La profezia dell’armadillo: un’insolita storia metropolitana

Dopo aver conquistato un vasto pubblico con le sue graffianti graphic novel in cui, su tutte, viene spesso affrontata la condizione lavorativa – ed esistenziale – dei giovani d’oggi, Michele Reich, in arte Zerocalcare, ha finalmente visto uno dei suoi più riusciti lavori prendere vita sul grande schermo ed essere presentato in anteprima alla settantacinquesima Mostra d’arte cinematografica di Venezia, all’interno della sezione Orizzonti.

Così, dunque, ha preso vita La profezia dell’armadillo, per la regia di Emanuele Scaringi, con Simone Liberati nel ruolo dello stesso Zerocalcare e Pietro Castellitto.

Zero ha ventisette anni, è un gran talento come disegnatore e, ogni giorno, si barcamena tra diversi lavori pur di riuscire ad arrivare a fine mese. Tra i suoi “amici” più fidati vi è un insolito armadillo che vive praticamente solo nella sua testa e che, di volta in volta, tenta di instradarlo sulla retta via con i suoi consigli strampalati. La sua vita, però, prende improvvisamente una piega diversa nel momento in cui riceve una mail in cui viene informato che la sua amica di infanzia – e cotta adolescenziale – Camille è morta prematuramente di anoressia.

Una commedia post-adolescenziale dal retrogusto amaro, questo lavoro di Scaringi. Con una Roma di periferia (affascinante il ritratto del quartiere di Rebibbia, con i suoi caratteristici murales e il suo situarsi a metà strada tra centro nevralgico e borgata) che fa da suggestiva location, ciò che ci viene mostrato è il tragicomico percorso di crescita di un giovane alla continua ricerca di se stesso e di un proprio posto nel mondo.

Particolarmente riusciti, a tal proposito, gli espedienti comici riguardanti gli anziani vicini di casa dello stesso Zero e il bizzarro bambino a cui quest’ultimo dà ripetizioni. Stesso discorso vale per i numerosi flashback che ci mostrano il (non sempre facile) periodo adolescenziale che ha visto i due ragazzi – Zero e Camille – condividere importanti momenti insieme.

Commedia romantica e, a tratti, nostalgica, La profezia dell’armadillo si è rivelato, dunque, un dignitoso esordio dietro la macchina da presa dello sceneggiatore Scaringi. Quanto successo avrà tra il grande pubblico, ora, il simpatico personaggio di Zero? Solo il tempo saprà dircelo.

 

 

Marina Pavido