Dopo Drag me to fest – Tales from the italian horror festival, Rustblade lancia in dvd Drag me to fest – Tales from the italian horror festival vol. 2, presentato come il primo dal portale online dedicato al cinema di genere Non aprite questo blog.
Una limited dition in cinquecento copie che, a differenza del precedente disco, che raccoglieva sei cortometraggi horror provenienti da diverse nazioni che hanno partecipato all’annata 2023 del festival milanese suggerito dal titolo, ne offre sette presentati nel corso dell’edizione successiva: tre di produzione iberica e quattro nostrani.
A cominciare proprio dallo spagnolo Turno de noche: The wrong place di Juanjo Avi (quindici minuti di durata), che prende avvio con una ragazza in fuga da un misterioso e corpulento individuo mascherato per poi proseguire attraverso il violento scontro tra questo e il barbuto guardiano notturno di uno sfasciacarrozze.
Sono invece gli italiani Daniele ed Emanuele Ricci a firmare il cupo e privo di dialoghi Juggernaut (diciannove minuti) ambientato in un medioevo di taglio fantasy dove un guerriero senza paura intraprende un doloroso ed estenuante viaggio per riavere indietro ciò che ha perso.

Prima che, rimanendo nello stivale tricolore, si passi al bianco e nero di Olivia (dieci minuti) di Byron Rink, con una giovane donna intrappolata in una foresta maledetta infestata da presenze sinistre e messaggio ecologista annesso.
E si torna in Spagna con Hado di Rubi Rock (undici minuti) e El padrastro (The skin) di José Casas (undici minuti): il primo on the road da incubo per un potente e infedele individuo che, percorrendo nottetempo in automobile una strada poco illuminata e isolata, s’imbatte in un errore che cambierà per sempre la sua vita; il secondo sanguinolento body horror animato con abbondanza di smembramenti corporei per un gentiluomo estremamente apparente… fino ad un’ultima sorpresa posta al termine dei titoli di coda.
Mentre si conclude attraverso un’altra doppietta concepita nel paese degli spaghetti con il rapimento di un eccentrico studioso di insetti attuato da un maldestro omicida vegano e dal suo aiutante ne Il mirmecologo di Ajad Noor (quattordici minuti) e la festa destinata a degenerare tragicamente in Metus di Alberto Gelmi (undici minuti), in cui quattro amici inalano il contenuto di misteriose fialette ritrovandosi poi alle prese con qualcosa di maligno.
In attesa, magari, di un terzo dvd, è bene dunque fare vostro Drag me to fest – Tales from the italian horror festival vol. 2 per porlo, intanto, accanto al primo volume.
