ICO, giovane cantautore milanese, ci accompagna in un viaggio emozionale attraverso il suo nuovo singolo “Un Tramonto Per Due”. In questa intervista, esploriamo il suo processo creativo e le influenze che hanno plasmato il suo stile unico.
L’artista ci racconta come “Un Tramonto Per Due” rappresenti un crescendo emotivo, partendo da un senso di smarrimento esistenziale e culminando in un ritornello potente che simboleggia liberazione e consapevolezza. Con influenze che spaziano da Bob Dylan a Radiohead, ICO continua a evolvere il suo stile, sempre alla ricerca della propria identità musicale. Scopriamo anche l’importanza della collaborazione con Alessio Croci, figura chiave nel suo percorso artistico, e il messaggio universale che il cantautore spera di trasmettere attraverso la sua musica: la condivisione della fragilità umana come forma di connessione e bellezza.
INTERVISTA AD ICO
Nella tua canzone, il crescendo emotivo sembra giocare un ruolo fondamentale. Puoi raccontarci quali sono le emozioni principali che hai cercato di esprimere e come queste si riflettono nel passaggio dalle strofe sospese al ritornello potente?
La canzone parte da un senso di smarrimento esistenziale profondo, che si lega a un senso di incertezza della vita, del proprio destino. Il ritornello diventa un’occasione di liberazione, un urlo di consapevolezza e accettazione.
Considerando la varietà di artisti che ti hanno ispirato, da Bob Dylan a Lucio Battisti, come hai trovato il tuo stile personale e in che modo credi che si sia evoluto nel corso degli anni?
Premesso che credo di essere alla costante ricerca della mia identità e del mio stile, penso che questo sia un po’ il frutto di tutte le mie influenze messe assieme negli anni, per questo ho molto a cuore la varietà di ascolti. Da adolescente son partito con l’idea del cantautore folk alla Bob Dylan, ma negli anni mi son sempre più innamorato del rock e di tutte le sue sfumature. Radiohead e Oasis son stati sicuramente due gruppi fondamentali nella mia crescita.
La tua collaborazione con Alessio Croci sembra essere un punto di svolta nella tua carriera. Puoi condividere come questa partnership ha influenzato il tuo approccio alla musica e alla produzione del tuo primo album?
Alessio era il mio insegnante privato di chitarra quando avevo 16 anni, mi dava lezioni proprio nello studio dove in questi anni abbiamo registrato il disco, è lì che presi per la prima volta in mano una chitarra. La fortuna è che abbiamo gusti e una sensibilità musicale molto affine, ci siamo trovati bene fin da subito. Dopo che ho autoprodotto i miei primi 12 brani, insieme lui abbiamo fatto un lavoro di miglioramento significativo della produzione, un percorso che mi ha fatto imparare a lavorare e registrare in uno studio professionale.
Qual è il messaggio universale che speri di comunicare attraverso la tua musica e, in particolare, con il tuo nuovo singolo?
Spero che passi la sensibilità, è tutto per me. In particolare, in questo brano, soprattutto nel testo, sento di essermi messo completamente a nudo, soprattutto nel finale. Ogni tramonto, simbolo di bellezza catartica ed emozionante, rischia di svanire nel nulla se non viene condiviso, è lo specchiarsi negli occhi dell’altro che ci dà la sensazione di esistere davvero.

