A Matera l’ultimo incontro della sesta edizione della rassegna ideata da Francesco Mongiello. Una serata per scoprire come nasce una traduzione e quanto conta lo stile nel passaggio tra lingue diverse.

Ci sono figure fondamentali nella vita di un libro che raramente conquistano la copertina. Tra queste c’è il traduttore, presenza discreta ma decisiva che permette a milioni di lettori di conoscere autori, storie e mondi nati in lingue differenti dalla propria.

È proprio a questa figura che “Scrittori allo specchio” dedica da sei edizioni il proprio percorso culturale. La rassegna si prepara ora all’appuntamento conclusivo, in programma giovedì 1° ottobre alle ore 19 nella sala convegni dell’Alvino Relais di Matera.

Protagonista sarà Franco Nasi, saggista, traduttore e studioso che ha fatto della riflessione sul tradurre uno dei punti centrali della propria attività accademica e letteraria.

L’incontro rappresenta un’occasione per comprendere quanto sia complesso portare un’opera da una lingua all’altra. Il traduttore, infatti, non lavora esclusivamente sulle parole. Deve confrontarsi con ritmo, tono, ironia, riferimenti culturali e costruzione stilistica. Ogni scelta può modificare la percezione del testo e contribuire a creare il rapporto tra l’autore e un nuovo pubblico.

Franco Nasi ha approfondito questi temi nel corso di una lunga attività di ricerca e insegnamento. Ha lavorato all’Università di Chicago e all’Università di Modena e Reggio Emilia, dedicando numerosi studi ai problemi teorici e pratici della traduzione.

A Matera presenterà le riflessioni sviluppate nel suo più recente lavoro, “Ritmi americani”, pubblicato da Quodlibet nel 2025. Il volume consentirà di affrontare in particolare la questione dello stile, elemento centrale per chiunque debba misurarsi con la traduzione letteraria.

Come conservare il ritmo di una pagina? Quanto spazio ha il traduttore nell’interpretazione? È possibile mantenere inalterata la voce di uno scrittore passando da un sistema linguistico a un altro? Sono interrogativi che accompagnano da sempre il lavoro dei traduttori e che diventano ancora più interessanti quando vengono raccontati direttamente da chi ha dedicato anni allo studio della materia.

Tra le pubblicazioni di Nasi figurano anche “La malinconia del traduttore”, “Specchi comunicanti”, “Traduzioni estreme” e “Tradurre l’errore. Laboratorio di pensiero”, oltre a “L’artefice aggiunto”, scritto insieme ad Angela Albanese.

La serata del 1° ottobre non sarà quindi soltanto la presentazione di un libro, ma un viaggio dentro uno dei meccanismi meno visibili della produzione culturale.

Per il direttore artistico Francesco Mongiello, la crescita dell’interesse del pubblico verso il ruolo del traduttore rappresenta uno dei risultati più importanti raggiunti dalla rassegna.

Con Franco Nasi si chiude così un’altra edizione di “Scrittori allo specchio”, mantenendo vivo il progetto di raccontare la letteratura da un punto di osservazione diverso: quello di chi permette alle parole di superare le frontiere.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

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