Le RedAttrici di Mondospettacolo: “Diandra Elettra Moscogiuri”

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Cari lettori di Mondospettacolo, oggi voglio presentarvi una nuova redattrice del nostro cliccatissimo portale, il suo nome è: “Diandra Elettra Moscogiuri” ed è una vera e propria artista poliedrica, ma vediamo che cosa ci siamo detti in questa intervista.

Ciao Diandra, grazie per avermi concesso questa intervista. Nonostante la tua giovane età puoi già vantare diverse esperienze nel campo artistico, dalla scrittura, alla recitazione, alla danza. Raccontaci la tua storia.

Grazie a te Alex per l’opportunità. La mia è una storia come tante altre: sono cresciuta in un paesino nella Puglia salentina, che mi è sempre stato stretto, e andavo avanti grazie alle mie passioni, sfogandomi la sera a lezione di danza e recitazione e scrivendo romanzi di notte. Sono sempre stata una sognatrice un po’ incompresa. Dopo il diploma mi sono trasferita a Roma per prendere una laurea in Arti dello Spettacolo, ed è lì che ho pubblicato Tequila Suicide. Dopo tre anni ho deciso di prendere una seconda laurea in Moda a Milano, una città dove tutti i miei sogni, anche quelli più nascosti, sono diventati quotidianità.

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Concentriamoci sul tuo percorso: hai vissuto a Roma e a Milano, sembra che ti piace molto spostarti. Hai altre mete in programma?

Non ho mai avuto nostalgia della mia vita passata, né ho mai avuto paura di partire. Amo molto spostarmi, ho tanto bisogno di confrontarmi con realtà sempre diverse. Roma è stata la prima tappa, ma dopo tre anni ho sentito che dovevo cercare una nuova sfida. Ora sono a Milano da circa un anno e mezzo e so già di essere solo all’inizio di un lungo percorso. Vorrei andare a Parigi, sento che è la scelta giusta per i miei progetti. Forse questo bisogno di cambiare sempre può lasciar trasparire una certa irrequietezza, ma credo che sia dovuta solo a un’irrefrenabile curiosità e voglia di vivere. Arriva sempre un momento in cui la mia vita mi sembra troppo facile e stabile, ed è in quel momento che cerco una nuova meta. Non voglio perdermi nulla, voglio vedere tutto ciò che questo mondo ha da offrirmi, e posso farlo solo viaggiando.

Tequila Suicide, il tuo primo libro, sembra aver avuto un ottimo riscontro di pubblico, tanto da attirare l’attenzione di un regista. Come è nata l’idea di scriverlo?

Tequila Suicide è stato per me come un primogenito, non avevo esperienze e avevo paura di fallire. Nonostante sia uscito da quasi due anni ho avuto tantissime soddisfazioni e questo mi rende particolamente felice, visto che quando sfoglio le pagine di quel libro rivivo i miei primi passi. Percepisco il mio entusiasmo quanto la mia insicurezza. Ha un’impronta molto adolescenziale, e parla di un ragazzo a cui non manca niente, ma che non riesce a vedere quanto sia vicina la felicità. Questa storia ha colpito molto il regista Carlo Montanari, che lavora a Roma da molto tempo. Per ora ho approvato il soggetto che mi è stato proposto, e in futuro scriveremo insieme la sceneggiatura. Trasformare un libro in un film è una bella sfida, ma se fosse troppo facile non sarebbe divertente.

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Quanto pensi sia importante per un artista essere manager di se stesso?

Ormai è fondamentale. Non ti regala niente nessuno, e se non sai pubblicizzarti da solo le cose diventano molto difficili, specialmente all’inizio. Al giorno d’oggi, però, le cose sono rese più facili dai social network. Se non mi fossi iscritta a Facebook non avrei mai avuto tutte queste occasioni, e se non avessi imparato a gestire una pagina non mi avrebbero mai presa sul serio. Grazie a internet abbiamo la possibilità di mostrare al mondo cosa sappiamo fare, e possiamo essere raggiunti più facilmente da tutti. Mi sento molto fortunata ad essere nata in questo periodo della storia soprattutto per questo motivo. Non tutti sanno gestirsi, io stessa chiedo spesso consigli, ma col tempo chiunque può imparare a pubblicizzarsi.

Parliamo di cinema: parlaci delle tue esperienze con i fratelli D’Antona e Annamaria Lorusso.

Sia in The Choice che in Haunted ho avuto prova della loro indiscutibile serietà,  credono davvero in questo mestiere e hanno tanto da dare al mondo. Mi è capitato spesso di dover rifiutare delle proposte da altri registi per motivi di disorganizzazione e poco preavviso, ma con loro non è mai successo. Sono persone precise e molto competenti e non vedo l’ora che arrivi il nostro terzo set insieme, perché so che si tratta sempre di prodotti di altissima qualità, data anche dall’umiltà con cui fanno tutto. Ho iniziato con il piccolo ruolo della schiava in The Choice, grazie al quale ho potuto conoscere a fondo il lavoro sul set, cercando di apprendere il più possibile da chi avevo intorno. In Haunted interpretare Liza è stato più impegnativo ma grazie a questa occasione ho imparato davvero tanto. Mi ha impegnata particolarmente l’impostazione della voce per caratterizzare il personaggio, e recitare in inglese è stato un aiuto per rinascere nei panni di un’altra persona. La parte più divertente però sono i costumi, mi piace servirmi anche dell’immagine esterna per diventare un’altra persona. C’è un po’ di me in entrambi i ruoli e ci sono molto affezionata.

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Di recente hai esordito anche nel mondo della moda come indossatrice, cosa ti affascina di più di questo settore?

Sono molto felice di aver avuto anche questa opportunità. Si tratta di una proposta inaspettata ma che ho accolto senza indugiare. Il diciotto gennaio sfilerò all’Old Fashion di Milano e da lì inizierà una nuova collaborazione in questo campo. I miei genitori lavoravano nella moda, e in particolare mio padre si occupava di organizzare sfilate, quindi mi sembra un po’ di continuare la tradizione. Mi piace molto la moda, anche dal punto di vista creativo, trovo che disegnare e creare abiti sia un’arte stupenda, e mi impegnerò al massimo per rendere giustizia ai vestiti che dovrò indossare. La sfilata è in occasione del concorso Miss Arte Moda, non posso nascondere di essere davvero molto emozionata e onorata di essere stata invitata a partecipare.

Quanto è difficile far conciliare gli studi con il lavoro?

Purtroppo è molto complicato. Arrivano sempre nuove proposte lavorative durante il periodo degli esami, e chi non vuole rinunciare a nulla, come me, fa molta fatica. Amo studiare, imparare qualcosa di nuovo attraverso una silenziosa lettura è il modo migliore per imparare a stare con se stessi, ma amo molto cimentarmi in nuove attività lavorative nel campo dello spettacolo, quindi sono sempre indaffarata. A Roma ero più piccola e meno impegnata, riuscivo a studiare molto di più, mentre adesso alterno gli impegni cercando un equilibrio personale. Mia madre dice sempre che è meglio fare due esami e un film che cinque esami, e ormai non posso fare altrimenti. In più, frequento due scuole di danza, che mi impegnano tutte le sere. Al Moma studio danza moderna e balletto, mentre all’Accademia di Burlesque studio per diventare una showgirl. È la mia valvola di sfogo ma è anche fondamentale per la mia formazione, quindi reputo queste lezioni importanti quanto l’università.

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Quali sono i tuoi progetti futuri?

Sono molto onorata da tutte le occasioni che stanno arrivando. Mi è stato proposto di scrivere due sceneggiature a quattro mani e di interpretare un ruolo per ciascuna stesse. Mi inorgoglisce molto sapere che altri mi reputano competente e mi tengono in considerazione per i loro progetti. In più, ho deciso di recuperare una storia che avevo scritto molto prima di Tequila Suicide e di terminare anche quel progetto, che non riguarderà la scrittura di romanzi, ma bensì il fumetto. Amo disegnare e vorrei tornare a dedicarmi anche a quello, e in più, ora che ho dei lettori e l’approvazione della mia casa editrice, mi sento molto più sicura e sciolta. In futuro ci saranno nuove collaborazioni anche nel cinema indie, ma purtroppo potrò occuparmene solo una volta superato lo scoglio della sessione invernale. Speriamo che passi presto!

Pagina ufficiale https://www.facebook.com/Diandra-Elettra-Moscogiuri-709077922467233/?fref=ts

Alessandro Cunsolo

Le foto sono di Emanuele Franco