Le ninfee di Monet. Un incantesimo di acqua e luce

Il padre dell’Impressionismo Claude Monet è il protagonista del nuovo lungometraggio della serie La Grande Arte al Cinema: Le ninfee di Monet. Un incantesimo di acqua e luce, diretto e sceneggiato da Giovanni Troilo.

A Giverny c’è un giardino incantato, ricco di fiori e ninfee variopinte, un’isola sospesa nel tempo e nello spazio che è il luogo dove Claude Monet risorge dopo la depressione, per riappropriarsi della sua pittura e dedicarsi alla sua impresa più colossale: La Grand Décoration. Un’opera ciclopica. eterea e, allo tesso tempo, avvolgente, che vede enormi pannelli raffiguranti il suo stagno di ninfee.

Presentata al pubblico nel 1927, quando l’ex Primo Ministro Francese ed amico George Clemenceau inaugurò il museo dedicato alla Grand Décoration l’opera venne molto criticata dai francesi. Solo trent’anni più tardi, quando arrivò negli Stati Uniti, venne riconosciuto il talento della sua straordinaria genialità.

A guidare lo spettatore in questo suggestivo percorso umano e artistico vi è Elisa Lasowski (Il trono di spade e Versailles), mentre la consulenza scientifica è a cura dello storico e scrittore Ross King, autore del best seller Il mistero delle ninfee. Monet e la rivoluzione della pittura moderna. Tra gli esperti coinvolti figurano anche la fotografa fiamminga Sanne De Wilde e  Claire Hélène Marron, giardiniera della Fondation Monet. Il percorso si snoda a Parigi dal Musée Marmottan al Musée de l’Orangerie e il Musée D’Orsay, fino a Giverny, con la Fondation Monet, la casa e il giardino dell’artista.

Il regista Troilo ha scelto di raccontare il grande artista attraverso la sua ossessione per l’elemento acquatico e la sua opera più grandiosa: le ninfee. Infatti, lo stesso maestro, come le ninfee, è un fiore di rara bellezza, dai petali carnosi, che nasce e affonda le proprie radici nella melma paludosa ed affiora in superficie per sbocciare alla luce del sole.

Le ninfee di Monet. Un incantesimo di acqua e luce è un buon prodotto cinematografico che ammalia e avvolge lo spettatore in un viaggio suggestivo, grazie anche alla colonna sonora originale firmata da Remo Anzovino, già autore delle musiche per altri film dedicati all’opera di grandi artisti (citiamo solo Van Gogh – Tra il grano e il cielo).

 

 

Anastasia Mazzia