con i membri dei Goblin, in modo particolare con Claudio Simonetti. Raccontaci com’è accaduto e cosa hai provato.

I primi contatti con Claudio Simonetti li ho avuti nel 1997, quando tramite un CD che comprai all’epoca trovai il suo indirizzo postale per potergli scrivere una lettera. Non avevo ancora il computer e quindi usavo carta e penna. Dopo circa due settimane ricevetti la sua risposta e il suo primo autografo: non puoi immaginare quanto fossi felice. Da quel momento i nostri contatti sono diventati più frequenti e nel 2001 lo incontrai per la prima volta al “Transilvania 2”, un locale horror situato a Torino. Mi presentai con due borse piene di dischi da fargli autografare: fu un’emozione grandissima.

Con il passare del tempo ho costruito un bellissimo rapporto con lui, di vera stima e amicizia, tant’è che ho avuto l’onore di averlo ospite a casa mia a Torino per ben due volte: la prima volta per un semplice caffè nel 2014 durante un suo concerto, e nel 2022 a cena, con i Claudio Simonetti’s Goblin al completo.

Ho avuto modo di conoscere tutti i membri dei Goblin in tutti questi anni: Morante, Martino, Marangolo, Pignatelli, Guarini e per me è stato davvero gratificante. Un sogno chiuso in un cassetto per tanti anni: mai mi sarei potuto immaginare di vedere suonare i Goblin. Dal 2008 ho veramente cominciato a seguirli in tutte le varie formazioni che si sono susseguite fino ad oggi, percorrendo anche migliaia di km, passando notti insonni pur di poterli vedere ed incontrare. Ho conosciuto tutte le formazioni e tutti i membri e la cosa bella è che ho rapporti bellissimi con tutti.

Gestendo un blog dedicato a loro amo tutte le formazioni, le sostengo tutte allo stesso modo perché il mio motto è…

L’anima Goblin è una sola e non importa in quante formazioni essa si rappresenti.

Hai iniziato a collaborare con i Goblin occupandoti anche del merchandise ai loro concerti. Com’è questa esperienza a livello personale ed emotivo?

Era un mio sogno quello di poter seguire i Goblin in tour, in ogni luogo. Da qualche anno infatti ne sto seguendo parecchi, perché la mia passione è davvero intramontabile. Ma un bel giorno, precisamente il 22 Agosto 2022, durante un concerto a Brescia, i Claudio Simonetti’s Goblin mi chiesero se volevo dedicarmi alla vendita del merchandising quella sera, perché loro solitamente non avevano nessuno che poteva farlo. Dopo una riunione fatta qualche giorno prima tra di loro, hanno pensato a me, dicendomi che ero perfetto per vendere i loro dischi, CD o magliette, essendo un grandissimo fan ed esperto della loro musica e discografia.

Insieme a me c’era anche un mio grandissimo amico e fan, Pietro Fiscaletti, ed abbiamo accettato la loro proposta. La serata è andata bene e la band è stata soddisfatta del nostro lavoro. A fine concerto ci hanno annunciato che io e Pietro facevamo parte della crew, che avremmo potuto gestire il merchandising liberamente ad ogni loro concerto, con una piccola ricompensa e la sistemazione in albergo.

Non puoi immaginare come mi sono sentito in quel momento: credevo di morire. Il mio sogno era diventato realtà: seguire la band, fare il merchandising, stare a tavola con loro, aiutarli a sistemare gli strumenti, una giornata intera con loro dalla preparazione del concerto fino alla fine.

Oltre al loro merchandising, con il loro permesso ho voluto anche inserire alcune cose da collezione come i vecchi vinili degli anni ’70, che sono molto ricercati dai collezionisti e non solo. La cosa bella di tutto questo è che ormai il nostro punto vendita è diventato “Terra Di Goblin”, dove non solo si vende materiale discografico e altro, ma è soprattutto un punto di riferimento ed incontro per i fan e appassionati, dove possono incontrare la band a fine concerto, per foto e autografi. Non è proprio un fan club, ma poco ci manca, e questo mi fa stare bene. Aver creato questo punto di riferimento per me è una cosa molto importante che mi rende orgoglioso.

Avendo il blog, ho cominciato ad avere più contatti non solo tra gli artisti, ma anche con gli addetti ai lavori, e questo mi permette di poter organizzare anche serate speciali…

Come descriveresti l’evoluzione sonora dei Goblin dagli anni ’70 ad oggi?

La musica dei Goblin non è cambiata: è la strumentazione che si è evoluta. Oggi, purtroppo, ci sono troppi strumenti digitali. La musica in studio si fa con un computer, e non più con il gruppo in sala di registrazione, e questo comporta molte diversità, perché non si lavora più uniti. La tecnologia ha portato via molto: molta musica è campionata ed è un vero peccato. Negli anni ’70 si creavano i suoni, i rumori. Se pensate che per produrre il rumore dell’acqua si usavano bacinelle piene di acqua e muovendole si dava l’effetto; per fare un rombo di tuono si usavano delle lastre di alluminio agitandole, o per dare l’effetto di un temporale si schiacciavano ripetutamente dei bicchieri di plastica, tutto questo davanti ad un microfono.

Oggi è tutto diverso: si possono riprodurre qualsiasi suono, rumore ed anche sostituire lo strumento stesso, con programmi inseriti nelle tastiere o computer portatili.

Una volta c’era più creatività, voglia di esplorare: oggi è tutto molto più semplice.

Anche durante i concerti, ci sono momenti in cui il suono è registrato, non tutto è suonato dal vivo: specialmente gli effetti sonori sono ovviamente campionati.

Anche la voce di un cantante oggi viene aiutata con le tecnologie.

I Goblin usano la tecnologia nei concerti e in studio, ma fortunatamente in soli piccoli casi. La loro musica è sempre suonata dal vivo: è questo è molto importante. Fare concerti è molto importante. La tecnologia, l’intelligenza artificiale ci costringe a stare a casa a vedere un film, un concerto seduti in poltrona. Io questa cosa non riesco a pensarla: preferisco sempre vedere il mio gruppo dal vivo, e per fortuna con i Goblin ed anche con altri artisti è ancora così.

C’è un aneddoto divertente o memorabile che ti viene in mente pensando ai Goblin?

Con i Goblin – intendo tutti – ci facciamo un sacco di risate. La cosa bella è che quando ti incontri non c’è più lo spazio tra fan e artista, ma siamo amici e a volte facciamo delle goliardie insieme da paura. Poter dialogare con loro apertamente non solo di musica o cinema, ma anche della vita quotidiana: loro si interessano molto di quello che faccio e questo per me è molto importante, perché sento fiducia nei miei confronti.

Momenti memorabili tanti: il mio primo concerto dei Goblin a Parigi nel 2009, quando ho conosciuto Morante, Pignatelli, Guarini e Marangolo in una volta sola. Sono entrato da solo per il soundcheck, nei camerini, e sono uscito con bacchette, plettri, poster, di tutto e di più. Che emozione stare con loro a parlare.

Nella foto sopra: sono con i Goblin Rebirth nel 2015

Lo stesso anno un concerto dei Daemonia a Torino dove avevo esposto tutta la mia collezione per la prima volta, e Simonetti era venuto a visitarla ed io ero molto emozionato a vedere lui che era incredulo davanti alla mia collezione. Ridendo mi disse: “Nemmeno io ho tutte queste cose”.

Un’altra bella emozione nel 2011 a Milano quando una casa discografica mi invitò personalmente al concerto dei New Goblin, ad assistere al soundcheck, ed esporre la mia collezione il giorno dopo in un locale a Milano in presenza dei Goblin. La mattina dopo in hotel mi trovai i New Goblin a colazione: avevo dormito nel loro stesso hotel e non lo sapevo.

Pochi mesi dopo andai a Roma per vedere i New Goblin con Steve Hackett, viaggiando per 48 ore: andai e tornai a casa subito dopo il concerto. Ma sentire i Goblin suonare con Steve Hackett Watcher Of The Skies dei Genesis è stato davvero emozionante: ho pianto per ben dieci minuti.

Bellissima l’esperienza a Ricetto di Candelo, quando Claudio Simonetti mi ha invitato sul set di Dracula 3D di Dario Argento. Incontrare i miei beniamini in una botta sola è stato meraviglioso.

Nel maggio del 2021, sono stato invitato da Franco Bixio, patron della Cinevox Record, a Roma a visitare gli archivi originali di tutte le colonne sonore pubblicate da allora ad oggi. Vedere le bobine di Roller, Suspiria e Profondo Rosso è stato davvero spettacolare. Ho visionato ed apprezzato il loro archivio discografico con ancora i vinili sigillati e gli studi di registrazione dove i Goblin hanno realizzato e registrato parecchie colonne sonore.

Mentre nel 2023 al Music Day di Roma ho presentato insieme a Franco Bixio, Fabio Pignatelli, Claudio Simonetti, Franco De Gemini e Fabio Capuzzo una ristampa del CD di Squadra Antigangsters.

Con Giulia Lolli

Ne potrei raccontare tantissimi: con tutte le formazioni vivo momenti incredibili ancora oggi. Per me è un’emozione ogni loro concerto, da ricordare sempre.

https://www.terradigoblin.it

https://www.youtube.com/@ramses931971

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