Dove la bellezza si poggia, sintesi accade. Frase che penso resti valida sempre… ci troviamo di fronte ad un disco che alla bellezza chiede soltanto una soluzione di estetica moderna, chiede conforto, riparo… l’essenza è quella della semplicità che vive dentro le melodie scritte dal padre, l’autore italiano Umberto Raffaelli. Sua figlia, Lara Letizia, è da qui che parte per confezionare – a sua immagine e somiglianza – un disco come “Odòs”: 8 brani del padre scelti dagli anni ’60 ad oggi, rimestati da arrangiamenti nuovi, di pop e di jazz e di smagliature rock…

Noi iniziamo sempre parlando di bellezza… ognuno ha la sua… la bellezza di Lara Letizia cos’è e dove la cerca….?
Per me la bellezza coincide con il concetto di semplicità: più una cosa è semplice , meno arzigogolata, più risulta bella.

E per te, per la musica che in questo caso attinge alle liriche di tuo padre: la bellezza che cosa sta a significare? Che contributo porta ad una canzone?
Come ho detto la bellezza è semplicità; è questo uno dei motivi per cui mi sono innamorata delle canzoni di mio papà, proprio perché risultano “semplici”. In questi tempi di grandi “compositoroni”, che creano testi che, spesso, vanno a soffocare la melodia, o addirittura la annientano, io volevo tornare alla semplicità di una volta, quella semplicità che avevano un tempo, quella semplicità dove musica e parole corrono di pari passo: insomma volevo tornare a quei tempi che ci hanno consegnato i più grandi cantautori italiani, comunque contaminandoli con il mio presente, in un mix che posso tranquillamente definire “La mia bellezza”.

Dunque l’annoso problema: un bello estetico o un bello concettuale? Che penso che entrambe le cose sia assai difficile da raggiungere… o sbaglio?
Si, spesso il bello concettuale e il bello estetico sono difficili da raggiungere. Ma, tornando a quanto detto prima, talvolta si risolve con la semplicità: se riesci a passare una bellezza semplice, che entra nella testa e nel cuore di chi ti ascolta, tanto che ti canta e ti canterà negli anni a venire, non puoi dire di aver raggiunto la sublimazione di bello estetico e concettuale?

E a proposito di bellezza arrivano i computer a farti cantare come dentro il video: come ti poni verso la finzione delle macchine? In un disco così intimo e umano… come trovi questo che all’atto pratico sembra essere un controsenso?
La finzione delle macchine è una variabile che non avevo considerato inizialmente… Ma,anche su indicazione di mio fratello Luca, attore e Regista, ne abbiamo valutato un coinvolgimento più massiccio anche per seguire il percorso metaforico, onirico legato al disco. Infatti i 15 anni, circa, di realizzazione e l’ ”Odòs” artistico del disco, sarebbero stati difficili da disegnare con i colori della realtà; così, anche spinti dalla mia passione per i cartoni/manga/videogame fantasy, abbiamo immaginato il viaggio in un mondo fantastico: 8 video, 8 tipologie di rappresentare il viaggio attraverso cartoni, videogame… Ad esempio °Ma Come Prima° è ispirato e realizzato come se fosse ad un videogame Cyberpunk.
Insomma, un invito all’ascoltatore ad entrare nel mio mondo a 360 gradi: cosa posso fare di più intimo che mostrarmi ed aprirmi totalmente al mio pubblico?

I suoni… la bellezza di questo disco… come li hai scelti… come li hai prodotti… cosa dovevano rappresentare alla fin della fiera?
Il suono doveva rappresentare proprio l’”Odòs”, ovvero il viaggio, il percorso… Per questo passiamo dai suoni più duri delle due canzoni “Ma”, ovvero “Ma Come Prima”e “Ma Tu Non Devi” alle ballate di “Ricordi”e “Sei Arrivato Tu”, dal Beat Funk di “Ora Che Dovrei Partire”e “Inevitabile”, alle atmosfere stile Sud Americano di “Io Sola Sarò”, passando anche per il Jazz di “Raccontami La Tua storia Questa Sera”. Insomma, un lungo viaggio musicale da seguire per entrare totalmente nel Mondo Lara Letizia.

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