In questa intervista, scopriamo il mondo artistico di Ilaria Buonaiuto, attrice e doppiatrice che ha dato vita a personaggi di serie di successo come Grown-ish e Abbott Elementary. Con una passione innata per la recitazione e il doppiaggio, Ilaria ci svela il suo approccio unico nel donare un’anima a ogni personaggio, mantenendo un equilibrio tra fedeltà all’originale e autenticità emotiva. Inoltre, esploriamo la sua visione educativa attraverso la scuola “La Pirandello”, un progetto nato dal desiderio di creare un luogo di crescita umana oltre che artistica. Scopriamo anche le influenze dei grandi del teatro italiano, come Lello Arena e Giancarlo Giannini, sulla sua carriera, e il significato profondo del Premio Vincenzo Crocitti, che rappresenta per Ilaria una conferma e un incoraggiamento nel suo percorso artistico.
INTERVISTA AD ILARIA BUONAIUTO
Ilaria, hai prestato la tua voce a personaggi di serie come Grown-ish e Abbott Elementary. Come ti approcci a un nuovo personaggio da doppiare e quali sono le sfide più grandi che incontri nel dare vita a una voce che possa risuonare con il pubblico?
Quando mi approccio ad un nuovo personaggio da doppiare parto sempre dall’ascolto: della voce originale, del ritmo, delle intenzioni emotive e del contesto narrativo. Cerco di capire chi è quel personaggio prima ancora di come parla. Il lavoro sta nel trovare un equilibrio tra fedeltà all’originale e verità emotiva nella nostra lingua, facendo in modo che la voce risulti naturale e credibile per il pubblico italiano. La sfida più grande è proprio questa: non “imitare”, ma restituire un’anima, rispettando tempi, respiri e sottotesti, così che lo spettatore dimentichi che si tratta di un doppiaggio.
Sei la fondatrice della scuola “La Pirandello”. Che cosa ti ha spinto a creare questa scuola e quali valori e obiettivi speri di trasmettere ai tuoi studenti attraverso l’insegnamento del teatro e della recitazione?
Ho creato La Pirandello perché sentivo il bisogno di uno spazio che non fosse né un’Accademia né una semplice scuola di teatro, ma un luogo autentico di ricerca, formazione e relazione. Un posto dove il teatro e la recitazione non fossero solo strumenti tecnici, ma occasioni concrete di crescita umana, ascolto e consapevolezza. Nel tempo ho sentito sempre più forte l’esigenza di trasmettere un modo di fare teatro onesto, rigoroso ma non giudicante, lontano dalla spettacolarizzazione fine a sé stessa e dalle promesse vuote. La Pirandello nasce proprio da questo: dal desiderio di fare cultura senza vendere fumo, mettendo al centro le persone prima ancora dei risultati. Attraverso l’insegnamento del teatro e della recitazione cerco di trasmettere valori come il rispetto, l’ascolto, la cura del gruppo e la responsabilità verso il lavoro artistico. Il mio obiettivo non è “formare attori” a tutti i costi, ma accompagnare ciascuno nel trovare una voce autentica, uno spazio sicuro in cui potersi esprimere, sbagliare, crescere. Spero che chi passa da La Pirandello porti con sé non solo competenze tecniche, ma soprattutto un’esperienza di comunità, di fiducia e di verità. Perché il teatro, quando è fatto bene, insegna prima di tutto a stare nel mondo.
Hai avuto l’opportunità di lavorare con icone del cinema e teatro italiano come Lello Arena e Giancarlo Giannini. Come hanno influenzato queste collaborazioni il tuo percorso artistico e quali insegnamenti hai tratto da queste esperienze?
Lavorare, attraverso la formazione, con figure come Lello Arena e Giancarlo Giannini è stato estremamente formativo. Ho imparato il valore dell’ascolto e del rispetto profondo per il testo e per il mestiere dell’attore. Sono artisti che insegnano l’importanza della disciplina, ma anche del coraggio nelle scelte interpretative.
Hai ricevuto il Premio Vincenzo Crocitti come attrice e doppiatrice emergente. Quale significato ha avuto per te questo riconoscimento e c’è qualcosa che vorresti dire a Francesco Fiumarella, autore e direttore del Premio, per l’opportunità e il supporto che ti ha offerto?
Ricevere il Premio Vincenzo Crocitti ha avuto per me un significato profondo, sia umano che professionale. È un riconoscimento che arriva in un momento delicato e importante del mio percorso e che sento come una conferma, un incoraggiamento a continuare a credere nel mio lavoro, nella mia voce e nella mia identità artistica, nonostante le difficoltà che questo mestiere spesso comporta. Essere premiata come artista emergente, accanto a professionisti di grande valore e a premiati “in carriera”, è stato emozionante e motivante: mi ha fatto sentire vista, ascoltata e legittimata nel mio cammino. A Francesco Fiumarella vorrei dire semplicemente grazie, ma un grazie autentico e sentito. Per la sensibilità con cui sostiene gli artisti, per l’attenzione che dedica ai percorsi individuali e per aver creato un Premio che non è solo una celebrazione, ma anche un vero spazio di valorizzazione e di fiducia. Il suo supporto e la sua passione fanno la differenza, e questo riconoscimento rappresenta per me uno stimolo prezioso a guardare avanti con ancora più determinazione.
