LE PREOCCUPAZIONI PERCHE’ LE ABBIAMO? C’E’ LO SPIEGA ROBERTO MONTEFUSCO

Le preoccupazioni 
Preoccuparsi è una creazione dell’uomo in mezzo alle migliaia di cose e termini che ha inventato a suo discapito, e molto importante, a suo impedimento verso la via della comprensione di ciò che lo circonda e che vive quotidianamente.
Questa sfaccettatura sentimentale si manifesta quando non vi è consapevolezza, quando non si comprende alcuni punti chiave del nostro vivere.
Non dico che la preoccupazione non debba esistere in quanto è una reazione dettata dal nostro istinto nel voler intervenire, preservare, e difendere tutto ciò che viene considerato affettivo, nostro.
Ci si preoccupa per la sorte di un nostro caro, di un oggetto , di una situazione e così via, perché non ricordiamo che ogni cosa ed essere vivente, si trova in quella situazione perché così deve essere, ma non solo per colui o  colei per quanto riguarda le situazioni o gli eventi, ma tutto risuona per chi in quel momento ne è coinvolto, sia fisicamente che sentimentalmente , e sia per chi ne è partecipe indirettamente, perché la vita è un’esperienza che viene acquisita e si fa acquisire contemporaneamente per tutti e tutto. Per comprendere meglio bisognerebbe cercare di convincersi del fatto che tutto attorno a noi è vita, allora si comprenderebbe che anche un evento che apparentemente si crea nella singolarità, questo nel vero non accade mai, poiché verrebbe a mancare il collegamento di tutto con tutti.
Dunque ci si preoccupa quando in noi non vi è conoscenza , quando in noi, non vi è capacità di osservare la vita in larga scala panoramica.
Siamo d’accordo che non tutti posso avere la visione della vita intesa in tali grandezze, ma è anche vero che, chi la possiede, cerca di formulare al meglio e con le terminologie più consone questi punti di insegnamento chiave, che a volte sono solo sensazioni o suoni.. Che parlano nel codice della consapevolezza, dove le parole da noi conosciute e inventate, non sono sufficienti ad esprimere e spiegare alla perfezione ciò che è.
La preoccupazione è di fatto una sensazione che svanisce, in parte, quando si arriva a conoscere o almeno, non sfocia poi nella pura sensazione della paura o della disperazione, perché comprendendo la si riesce a circoscrivere solo nell’assaporarla , ma subito dopo riusciamo a dirigere le nostre sensazioni nella comprensione di ciò che accade o che è accaduto, percependo risposte aggiuntive dettate dall’esperienza che ci farà crescere, andare avanti, proprio come il “moto” dell’amore.
La preoccupazione si è creata dalla base della divisione del tempo che noi abbiamo creato,passato, presente e futuro, è nata sulle basi del pronostico e nel calcolo delle esperienze che porta a trarre conclusioni standard su quasi tutti gli eventi già vissuti e tramandati, poiché abbiamo voluto racchiudere la grande esperienza della vita in calcoli, schemi, e verdetti. Una grande consapevolezza necessita di essere svelata, ed è quella del potere di proiezione che tutti hanno sugli eventi che accadono, e sulla consapevolezza del grande impatto energetico che noi poniamo in ciò che viviamo,  a volte orientato sulla negatività e questo ci darà ragione…
Roberto Montefusco