Regista e sperimentatore che nell’ambito della Settima arte è sempre stato propenso ad avventurarsi in determinati generi senza perdere alcuna cifra stilistica della sua personale mano, Steven Soderbergh ha deciso nel 2024 di affrontare a proprio modo il ghost movie, ovvero il filone costituito da pellicole dedicate a case infestate o alla presenza di fantasmi all’interno di apparentemente tranquille abitazioni.
Il risultato è Presence, che, scritto dal David Koepp sceneggiatore di Jurassic park e Spider-man, è ora disponibile in limited edition blu-ray nella collana Midnight Factory di Plaion pictures.
La storia di una famiglia che va a vivere in una casa di periferia da poco abbandonata: Mamma Rebekah (Lucy Liu), papà Chris (Chris Sullivan), più i figli Chloe (Callina Liang) e Tyler (Eddy Maday), nuovi abitanti interessati a vivere una pacifica esistenza. Però non sanno che tra le mura dell’abitazione gira una presenza costante che li spia, li osserva, senza far ben capire le proprie intenzioni ma riuscendo a carpire nell’animo di chiunque entri nella casa, in passato teatro di un efferato evento.
Con una narrativa che poggia sulla perenne soggettiva atta a spiare continuamente i protagonisti, Presence sfoggia un ulteriore modo di fare per affrontare sullo schermo le storie di fantasmi evitando di trasportare il tutto nel raccapriccio e nello spavento fine a se stesso. Il regista di Sesso bugie e videotape e di Traffic intende sfruttare gli stilemi del genere per costruire una trama più intima, veritiera, facendo sì che l’occhio fantasma impegnato ad osservare i nuovi padroni di casa sia al contempo quello dello spettatore preso a seguire lo svolgimento della vicenda.

In un gioco di sguardi che sconfinano nello sfondamento della quarta parete o dell’introspezione psicologica vera e propria. È una toccante faccenda di persone vive e anime morte quella portata in scena attraverso Presence; e sia le une che le altre non sono mai intese alla lettera come si potrebbe credere. Anzi, è un continuo gioco esistenziale quello che a Soderbergh preme di filmare, affidandosi ad uno script di Koepp basilare per la superficie thriller del tutto, ma molto più profondo di ciò che sembra.
A guidare il cast troviamo una materna Liu, la cui presenza si fa causa non ingombrante di un titolo che nel genere horror (se così si può considerare il film) riesce a fare la differenza, tramite la sua sincerità d’animo e il modo in cui descrive le caratterizzazioni efficaci dei propri personaggi, mai vittime di chissà quale gioco registico votato al solo elemento di genere. Infatti Soderbergh fa di Presence un’ulteriore sperimentazione cinematografica, mai prevedibile e mai scontata nella sua natura orrorifica, ulteriore punto di non ritorno di uno sguardo filmico che difficilmente si potrà ripetere.
Con booklet incluso nella confezione e il trailer nella sezione extra del disco.
