Alcune tradizioni spirituali e filosofiche raccontano che l’anima non nasce direttamente in un corpo umano, ma attraversa diverse incarnazioni: prima nei minerali, poi nelle piante, poi negli animali, e infine nell’uomo. Questa visione non è ovviamente una verità scientifica, ma un simbolo del cammino dell’anima, un percorso attraverso cui apprendere, sentire e crescere.Eppure, quando guardo un cane, questa teoria, per me, vacilla…Se l’anima deve salire per gradi, se davvero ha dovuto imparare il silenzio delle pietre e la pazienza delle radici, allora c’è qualcosa che non torna negli occhi di un cane.Perché in quegli occhi non vedo un’anima “in passaggio”.Vedo una completezza.Un amore che non chiede nulla, una fedeltà senza condizioni, un rispetto senza parole.Un amore che non si interroga su se stesso, e proprio per questo è puro.L’uomo ama pensando.Il cane ama essendo.E allora mi domando: com’è possibile che ciò che chiamiamo “più evoluto” sia spesso più povero d’anima?Forse abbiamo confuso l’evoluzione con la complessità,la coscienza con il rumore,la libertà con il dominio.Sant’Agostino scriveva: “Ama e fa’ ciò che vuoi”.Il cane lo fa da sempre,senza morale, senza colpa, senza calcolo.Rainer Maria Rilke diceva che gli animali “vedono l’Aperto”, mentre noi restiamo intrappolati nei nostri pensieri.Il cane non cade in queste trappole: vive e dona tutto ciò che ha.Forse l’anima non impara a diventare uomo, forse ricorda ciò che ha dimenticato…Il cane consuma tutta la sua vita in un solo istante, interamente, fino all’ultimo respiro.Quando muore, non lascia regole o insegnamenti, lascia solo il calore dell’amore che è stato.Simone Weil scriveva che “l’attenzione pura è la forma più rara e più pura di generosità”.Il cane ti guarda così: come se fossi l’unica cosa al mondo che conta.E allora no, non riesco a credere che quell’anima sia “meno avanti”.Forse è arrivata prima.O forse è rimasta qui per custodire ciò che noi, correndo verso l’alto, abbiamo lasciato cadere.Se esiste una scala dell’essere, forse non sale:forse scende nel cuore. E lì, ad aspettarci,c’è un cane.
Carmen Cascone
Diritti d’autore (L.633/1941)
