Lettera H: il mostro di Firenze è ancora tra noi?

È il “fantasma” del famigerato mostro di Firenze ad aleggiare nel corso della ora e ventisei minuti di visione che costituisce Lettera H, primo lungometraggio firmato dal prolifico direttore della fotografia Dario Germani, se escludiamo Quel Venerdì 30 Dicembre e Ninna nanna, rispettivamente co-diretti dal Tonino Abballe qui produttore esecutivo e da Enzo Russo.

Ma non ci troviamo dinanzi all’ennesimo prodotto mirato a fornire una personale lettura degli irrisolti omicidi consumatisi nel capoluogo toscano tra la fine degli anni Sessanta e i venticinque successivi, come nel caso de Il mostro di Firenze di Cesare Ferrario, Firenze! L’assassino è ancora tra noi di Camillo Teti e 28° minuto, realizzato da Paolo Frajoli e da un non accreditato Gianni Siracusa.

In quanto, al di là di fugaci, simpatici flashback di taglio pubblicitario riguardanti le automobili del passato, è del tutto ai giorni nostri che si svolge l’azione al centro dello script concepito da Andrea Cavaletto, sceneggiatore per il fumetto Dylan Dog già prestatosi più volte alla Settima arte, però, grazie a titoli quali lo zombie movie Beautiful people di Amerigo Brini e l’estremo Xpiation di Domiziano Cristopharo.

Azione che parte da un Marco Aceti carrozziere, il quale condivide la passione nei confronti dei mitici anni Ottanta e l’amore con una Giulia Todaro molto più giovane di lui, insieme a cui lo vediamo prendere anche parte proprio ad una festa a tema popolata da conoscenti travestiti da personaggi noti dell’era reaganiana, da Boy George a Cindy Lauper.

Era omaggiata chiaramente anche dalla colonna sonora proto-disco music di Mirco Cannella e da un’apparizione per la Tiziana Rivale che vinse il Festival di Sanremo nel 1983; prima che, a bordo di una FIAT 127 restaurata, la citata coppia protagonista decida di appartarsi in un bosco isolato.

Bosco che finisce per rivelarsi l’ambiente idealmente circoscritto, seppur aperto, destinato a fare da scenografia a suo modo claustrofobica alla rimanente tesa e lenta evoluzione di Lettera H; durante la quale, considerando l’argomento trattato, ci si aspetterebbe l’improvvisa entrata in scena di Pietro Pacciani e “compagni di merende”.

E, effettivamente, se da un lato Germani lascia perennemente intendere che qualcuno, al di fuori della vettura, sia con ogni probabilità in agguato, dall’altro, complice l’ottima, cupa fotografia curata da lui stesso, dalle tenebre, come spettri, non esitano a fare la loro apparizione tanto misteriose quanto minacciose figure.

Sebbene, a cominciare da un autentico e inaspettato colpo di scena, quello che accade in seguito non è ciò che lo spettatore normalmente penserebbe; grazie soprattutto alla felicissima scelta di ribaltare di continuo ruoli e situazioni per trascinare definitivamente nell’ambito dell’horror la storia portata sullo schermo. Con tanto di immagini cruente impreziosite dal contributo del maestro degli effetti speciali Sergio Stivaletti.

Lettera H è disponibile su Amazon Prime Video… quindi, se attendete ancora la tanto discussa rinascita del genere italiano che fu, non perdetelo perché ne può essere considerato uno dei degni successori.

 

 

Francesco Lomuscio