La storia di Ninella è quella di tante donne che hanno amato, sofferto e resistito. Laura Varriale ripercorre vite e memorie per restituire dignità al passato e ispirazione al presente, trasformando un dolore personale in crescita e testimonianza. Un romanzo che abbraccia generazioni e custodisce identità.

Un caro saluto a te, Laura. La narrazione di “Ninella e il mondo”alterna fatti storici e momenti romanzati: come hai bilanciato questi due aspetti?

In realtà il racconto storico fa da sfondo alla sua storia personale ma i fatti storici narrati sono stati davvero vissuti da Ninella. Quindi per rispondere alla domanda direi che non ne ho avuto la necessità perché il ricordo familiare era già il racconto storico.

Quali sfide hai incontrato nel raccontare una storia così intima ma anche profondamente legata a una realtà sociale e storica più ampia?

Diciamo che lo scoglio maggiore è stato un po’ di remore nel presentare mia nonna solo come una donna dimenticando il rispetto che ha caratterizzato il nostro rapporto. Entrare nel racconto intimo della sua vita non è stato semplice, avevo timore di mancarle di rispetto.

Come descriveresti il tuo stile di scrittura e come si è evoluto con questo libro?

Io scrivo di getto, in modo semplice, mi hanno detto fluido, ma è molto spontaneo.

Hai inserito qualche particolare aneddoto o episodio che per te è stato particolarmente significativo da raccontare?

Io credo l’episodio in cui Ninella “ sente che era morto il figlio” è qualcosa che ancora oggi ci ha segnato come famiglia. A Napoli si dice “’na mamma ‘o ssente” e lei è la dimostrazione che tutto questo è vero.

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