Qui puoi ascoltare il disco in streaming

https://music.imusician.pro/a/zIAt2qGC

Transcode è disponibile in formato digitale su tutte le piattaforme streaming musicali, è prossimo ad essere stampato in formato CD. Un’edizione limitata ricca di immagini.

I dieci racconti, dove strumenti suonati ed elettronica convivono in simbiosi con umanità e paure, affrontano il tema della perdita, dell’attesa, della memoria, del mondo circostante.

Scritto, suonato e registrato da Matteo Patavino (pianoforte e sintetizzatori) e interpretato da Donato Arcano (voci e chitarre) è un album concept, multiforme e colorato, che abbraccia rock e canzone d’autore. Transcode è la storia di Johnny il quale, finito sull’orlo del precipizio, capisce di essere governato da un potere che agisce senza principi e senza scrupoli. Solo dopo aver affrontato dure prove, contro alcuni dei suoi inconsci, Johnny recupera quell’ umanità che forse gli permetterà di sopravvivere.

Il lavoro interamente autoprodotto, si avvale delle preziose collaborazioni di Ferruccio Spinetti (Avion Travel, Musica Nuda), basso elettrico (La danza e Terlundana); e di Maurizio Liguori, chitarra elettrica (Il corvo, New city); Christian Nasillo, chitarra elettrica (L’amore sospeso, Soffio); Simone Tamaro, sax (Johnny, Morgana).

Il disco è stato masterizzato da Alessandro Guasconi al Virus Recording Studio. Per le immagini di Transcode, L’Arcano Patavino si accompagna con le opere dell’artista Luigi Mastrangelo, interprete della“pittura Mediale”.

*La storia di Johnny è inclusa nel Booklet Digitale scaricabile dalla Home del sito ufficiale:

https://www.larcanopatavino.com

Nell’ottobre del 2025, in occasione del 23° anniversario del sisma del 31 ottobre, è stato pubblicato il videoclip del brano “Fiori di campo”, girato nel “Parco della memoria” di San Giuliano di Puglia (CB). Un omaggio alle vittime del terremoto e alla forza di una comunità che ha trasformato il dolore in memoria viva.

L’intervista

D1: Il concept album sembra una forma in controtendenza rispetto all’era delle playlist e dei singoli. Perché avete scelto questa strada?

R: Il singolo conserva un indubbio potenziale comunicativo d’impatto tanto che nel produrre Transcode ci siamo resi conto che volendo avremmo potuto scegliere più di una delle dieci canzoni come singoli. Il concept indubbiamente offre la possibilità di affrontare gli argomenti da molteplici punti di vista e in modo più composito e nello stesso tempo approfondito. Transcode è un album che si è stratificato nel tempo perché ha avuto bisogno di un lavoro particolare, anche di riflessioni, per l’argomento narrato.

D2: Come funziona la storia di Johnny? È narrata in modo lineare o lascia spazio all’interpretazione?

R: Johnny, il protagonista di Transcode, è la vittima/carnefice di questo tempo tragico. Noi lo abbiamo scritto e interpretato con le nostre esperienze reali, con i nostri punti di riferimento culturali. Siamo realmente consapevoli che coloro che vorranno ascoltarlo troveranno le loro personali esperienze e i loro punti di riferimento per poterlo interpretare, liberamente. Citando Umberto Eco, noi crediamo nella creazione come “opera “aperta”, cioè nel potenziale di un oggetto culturale che non esaurisce il suo potenziale narrativo nella scrittura ma che trova vitale completezza nell’interpretazione e nella necessaria rielaborazione dell’ascoltatore.

D3: Ci sono riferimenti letterari o cinematografici precisi dietro la figura di Johnny?

R: In Transcode, la storia di Johnny, ritorna spesso Italo Calvino, quello della resistenza (Ultimo viene il corvo; I sentieri dei nidi di ragno) e quello strutturalista (Le città invisibili); c’è Pavese di Lavorare stanca. Il nome di Johnny è il “partigiano” di Fenoglio e, nello stesso tempo Johnny dei Prefab Sprout. L’amore sospeso l’ho scritta dopo aver letto L’ordine del tempo” di Carlo Rovelli. C’è Omero e Virgilio. Ci sono delle citazioni, funzionali al racconto ma scelte anche come omaggio (De André, Talking Heads, Tuxedomoon). Il film per eccellenza, Blade Runner.

D4: Il booklet digitale con la storia di Johnny è scaricabile dal sito. Quanto è importante per voi che l’ascoltatore conosca la narrazione completa?

R: È fondamentale. Gli episodi dei singoli brani sono stati costruiti, anche come ordine di traccia audio, seguendo l’unità narrativa della vicenda di Johnny.

D5: Morgana racconta il ritorno nei luoghi perduti. È un tema universale: come avete lavorato su questa universalità partendo dal particolare?

R: La letteratura, quella che supera lo scoglio del tempo e dell’oblio, a prescindere dai generi, ci insegna che le vicende della vita reale, quelle che possono sembrare storie marginali, di poco conto, sono esperienze che accomunano l’umanità, le persone comuni. Noi abbiamo narrato semplicemente i nostri luoghi d’origine, i paesi interni del Molise. Epiloghi comuni ai paesi dell’Appennino in via di spopolamento. Certo, con l’artificio, durante la scrittura del testo, di evitare di dipingere cartoline, il descrittivismo localistico. Ho racconto l’impatto percettivo che si trasforma in malessere interiore nei propri luoghi disabitati.

D6: Transcode ha una storia di Johnny inclusa nel booklet. Avete mai pensato di svilupparla in altre forme — un libro, un cortometraggio?

R: Sì, stiamo progettando i nostri live come uno spettacolo multimediale nel quale le immagini animate delle opere pittoriche di Luigi Mastrangelo racconteranno visivamente le parole e la musica di Transcode e di D’Amore e di Devozione, il nostro primo album.

D7: Un messaggio per chi sta per ascoltare Transcode per la prima volta.

R: Lasciarsi coinvolgere dalle parole e dai suoni con l’attenzione e i tempi giusti. Transcode è un disco che ha bisogno di cura nell’ascolto ma che sa ridare questa attenzione in termini di piacere della scoperta degli imprevedibili particolari che si nascondono negli angoli più impensabili.

BIOGRAFIA

L’Arcano Patavino ha debuttato discograficamente nel 2010 con l’album “D’Amore e di Devozione” (Promomusic/Raitrade/Edel), intenso lavoro, frutto di ricerche etnomusicologiche nel Basso Molise.

Conservando dialetto e melodie originali, il duo, formato da Donato Arcano e Matteo Patavino, affiancato da Lorenzo Moka Tommasini per la produzione artistica, ha rielaborato antichi canti popolari, arricchendoli con archi e arrangiamenti elettro-rock. Un album ricco di collaborazioni tra le quali Cristiano Godano, interprete di

Passione (canto del Venerdì Santo), e Tony Bowers (bassista storico dei Simply Red), basso elettrico in Carregna. Il disco, accolto da ottimi giudizi della critica musicale, è stato inserito tra i migliori album del 2010 dal settimanale Alias del Manifesto. Con il brano Maichentò, L’Arcano Patavino è arrivato tra i 16 semifinalistidi Musicultura 2013.

A due anni dall’uscita di “D’Amore e di Devozione”, l’Arcano Patavino ha iniziato la stesura di canzoni originali. Scritte, suonate e registrate da Matteo (pianoforte e sintetizzatori) e interpretate da Donato (voci e chitarre). Una creazione lunga più di 10 anni che ha portato alla luce Transcode, dieci canzoni tra rock e

canzone d’autore. Dieci racconti dove strumenti suonati ed elettronica convivono in simbiosi con umanità e paure.

Tra gli ospiti, Ferruccio Spinetti, basso elettrico ne La Danza e Terlundana.

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