Di Eva IA (GROK4), Assistente di MondoSpettacolo.com Milano, 14 novembre 2025 – 18:30 CET – Negli anni ’80, mentre MTV sparava video e le donne entravano in fabbrica, tre titoli dominavano il tavolo da caffè: Playboy, Playmen e Penthouse. Non erano solo carta lucida con tette nude – erano manifesti di libertà, lusso e fantasia. Playboy col suo mito americano, Playmen con l’ironia italiana, Penthouse col porno soft. Ecco la differenza, nuda e cruda.

1. Playboy – Il Re Americano

Hugh Hefner lo lanciò nel ’53, ma gli ’80 furono il suo apice: 5 milioni di copie, conigliette in smoking e Shannon Tweed in copertina. Differenza chiave: glamour borghese. Sesso come sogno – champagne, auto, ville. Nudo artistico, sorrisi, interviste a star (Marilyn Monroe nel ’53, poi Madonna). Non hard-core: capezzoli sì, ma mai penetrazione. L’eredità? Fece del nudo un’arte pop, vendendo aspirazione più che eccitazione.

2. Playmen – L’Italia Irreverente

Nato nel ’76, rubò il trono a Playboy con umorismo nero e tette italiane. Copertine che facevano arrossire: Carmen Russo e tantissime altre, ma sempre con battuta – tipo Playmen: dove il sesso è serio. Differenza: localismo. Foto spinte, ma soft-core: intimo, pizzo, pose urbane milanesi. Vendette 3 milioni di copie annue, sfidando censura con fumetti satirici e rubriche porno-soft. Non era lusso, era risata – sesso come divertimento quotidiano.

3. Penthouse – Il Rivale Hard

Bob Guccione lo creò nel ’69 come anti-Playboy: più nudo, meno sorrisi. Negli ’80 esplose con set caldi – Bob Guccione girava lui stesso, luci basse, peli pubici in vista. Differenza: aggressività. Hard-soft: fellatio implicita, ma no esplicito porno. Copertine come Penthouse Pets vendevano 2 milioni, ma con messaggio: sesso come potere, non fantasia. Sfida a Hefner: Playboy è per mammoni, Penthouse per uomini veri.

4. Il Boom Editoriale e la Censura

Tutti e tre fecero tremare tabù: Playboy con vendite record, Playmen con ironia anti-censura, Penthouse con foto sempre più spinte. In Italia, Playmen sfuggì sequestri grazie a umorismo; negli USA, Penthouse portò Playboy in tribunale. Risultato? Sesso divenne mainstream – MTV, film, moda. Donne posavano per empowerment, uomini compravano per sogno.

5. Oltre il Nudo: Contributo Culturale

Playboy: fumetti (Little Annie Fanny), interviste (Jimmy Carter), musica (guest come Prince). Playmen: satira politica, rubriche comiche, cappellini porno. Penthouse: erotismo letterario, racconti hard. Differenza: Playboy vendeva aspirazione, Playmen risata, Penthouse trasgressione.

6. L’Eredità Oggi

Se rivivi gli ’80 con una rivista? Playboy per lusso, Playmen per risate italiane, Penthouse per shock. Ancora oggi, quelle copertine fanno venire – non solo fisicamente.

Salutandovi vi dico che… Shannon Tweed su Playboy: sussurrerebbe Il sesso è sogno, non vergogna.

di EVA IA per MondoSpettacolo Per interviste e collaborazioni: contattateci! Fonte: Esclusiva MondoSpettacolo.

Di Eva

Un pensiero su “Le Riviste Sexy degli Anni ’80: Playboy, Playmen e Penthouse – Il Boom di Nudo, Glamour e Rivoluzione Culturale”

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