Le protagoniste di Mondospettacolo: Erika Diamanti

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Cari amici di MondoSpettacolo oggi voglio presentarvi Erika Kamese, attrice e artista versatile.

Ciao Erika, e grazie per questa intervista. Sei un’artista completa; passi dalla recitazione, al canto, al doppiaggio. Raccontaci come nasce la tua passione soprattutto per l’interpretazione.

Sin da piccola sono sempre stata affascinata da questo mondo magico fatto di finzione, esibizioni ed emozioni che vanno a mille. Da piccola, rammento che mi mettevo li’ con la telecamera insieme a mio fratello creando insieme delle scenette e degli sketch tratti da film meravigliosi…avevo una memoria fantastica e tutto mi veniva spontaneo e semplice. Amavo già da allora l’arte racchiusa nel cinema e nel teatro. Ero molto portata.

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Tu hai fatto cinema, teatro, TV. Che cosa ti fa battere il cuore più di ogni altra cosa?

Il teatro è la base di tutto, è sacrificio, costanza, abnegazione, passione. Il teatro è magia, e ti ripaga di tutti i sacrifici più duri. Penso che gli attori che inizino dal teatro dovrebbero essere i primi ad avere delle chances…nel teatro non puoi mentire, o sei bravo o ti cacciano via ed è giusto. Il teatro non è per tutti. Il cinema è altrettanto importante per me; sono molto cinematografica, telegenica, fotogenica, e con una recitazione molto naturale, amo il cinema allo stesso modo del teatro, se non di più….ma mentre tra un ciak e l’altro se sbagli puoi ripetere tutto, in teatro devi esser bravo a saper improvvisare anche un errore. È importante essere un’artista a tutto tondo.

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Sei da poco stata in scena con uno spettacolo importante, di che si tratta?

Si sono stata in scena come protagonista femminile insieme ad Ernesto Maria Ponte con uno spettacolo comico a Palermo, mia città natale che amo tanto. Lo spettacolo è “Calma e sangue Freud” testo scritto da Ernesto Maria Ponte, Salvo Rinaudo e Marco Pomar, con le musiche di Tony Greco, in scena al Teatro Agricantus di e con Ernesto Maria Ponte, versatile attore, autore e regista palermitano con un curriculum di alto pregio, da Proietti, a Emma Dante, a Ficarra e Picone. Questo testo parla di uno psicanalista stressato e dei suoi pazienti con strani isterismi, io sono una di queste. Sto imparando moltissimo da questa tournée, anche perché non ho mai fatto nulla di comico, ma poiché ho anche una verve ilare e briosa, e sono buffa nella vita di tutti i giorni, mi è semplice anche interpretare questi ruoli. Lo porteremo presto a Roma e a Napoli…. 

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Quale esperienza tra quelle che hai fatto, ti ha emozionato di più?

Sicuramente “Un viaggio di cento anni” del grande Pupi Avati nel quale interpretavo la Borghese di lusso ambientato durante la guerra, o anche la ginecologa insieme a Veronica Pivetti in “Provaci ancora prof 6” li’ mi sono tanto divertita.

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Il ruolo che ti ha lasciato dentro un’emozione unica dentro di te?

In realtà sono due i progetti toccanti recenti. Il film “Violent shit” del regista Luigi Pastore. Si tratta del remake dell’omonima pellicola diretta nel 1989 dal tedesco Andreas Schnaas.
Protagonista è Karl the Butcher, un folle che se ne va in giro per Roma con una maschera di ferro da cavaliere a far morire gente. Tra gli attori del film c’è il grande Giovanni Lombardo Radice, vera icona nostrana del cinema horror, io, protagonista femminile del film con il ruolo di Liliana, assistente di Vassago, il diavolo. Liliana è un personaggio austero, glaciale, tutto d’un pezzo e che non sorride mai. Infatti per me non è stato facile interpretare un ruolo così lontano dalla mia personalità. Poi la grande Barbara Magnolfi, interprete del personaggio di Olga in Suspiria, Antonio Zequila, i Maestri Luigi Cozzi ed Enzo Castellari, il tutto accompagnato dalle musiche della Claudio Simonetti’s Goblin. Questo film ha partecipato a festival internazionali come: Market Screening in Cannes, Maggio 2015, la prima mondiale a BiFan – Bucheon (Korea), mentre la prima europea è stata al Grossman in Slovenia, Tokyo Feti Fest in Giappon, dove ha anche vinto un premio, Nantes in Francia, Zinema Zombi Fest in Bogotà, al Razor Film Festival di Bruges in Belgio, il Weekend of Hell di Oberhausen in Germania, e la settimana prossima il film sarà anche al festival Den Magiska Biodagen in Svezia. Un altro progetto toccante è stato uno short che ho avuto la fortuna di interpretare per la regia di Andrea Marfori, “The unfortunate life of Georgina Spelvin chained to a radiator” selezione ufficiale nell’Oregon Underground Film Festival negli Stati Uniti che fa parte del circuito americano del Clockwork Institute, a cui fanno riferimento molte produzioni internazionali.

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Qual è il tuo sogno nel cassetto?

Mi piacerebbe tanto far parte di un progetto cinematografico in America, penso che con professionisti del settore in un paese straniero ci sia più meritocrazia tra i giovani talenti.

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Secondo te che cosa manca in questo paese, se manca qualcosa, e quale mentalità di approccio bisognerebbe avere nel settore del cinema e tv da parte di chi sta dietro le scelte di un ipotetico cast?

Io amo tanto l’Italia ma secondo me qui manca tutto; purtroppo lo star system italiano non va’ come dovrebbe andare….mi spiego meglio; se un’artista è bravo e ha delle capacità dovrebbe lavorare ed essere premiato e gratificato per questo, non per altri motivi che esistono purtroppo in questo settore del cavolo, costringendo magari bravi attori a sacrificarsi tutta la vita, facendo anche i camerieri, mentre la televisione o il cinema scelgono i concorrenti del grande Fratello, della Fava, della Talpa ecc spacciandoli per “attori” non rendendosi conto, che la qualità è altro…. Io non guardo più la TV da secoli perché sono letteralmente disgustata da ciò che trasmettono in TV, eccetto qualcosa di diverso e divertente (qualche programma). Ho visto che persino i giornali per pubblicizzarti un evento importante che sia cinema o teatro, argomenti culturalmente importanti, stentano a farlo perché non fa così tanto Audience come invece il reality di turno….cioè a momenti nemmeno l’Isis ha questa importanza rispetto alle notizie assurde e ridicole di gossip. Per questo sono davvero amareggiata, perché in Italia tutto va’ al contrario di tutto. La meritocrazia, il curriculum, la bravura, la bella faccia non contano, purtroppo. Ecco la triste realtà che noi italiani continuiamo a permettere in questa Italia ormai andata a scatafascio che diverrà sempre peggio se non facciamo qualcosa tutti insieme per renderla migliore. Io so’ di essere una vera artista, ma non sempre si è valorizzati come si merita. Se non riuscirò ad essere soddisfatta come merito, ci ho comunque provato a cambiare un sistema sbagliato, ma non ho intenzione di accontentarmi….rimarrà dentro di me per sempre questa passione.

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Come ti vedi tra dieci anni?

Accanto all’uomo che amo, con una bambina, felice e amata tutta la vita

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Quale ruolo ti piacerebbe tanto interpretare?

Mi piacciono i ruoli forti, i personaggi emotivamente comunicativi, i ruoli drammatici che scavino dentro di te ciò che non hai, ma che devi trovare dentro di te e studiare, apprendere, migliorare. I ruoli difficili che non ti annoiano ma che ti lasciano dentro qualcosa per il quale quel personaggio lo amerai per sempre. Ma poi, essendo molto versatile, mi piacciono anche i ruoli brillanti, ed essendo nella vita di tutti i giorni solare, ilare, buffa, ottimista, e con una verve comica, amo anche le cose leggere, comiche e brillanti.

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Che ne pensi delle tematiche sociali raccontate attraverso il cinema?

Le tematiche sociali le amo particolarmente perché penso che il cinema sia il mezzo più efficace per far arrivare un messaggio in modo diretto ed importante. Ho partecipato ad un progetto fotografico sulla violenza, ideato da Michele Simolo, “No Violence” andato al Festival del Cinema di Roma lo scorso anno, al quale molti artisti hanno prestato in maniera solidale la loro immagine. A parte me c’era Vincenzo Bocciarelli, Valentina Carnelutti, Elisabetta Pellini, Chiara Pavoni e tanti altri. È stato toccante posare per questa iniziativa così importante e scioccanti sono state le testimonianze che ancora oggi accadono nei confronti di donne fragili e sottomesse da mezzi uomini che sono capaci di dimostrare amore solo con la violenza. Quello non è amore, e le donne che vivono ancora oggi questa triste realtà spero lo comprendano al più presto. Poi nel mio passato sono stata educatrice nel centro Padre Nostro di Don Puglisi, parroco ucciso brutalmente dalla mafia, a Brancaccio (Palermo). Ho lavorato con i minori multiproblematici, quindi sono molto sensibile a chi è meno fortunato di me e amo aiutare le persone fragili soprattutto se si tratta di bambini. I bambini non devono essere toccati….mai.

N.W.