L’innovazione e la versatilità delle musiche di Ennio Morricone hanno colmato gli spazi del Teatro “Vittorio Emanuele” di Benevento, nella serata di domenica 28 dicembre, regalando al numeroso pubblico presente l’esperienza di una musica che, da sottofondo di un film, si trasforma in personaggio attivo della pellicola, capace di raccontare emozioni e creare atmosfere indimenticabili.

Protagonisti della melodiosa kermesse l’Orchestra Filarmonica di Benevento, guidata dal maestro Letizia Vennarini, e la voce recitante di Maurizio Tomaciello.Le musiche del grande musicista romano hanno presto rapito l’attenzione e le emozioni del pubblico.Le note di C’era una volta in America sono state di seguito accompagnate dalla voce narrante di Tomaciello che, con recitazione ispirata e interpretazione autentica, ha raccontato, quasi fosse sul palco lo stesso Morricone, le origini del suo amore per la musica: una passione ancora lontana dal cinema, che inizia però con le musiche del film Il Federale nel 1961.

Il musicista si racconta ancora ricordando come lo scrivere per il cinema fosse ritenuto per lui, all’inizio della sua carriera, un’umiliazione, ma fosse il modo per avere da vivere, sensazione presto dimenticata quando i rumori, il silenzio e i suoni che non vogliono piacere sono diventati la musica del secolo, importante anche se provvisoria.Scrivere le musiche per il film Novecento, continua il racconto di Morricone con la voce narrante di Tomaciello, è stato soprattutto comporre pensando a un secolo che schiaccia, che promette e tradisce.

L’Ofb intona quindi il pezzo Mission, richiamando, attraverso le sue musiche, l’atmosfera magica della recitazione di Robert De Niro e Jeremy Irons, ma soprattutto l’ambiente suggestivo delle spettacolari cascate dell’Iguazú e i paesaggi fluviali della giungla del Sud America.Con Nuovo Cinema Paradiso la sala torna a respirare la nostalgia per il cinema, l’infanzia e la vita, emozioni rese eterne dalla colonna sonora struggente di Morricone, eseguita sapientemente dall’orchestra, ma soprattutto attraverso la recitazione profonda e vivida dell’attore narrante, che ha proposto la profondità e l’intimità di una storia da raccontare, di un ricordo “che chiedeva di essere ascoltato”.

Molto apprezzato e seguito il racconto sul rapporto tra Morricone e Sergio Leone, compagni di scuola alle elementari e poi sodali nella realizzazione di capolavori cinematografici.

Morricone scriveva le musiche, ci racconta la voce narrante, ma Leone costruiva il film seguendo quelle musiche, in un sodalizio che regalò a entrambi numerosi riconoscimenti, come un Oscar a Morricone e Nastri d’Argento e David di Donatello a Leone.La voce di Morricone racconta di come la sua storia di musicista sperimentale lo abbia portato spesso a utilizzare, per le sue musiche, strumenti insoliti, suoni ambientali e fischi per creare atmosfere uniche: fruste, voci, coyote, chitarre elettriche “taglienti”, tutto quanto fosse necessario per creare l’atmosfera giusta per la storia cinematografica.

Serata dunque magica di grande musica, conclusasi, nel bis, con l’esecuzione di canzoni pop come Sapore di sale, Il mondo e Abbronzatissima, tutte eseguite con grande abilità tecnica e musicale dall’Ofb e fortemente applaudite dal pubblico, estimatore dei musicisti e della grande musica da loro sapientemente eseguita.Momento di particolare magia è stato regalato anche dalla voce narrante di Tomaciello, che non ha dato della sua interpretazione una semplice imitazione, ma è riuscito a costruire una relazione vera con la scena e il personaggio, attingendo alle proprie emozioni ed esperienze, creando così, abilmente, un’energia unica che ha trasformato il testo in qualcosa di vivo e personale, quasi “accadendo” sulla scena piuttosto che recitando.

Serata di grande e forte emozione nella quale si è potuto godere di abilità musicale e recitativa, di competente e trascinante arte musicale, ma anche di un’interpretazione unica, dove lo spettatore non ha pensato a chi l’attore stesse interpretando, ma ne ha sentito la presenza grazie alla capacità dello stesso attore di “perdersi” nel personaggio, creando un ponte magico tra finzione e realtà.

Eusapia Tarricone

Di Claudio

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