Nel mio percorso all’interno del giornalismo culturale e dello spettacolo, ho sempre considerato ogni intervista, ogni recensione e ogni presenza in sala come parte di un cammino più grande: quello che amo definire “L’Arte dell’Incontro”. Per me, raccontare un artista non significa semplicemente valutarne la performance, ma cercare un contatto, un filo invisibile che colleghi il palco alla platea, l’essenza dell’interprete alla sensibilità di chi ascolta. È un approccio fatto di rispetto, empatia e, soprattutto, di un’assoluta onestà intellettuale.

Il concerto di Agropoli: un elogio tecnico senza filtri

Recentemente, mossa proprio da questo spirito, ho assistito al concerto di Anna Oxa all’Akropolis Music Area di Agropoli. Di fronte a un’icona della nostra musica, il mio articolo non poteva che aprirsi con un sincero e doveroso elogio tecnico: la sua perfezione vocale è indiscutibile, la sua caratura artistica immensa. Chi mi legge sa bene che il mio intento non è mai stato, e mai sarà, quello di demolire un monumento della canzone italiana. Anzi, tutt’altro.

Tuttavia, il ruolo di chi scrive d’arte è anche quello di registrare le sfumature. Accanto alla perfezione sonora, ho avvertito una certa distanza emotiva, un distacco che mi ha spinta a porre degli interrogativi legittimi e persino a lanciare un invito sincero, quasi poetico: quello di prenderci un caffè insieme, per comprendere meglio la filosofia dietro quel magnetico ma algido isolamento. Un invito al dialogo, insomma. Un ponte teso verso l’artista.

La deriva del web: disgusto per le intimidazioni e gli attacchi sgradevoli

Purtroppo, la piazza virtuale dei social network ha dimostrato, ancora una volta, di non essere pronta al confronto civile.

Quel mio spunto di riflessione, nato con garbo e rispetto, è stato investito da un’ondata di attacchi verbali, offese e aggressività da parte di alcuni utenti web che hanno sminuito profondamente il mio operato professionale. Sono rimasta profondamente disgustata da questi commenti sgradevoli nei miei confronti, ma la gravità della situazione ha superato ogni limite ammissibile quando sono nate vere e proprie intimidazioni, giunte persino a colpire direttamente il Direttore di Mondo Spettacolo, Alessandro Cunsolo. Trovo inaccettabile che il lavoro sul campo e la libertà di espressione debbano scontrarsi con simili vili pressioni. Una deriva tossica e intimidatoria che ha poi inevitabilmente portato alla rimozione totale di quel thread di discussione per vie di moderazione e tutela.

Oltre la trincea dei social: l’abbraccio autentico degli artisti veri 

Questo episodio fa riflettere amaramente su come il web fatichi a tollerare il pensiero critico, preferendo la tifoseria cieca e l’insulto al dialogo.  Ma se da un lato ci si scontra con la freddezza di certe dinamiche o l’irruenza dei leoni da tastiera, dall’altro la mia mente corre a quegli artisti che conosco personalmente e che fanno dell’umanità la loro bandiera.

Penso ad anime generose come Manuela Villa e a tutti quegli artisti che mi hanno sempre accolta – e continuano ad accogliermi – con un calore autentico. Con loro, quel “caffè” ideale e quegli abbracci sinceri sono realtà quotidiana, fondamenta di un rispetto reciproco che nessuna tempesta o intimidazione social potrà mai scalfire.

Il giornalismo che amo continuerà a cercare l’umanità dietro il talento, senza paura di fare domande, convinta che la vera arte non abbia bisogno di trincee o di schiere di aggressori, ma di ponti.

 

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