In Italia, come del resto nella maggior parte del mondo, l’Horror è di sesso maschile. Infatti sono per la maggior parte uomini i grandi registi che si ricordano nella storia del nostro genere cinematografico prediletto. Eppure, da qualche anno, in Italia si stanno sempre più imponendo personalità femminili di spicco che fanno sentire prepotentemente la loro voce nel panorama di genere contemporaneo. Penso ad esempio alla poliedrica regista, effettista, montatrice e scrittrice pugliese Luna Gualano, che, dopo varie esperienze televisive ed un thriller vincitore di ben due premi al ToHorror Film Fest, si fa distinguere nel 2018 con un horror politico e sovversivo come Go Home – A Casa Loro, che tratta i temi del razzismo e dell’immigrazione in chiave zombie. O alla bravissima autrice e documentarista ligure Paola Settimini, che tra i suoi vari lavori ne ha dedicati ben due al mondo dell’Horror: Bava Puzzle, biografia del grande regista Lamberto Bava, del 2018, e Per Horror Intendo…, del 2021, un vero e proprio viaggio nell’universo del Cinema di Genere attraverso i racconti e le immagini dei protagonisti indiscussi che hanno fatto grande il Made in Italy nel mondo. E siccome non c’è due senza tre, oggi voglio parlarvi di un’altra Wonder Woman del nostro cinema, la romana bionda ed esplosiva Milena Cocozza, che, dopo un lungo apprendistato come aiuto regista, soprattutto al fianco dei mitici Manetti Bros, giunge al suo primo lungometraggio nel 2013, la commedia Voglio un Mondo Rosa Shokking, per poi approdare nel 2020 all’horror psicologico con Letto n. 6, presentato in anteprima mondiale al 37° Torino Film Festival e successivamente a Livorno al FiPiLi Horror Fest. A cavallo tra thriller e ghost story, Letto n. 6 è un film dalle volute atmosfere retrò che ci riporterà indietro nel tempo, quando la costruzione della suspense e la tensione emotiva sussurrata valevano molto più di mille beceri jumpscares scaraventati in faccia come ceffoni, il cui eco si spegne alla svelta, senza lasciare nulla se non un leggero prurito. Letto n. 6 fa invece parte di quella categoria di pellicole che ti scava dentro, come i ragni cantati da Billy Corgan nella sua magnifica Glass and the Ghost Children, e che lascia quell’alone di malessere che non è facile togliersi di dosso, complice anche la suggestiva location, la fotografia lunare ed il buonissimo cast.

In una clinica pediatrica di Roma la dottoressa che si occupava delle veglie notturne si suicida, buttandosi giù dalla finestra della sua stanza. Al suo posto viene assunta Bianca, ai primi mesi di gravidanza, grazie anche all’intervento di suo marito Ettore, che è molto amico del direttore della clinica, padre Severo. La donna decide di nascondere la sua gravidanza al lavoro per paura di non essere assunta. La stanza che le viene data per passare le sue notti in reparto, aiutando le suore coi bambini, è proprio quella da cui si è suicidata la precedente dottoressa, e ciò non aiuta la povera Bianca a sentirsi a suo agio nei freddi corridoi bui della clinica. In più il bambino degente nel letto n. 6 non fa che piangere e disperarsi perché sua mamma non viene mai a trovarlo, ed accusa Bianca di essere una bugiarda perché gli aveva promesso che la mamma sarebbe venuta ma invece non l’ha fatto. Quando la dottoressa si reca dalla madre superiora per sapere chi sia la madre del bimbo scopre con suo grande disappunto che nessun bambino è ricoverato da giorni nel letto n. 6. Da quel momento cominceranno per Bianca dei veri e propri incubi ad occhi aperti, che porteranno chi la circonda a dubitare della sua sanità mentale, e la spingeranno sull’orlo del suicidio. Insieme a un giovane inserviente, Francesco, anche lui impiegato nella tetra clinica, Bianca inizierà le ricerche per cercare di scoprire cosa si nasconda dietro al letto n. 6 e che cosa possa aver spinto al suicidio la precedente dottoressa.

Nato dalla mente geniale dei Manetti Bros., il soggetto di Letto n. 6 viene da essi affidato alle sapienti mani di Milena Cocozza perché, per loro stessa ammissione, lei crede nei fantasmi e loro no, e la scelta è stata decisamente azzeccata, infatti la regista, che come ci racconta ha spesso la tendenza a scivolare nell’irrazionale, è riuscita a circonfondere l’opera di una certa misticità, estranea da ogni tipo di ironia e sarcasmo, ma immergendo i suoi protagonisti nella perfetta consapevolezza che c’è dell’altro oltre a quello che vediamo quotidianamente, e non lo si deve mettere in dubbio. Questo film ha quella sensibilità femminile in più che lo rende magico agli occhi di chi sa leggere oltre le semplici immagini. Avvalendosi delle musiche del cantautore pisano Motta, Milena Cocozza plasma i suoi personaggi da un cast di qualità che risponde perfettamente alle esigenze dell’opera. La coppia di punta è composta dall’attrice Carolina Crescentini e dal giovane attore Andrea Lattanzi; lei aveva esordito proprio nel cinema di genere, essendo una delle protagoniste di H2Odio (2006) di Alex Infascelli, ma poi si era dedicata ad altri generi, dalla commedia, al romantico, al drammatico, per riapprodare all’horror proprio con questo Letto n. 6; Lattanzi invece è alla sua prima esperienza in un horror, e se la cava piuttosto bene, nonostante il fin troppo marcato accento romano che lo rende a tratti davvero incomprensibile. Intensa l’interpretazione, nel ruolo dell’enigmatico padre Severo, dell’attore padovano Roberto Citran, ed altrettanto si può dire della brava Carla Cassola nei panni di Donna Letizia, una delle figure chiave dell’intera vicenda in quanto benefattrice del convento in onore di santità. La Cassola, dal volto incredibilmente espressivo e non convenzionale, ha partecipato a diversi horror e thriller nella sua carriera, lavorando anche con registi di fama quali Lucio Fulci (La Casa del Tempo, Demonia), Michele Soavi (La Setta), Aldo Lado (Alibi Perfetto) e Lamberto Bava (The Torturer). Non tutte le anime più generose sono sempre le più pure ed incorrotte….almeno così sembra… Tra i nomi noti del cast troviamo il cantante degli Avion Travel, Peppe Servillo, vecchia conoscenza dei Manetti Bros. per aver preso parte al loro Paura 3D (2012), qui nei panni di un vescovo; la provocante Nathaly Caldonazzo in quelli di una ricca annoiata appassionata di paranormale, sposata con uno degli uomini più in vista di Roma, Giulio Curioni Colonna, nipote di Donna Letizia, interpretato da uno dei volti storici del Cinema di Genere Italiano, quell’Urbano Barberini di Dèmoni di Lamberto Bava, di Opera di Dario Argento, de Il Gatto Nero di Luigi Cozzi, tanto per citarne alcuni.

Letto n. 6 riporta quindi il cinema italiano alla Ghost Story, genere molto ben rappresentato in passato da nomi quali Mario Bava, Antonio Margheriti, Riccardo Freda, e lo fa adoperando una singolare ed affascinante location come quella dell’Ex Ospedale Carlo Forlanini a Roma. E se certamente questo film non ci racconta nulla di nuovo, tuttavia lasciandosi trasportare dalle atmosfere, coadiuvate dai begli effetti di Sergio Stivaletti, e dall’intensa interpretazione, spontanea ed espressiva, del baby attore Riccardo Bortoluzzi nei panni di Michele, non si avvertirà come una penalizzazionea né la lentezza né il compiaciuto ed a tratti volutamente ostentato citazionismo. Io poi sono sempre stata una sostenitrice della lunghezza e della lentezza di un’opera, quando queste siano funzionali a costruire la suspense, come appunto qui accade. E poco importa se gli elementi che la Cocozza usa per metterci ansia vengono attinti a piene mani dai clichè del thriller sovrannaturale, qual che conta è saperli giocare e sistemare bene dove devono stare, non rendendoli mai eccessivamente prevedibili. Molto intrigante è il gioco tra il sospetto della follia di Bianca, fragile anche perché in una gravidanza di cui non può parlare a tutti, e la quasi certezza che quel fantasma sia davvero lì, ed abbia qualcosa di molto importante da dire, come una sorta di The Woman in Black alla rovescia, dove si inverte l’ordine degli addendi ma il risultato non cambia. Così come ha una doppia natura anche la clinica in cui Bianca esercita: ospedale pediatrico agli occhi dei più, ma, per chi ne conosce il passato, luogo di sofferenza e di torture inimmaginabili. Tutto e tutti, qui, sono ammantati di mistero, tanto che alla fine tendiamo a trovarne anche dietro a persone e situazioni che in realtà ne hanno poco o punto. E poi ci sono i bambini, che alla fine in un horror sanno sempre come inquietare, anche se, come in questo caso, per la maggior parte non sono attori ma figli di coloro che stavano sul set, e che tuttavia, grazie alle sapienti mani di Sergio Stivaletti, vanno pian piano assomigliando ai piccoli protagonisti dell’iconico Il Villaggio dei Dannati di Wolf Rilla del 1960. E come non notare gli omaggi alla fiorente scuola horror spagnola, che ha fatto delle Ghost Story il suo pane quotidiano, ambientandole spesso in conventi, ospedali ed orfanotrofi, come The Nun di Luis de la Madrid del 2005, Fragile di Jaume Balaguerò dello stesso anno e The Orphanage di Juan Antonio Bayona del 2007. La bella fotografia di Francesco Amitrano, poi, che illumina in maniera molto suggestiva i lunghi corridoi, in un gioco di vedo/non vedo e suggestioni cromatiche che strizzano l’occhio al Suspiria argentiano, completa degnamente l’opera.

Voglio lasciarvi proprio con le parole che Milena Cocozza ha speso per raccontare il suo approccio al progetto: «Il mio approccio, personale e registico, è stato quello di raccontare una storia sovraumana collocandola in un contesto realistico e credibile. La Roma dei nostri giorni, personaggi con una forte connotazione naturalistica, il tema della maternità e degli ostacoli lavorativi che una donna deve affrontare se non vuole rinunciare non solo al lavoro stesso, ma anche alla carriera. Ma anche la debolezza umana e i danni, talvolta irreparabili, che questa debolezza porta con sé. Tutto questo inserito nel “genere” che, pur avendo degli stilemi riconosciuti, rappresenta una scommessa interessantissima per interpretare gli stereotipi all’interno dei quali si muove il racconto».

Il film è attualmente disponibile sulla piattaforma Rai Play, ed in dvd Eagle Pictures.
https://www.imdb.com/it/title/tt9523206
