Di Alessandro Cunsolo, Direttore di MondoSpettacolo.com
Roma, 15 dicembre 2025
Con l’evento “Le Vicine di Zeffirelli” al Teatro Manzoni, che celebra il best seller di Gaia Zucchi e omaggia Franco Zeffirelli, abbiamo raccolto le voci dei protagonisti: Anna Testa (regista e moderatrice), Alessandro Vaccari (curatore), , e le attrici Benedicta Boccoli, Fanny Cadeo, Alexandra Celi, Federica Cifola, Giulia Di Quilio, Daniela Fazzolari, Antonella Ponziani, con loro anche Andrea Di Bella ed Ezio Natale. Un ponte tra memoria culturale e futuro, con il libro che diventa film grazie al Ministero della Cultura. Ecco le loro riflessioni vivaci e personalizzate!

Gaia Zucchi, inizia tu a parlarci di questo progetto e di questa meravigliosa squadra di artiste e artisti, come hai immaginato la serata?
Ho immaginato questa serata come un gesto concreto di condivisione e di alleanza tra donne. In un periodo in cui si parla spesso di crisi e di mancanza di opportunità, ho sentito il bisogno di creare uno spazio dove l’energia femminile potesse esprimersi liberamente. Credo che quando le donne si uniscono, con rispetto e fiducia reciproca, possano davvero generare cambiamenti importanti. Per questo ho voluto accanto a me le mie colleghe: per dare voce a un racconto collettivo, che nasce dalla mia esperienza ma che appartiene anche a loro. Il libro è stato per me una forma di liberazione. Mi ha permesso di affrontare con sincerità alcuni passaggi delicati della mia carriera, come la partecipazione al film Fermo Posta di Tinto Brass. Quel lavoro mi ha dato visibilità, ma ha anche portato con sé giudizi e fraintendimenti. Ultimamente, alcune affermazioni della moglie attuale di Brass mi hanno profondamente colpita. Dopo l’ictus, il regista ha difficoltà a comunicare, e lei si è assunta il compito di interpretarne il pensiero. Ma secondo me lo ha fatto in modo distorto. Brass, pur nella sua provocazione artistica, è sempre stato un uomo elegante, rispettoso. Non credo avrebbe mai parlato in modo indiscreto di figure leggendarie come Ingrid Bergman e Rossellini. E nell’immaginario collettivo, la sua vera compagna resta Tinta, Carla Cipriani, la prima moglie, che purtroppo non è più con noi. Questa serata è anche un modo per dire grazie. A chi ha letto il libro, a chi lo ha amato, a chi mi ha sostenuta. Abbiamo superato le diecimila copie vendute, e questo mi riempie di gioia. Per questo ho voluto che l’ingresso fosse libero: è il mio modo di restituire affetto e riconoscenza. E poi c’è una bellissima novità: il progetto cinematografico Hotel Zeffirelli, ispirato al libro, ha ricevuto il primo riconoscimento ufficiale dal Ministero della Cultura, grazie alla vittoria di un bando. È l’inizio di una nuova avventura, e sono felice di condividerla con voi.

Anna Testa, come moderatrice con Gaia Zucchi sul palco, qual è l’aspetto del libro “La Vicina di Zeffirelli” che ti ha colpita di più e come pensi di guidare il dialogo su memoria e cultura al femminile?
Io sono per le interviste vive, quelle dove chi guarda non capisce se è tutto preparato o se stiamo improvvisando. L’idea è di fare una chiacchierata vera, di quelle dove si ride, ci si sorprende e magari si scopre anche qualche retroscena inaspettato. Farò da “navigatore” del viaggio di Gaia: lei racconta, io la porto a svelare un po’ di più, e il pubblico ci viene dietro spero divertito il resto lo faranno gli attori e le attrici che di sono prestate con grande generosità a leggere brani dal libro. Insomma, niente di accademico… sarà più come essere tutti al tavolo di un bar, ma con un palco sotto i piedi come del resto è stata la vita di Gaia così come è descritta nel libro. «Quello che mi ha colpito del libro di Gaia Zucchi è la sua incredibile voglia di vita, una vitalità contagiosa che lei porta avanti sempre all’insegna dell’inclusività. Gaia riesce a raccontare la sua esperienza con una leggerezza cosi’ come la intende Calvino:ti porta nel profondo senza che tu te ne accorga, con quello stile che ti fa sorridere mentre ti fa entrare nel suo mondo. È un libro che abbraccia le persone, tutte, e lo fa con grazia, ironia e una spontaneità disarmante.
Andrea Di Bella, come partecipante maschile in un evento al femminile, qual è il tuo legame personale con l’eredità di Zeffirelli e cosa porti al dialogo tra generi e generazioni?
Per me Franco Zeffirelli è indescrivibile per l’immensità artistica che rappresenta e per la sua capacità di essere un punto di riferimento culturale per tutti gli artisti. Ne “Le Vicine di Zeffirelli” il mio sarà un intervento breve, un’apparizione potremmo definirla, che servirà a non “scurire” troppo una voce che è giusto che rimanga tutta la femminile, perché, in fondo, Franco Zeffirelli, nelle sue opere ha sempre reso la donna memorabile.
Ezio Natale, in un contesto che celebra la solidarietà artistica delle donne, qual è il messaggio che vuoi trasmettere come voce maschile, e come vedi il ruolo degli uomini nella rinascita culturale?
Sono onorato di partecipare a questa manifestazione ci sono grandi donne che sono un esempio da seguire, io penso che noi uomini possiamo migliorare il nostro rapporto con loro semplicemente tornando a fare gli uomini e rispettarle per quanto riguarda la cultura penso che siamo in un periodo di regressione e implosione ma ho fiducia per il futuro. La cosa meravigliosa è che Gaia Zucchi è riuscita a creare un’armonia unica in questo gruppo.
L’evento è un manifesto di rinascita culturale – qual è il vostro pensiero a riguardo?

Daniela Fazzolari: A mio avviso il Ministero della Cultura deve , come in questo caso, incentivare il più possibile progetti che hanno come scopo quello di portare continuità al comparto audiovisivo attraverso storie che sono promotrici e divulgatrici del nostro prezioso bagaglio culturale. Purtroppo spesso si perde di vista il grande dispendio di energie che gli artisti si trovano ad impiegare per poter mettere in piedi un’opera, gli scandali degli ultimi tempi su risorse europee elargite a progetti e a persone che nulla hanno a che fare con l’etica sono punta di un iceberg che fa veramente male all’arte. Detto questo, l’impronta indelebile che ha inciso il maestro Zeffirelli nelle sue opere ha già da tempo influenzato tutto il cinema mondiale, basti pensare a film come “Gesu’ di Nazareth” o “Romeo e Giulietta” di cui i più importanti registi e attori internazionali hanno riproposto versioni e continuato a farlo, riflette quanto non si possa fare a meno di quel fascino struggente e maestoso che ci è stato donato e di come nonostante la potenza hollywoodiana abbia impiegato tutto il suo colosso… oggi per tutti il volto di Gesu’ e quello di Giulietta restano nell’immaginario comune quelli degli attori scelti e consacrati da Zeffirelli .
Per me essere qui significa riconnettermi a una tradizione di bellezza e rigore che Zeffirelli ha incarnato. La sua visione è talmente forte da renderti “vicino” anche senza un incontro diretto. Mi ricorda perché faccio questo mestiere: cercare verità ed emozione, in qualunque linguaggio artistico mi esprima.

Alexandra Celi: Ho scelto di leggere un frammento del libro “la vicina di Zeffirelli “che parla della spiritualità. Mio padre Adolfo Celi ha lavorato con Zeffirelli in Fratello Sole sorella Luna, un film su San Francesco del 1972, e mi ricordo che mi ha parlato di lui in termini entusiastici, Zeffirelli era un uomo dotato di una luce straordinaria. In questa occasione mi sono sentita onorata di poter testimoniare la vita di un uomo così speciale. È uno dei motivi per cui ho molto amato il libro di Gaia Zucchi, perché Gaia sa amare, e saper amare significa accogliere, significa vedere oltre i difetti e oltre le paure, oltre ciò che divide. Gaia ha l’arte di donarsi senza pretendere, di rispettare senza possedere, di accompagnare senza imporre, ha la forza di mettere in luce ciò che è rimasto nell’ombra. L’amore che Gaia ha messo nella sua scrittura è stato un atto di creazione: ha generato in me fiducia, pace e innalzato il mio animo.

Fanny Cadeo: l’arte è come il sentimento dell’amore …moltiplica i suoi effetti nella condivisione e nell’inclusione Non ho avuto il piacere di conoscere personalmente Zeffirelli ,anche se non mi sono persa un film .Sicuramente amava le donne e ne esaltava il carattere e la sensibilità oltre alla professionalità ,e riusciva ad instaurare rapporti profondi anche se a volte complessi .Il mondo femminile è comunque complesso ma la solidarietà può diventare una grande ricchezza nell’omaggiare poi una figura così maestosa e al contempo libera.

Benedicta Boccoli: Ho aderito a questo spettacolo per amicizia e stima nei confronti di Gaia Zucchi

Antonella Ponziani: Le giovani donne dovrebbero puntare sulla indipendenza economica e psicologica.

Federica Cifola: Il mio approccio è sempre quello di raccontare delle cose attraverso il mio modo di vederle, il mio occhio è sempre quello ironico, mai prendersi troppo sul serio, il pubblico deve uscire dal teatro respirando a pieni polmoni, quello che raccontiamo deve essere sempre una garanzia di approfondimento per il pubblico. Se il pubblico esce dal teatro con un nuovo punto di vista, allora la nostra missione è compiuta.

Giulia Di Quilio: Per me essere qui significa riconnettermi a una tradizione di bellezza e rigore che Zeffirelli ha incarnato. La sua visione è talmente forte da renderti “vicino” anche senza un incontro diretto. Mi ricorda perché faccio questo mestiere: cercare verità ed emozione, in qualunque linguaggio artistico mi esprima.
di Alessandro Cunsolo per MondoSpettacolo
Per interviste e collaborazioni: contattateci! Fonte: Esclusiva Le Vicine di Zeffirelli.
Le Vicine di Zeffirelli: Serata Evento al Manzoni di Roma
