
Apre con una scena che chiunque abbia un account Instagram riconoscerà in un secondo: una ragazza si scatta un selfie davanti allo specchio del bagno di casa, poi passa il resto della cena a controllare quanti cuori ha raccolto quella storia. Da qui parte “La Repubblica del Like”, il romanzo satirico di Giuseppe Cangiano, che costruisce un intero bestiario sociale a partire da questo gesto apparentemente banale. Il libro procede per categorie femminili autoproclamate, dalle “Queen” che si incoronano da sole sui social alle donne che, pur di ottenere lo scatto perfetto, si piegano in pose scomode davanti allo specchio. Cangiano osserva questi rituali con la pazienza di chi cataloga un fenomeno collettivo, misurando percentuali (spesso sorprendenti, sempre efficaci) e trasformandole in ritratti che restano impressi.“Alcune governavano imperi. Altre governano le visualizzazioni”, scrive a un certo punto, sintetizzando in una frase l’intera tesi del libro: il potere sociale si è spostato altrove, e con esso anche i criteri con cui misuriamo il valore delle persone. Il tono resta quasi sempre giocoso, tagliente ma raramente gratuito, capace di alternare battute fulminanti a osservazioni che, sotto la superficie ironica, toccano corde reali: la fatica di reggere una posa scomoda per un like, il bisogno di conferma che si nasconde dietro ogni scatto. Un primo approdo alla satira sociale per l’autore, che si legge in fretta e lascia addosso la sensazione, tutt’altro che comoda, di essersi riconosciuti in almeno una delle categorie descritte.
