LE RECENSIONI DI GIUSEPPE MASSARI: ATTACK THE BLOCK – INVASIONE ALIENA

Le invasioni aliene sono state codificate più di un secolo fa da H.G. Wells con “La guerra dei mondi”. Tale schema è stato reso definitivo nel 1953 con il film tratto dal medesimo romanzo.

Pertanto, se si vuole fare ancora una volta un film su una invasione aliena bisogna inventarsi un contesto possibilmente anomalo per ottenere una variazione sul tema possibilmente originale.
Un esempio recente è stato “Cowboy e alieni” del 2011, dove per l’appunto l’invasione aliena veniva immaginata nel far west, tra sceriffi e cowboys (bella idea che si poteva gestire anche meglio). Dato il notevole budget con cast altrettanto notevole (Harrison Ford e Daniel Craig), questo film ha finito per oscurarne un altro del quale invece vogliamo parlare, forse più modesto ma dignitoso e vincitore anche di vari premietti dedicati al cinema indipendente.
Anche qui si parla di invasioni aliene, con approccio altrettanto insolito.


Moses (John Boyega: gli attori sono quasi tutti sconosciuti) è il capo di una gang di adolescenti, dedita alle rapine facili, al fumo di erba e al relativo spaccio. Ed è proprio mentre rapinano la giovane Sam (Jodie Whittaker) che si imbattono in una strana cratura piovuta letteralmente dal cielo che aggredisce Moses, il quale senza pensarci troppo reagisce e la uccide. Ma a questo punto gli “arrivi” di altre creature si susseguono, e i giovani teppisti devono compiere uno sforzo per uscire dai loro limitati orizzonti e rendersi conto che si tratta di una situazione estremamente anomala e pericolosa. Le creature sembrano aver preso di mira solo il “territorio” di Moses e dei suoi amici con il gigantesco palazzo di residenze popolari al centro di esso.
I protagonisti (che per almeno il primo terzo del film fanno fatica a riuscire simpatici per il loro totale disprezzo della legge e delle regole civili) si troveranno a dover sfuggire non solo ai mostri, ma anche alla polizia e al piccolo “boss” locale preoccupato solo di punire un presunto “sgarro”. Come se non bastasse, dovranno anche chiedere aiuto proprio a Sam, che si rivela essere inquilina nel loro stesso palazzo…


Sicuramente meno altisonante di “Cowboy e alieni”, ma tutto sommato piacevole, ben girato da un regista (Joe Cornish) che sembra proprio sapere il fatto suo. Per certi versi ricorda un po’ quei film per ragazzi prodotti (come questo) nel Regno Unito negli anni ’60 e ’70, escludendo ovviamente il turpiloquio e il senso morale molto approssimativo dei personaggi.
Alla fine è un altro di quei film “minori” che, proprio per la loro “artigianalità”, si rivelano più “genuini” e godibili di tanti blockbuster, ma che per colpa di budget pubblicitari più limitati e, forse, di un generale appiattimento dei gusti del pubblico, spesso restano nelle sale per una fugace settimana sempre che ci arrivino.
Da segnalare un ruolo-cameo di Nick Frost, autore ed interprete, insieme a Simon Pegg, di commedie fantastiche come “L’alba dei morti dementi”, “Paul” e “La fine del mondo”.

Giuseppe Massari