Con un’ultima sequenza posta durante lo scorrimento dei titoli di coda accompagnati dalla Monster mash di Bobby Boris Pickett & the Crypt kickers, diretto dall’attrice candidata al premio Oscar Maggie Gyllenhaal, qui alla sua seconda prova dietro alla macchina da presa dopo La figlia oscura, La sposa! nasce dal suo desiderio di rivisitare il super classico della celluloide horror La moglie di Frankenstein, firmato nel 1935 dallo stesso James Whale occupatosi quattro anni prima di Frankenstein.

E, come in quel caso la pellicola tirava in ballo nei suoi primi fotogrammi la stessa Elsa Lanchester interprete della creatura “rosa” in questione per calarla nei panni della Mary Shelley cui si deve proprio il romanzo gotico sul cosiddetto moderno Prometeo, qui è sempre attraverso un’introduzione da parte della scrittrice che il tutto prende avvio.

Prima che ci si sposti nella Chicago degli anni Trenta, dove troviamo un Christian Bale dal volto corredato di cicatrici e cuciture nel ruolo del mostro di Frankenstein, afflitto dalla solitudine e che per questo motivo chiede alla pionieristica scienziata Euphronius alias Annette Bening di creargli una compagna. Richiesta che viene soddisfatta riportando in vita una giovane donna assassinata in possesso dei connotati della Jessie Buckley di Hamnet – Nel nome del figlio, dopo la cui resurrezione affianca Frankie per costituire insieme una coppia di amanti fuorilegge. Man mano che si spostano a New York alla ricerca del Ronnie Reed incarnato dal Jake Gyllenhaal fratello della regista, idolo delle matinée ispirato all’Età dell’Oro del cinema, arte omaggiata anche tramite la situazione che si svolge al drive in e quella della proiezione in 3D de L’isola degli zombies con Bela Lugosi. Perché, immerso in un universo distopico a suo modo in aria steampunk, risulta immediatamente evidente che La sposa! guardi al capolavoro whaliano soltanto per quanto riguarda lo spunto iniziale.

Prende infatti quasi subito una direzione del tutto diversa probabilmente in cerca di una certa originalità che lo faccia distaccare anche da quasi contemporanei esempi analoghi quali Povere creature! di Yorgos Lanthimos e Frankenstein di Guillermo del Toro. In un incedere narrativo il più delle volte lento che non manca ovviamente di cadaveri pronti ad essere lasciati a terra tra colpi d’arma da fuoco, crani fracassati e una lingua staccata a morsi, i due mostruosi innamorati non vengono ritratti altro che in qualità di sorta di rivisitazione freak dei criminali Bonnie Parker e Clyde Barrow semplicemente ricordati come Bonnie e Clyde. Mentre, in un clima dal forte retrogusto gangsteristico, a mettersi sulle loro tracce sono il detective Jake Wiles e la sua partner Myrna Mallow, ovvero Peter Sarsgaard e Penélope Cruz. Ma, sebbene non si possa fare a meno di apprezzare la lodevole cura tecnico-scenografica, con improvvisi momenti ballati inclusi nel mucchio La sposa! non si rivela altro che un delirio in fotogrammi intriso di femminismo di cui, sinceramente, sfugge del tutto il senso. Ce ne era davvero bisogno?

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