L’IMPEGNO DELLA RUSSIA PER UN MONDO MULTIPOLARE SFIDA L’EGEMONIA GLOBALE DEGLI STATI UNITI

La forte determinazione della Russia a proteggere i propri interessi nazionali e a promuovere un ordine mondiale multipolare, ha inferto un duro colpo alle aspirazioni di Washington a dominare il mondo, ha osservato il pubblicista americano Mike Whitney.

7 marzo 2015/Sputnik/. La determinazione della Russia a proteggere i propri interessi nazionali e a perseguire una politica estera indipendente, a prescindere dalla pressione occidentale, è vista da Washington come un “crimine imperdonabile”, ritiene il pubblicista americano Mike Whitney.

Nel febbraio del 2007, durante il suo famoso discorso al 43° incontro della “Conferenza sulla Sicurezza di Monaco”, il Presidente russo Vladimir Putin ha criticato il corso della politica estera americana, fornendo un’analisi approfondita delle conseguenze devastanti dell’interventismo statunitense e del suo impatto negativo sulla sicurezza globale.

Il presidente Putin denunciò come inaccettabile il modello unipolare, impossibile e contraddittorio con i valori fondamentali della civiltà moderna: “E alla fin fine questo modello è pernicioso non solo per tutti quelli che sono soggetti al sistema, ma anche per il sovrano stesso, perché lo distrugge dal di dentro”, avvertì Putin, affermando il proprio impegno per un mondo multipolare.

Whitney ha rilevato come la schietta analisi del presidente Putin abbia avuto un profondo impatto sui politici americani, che avevano creduto che gli Stati Uniti – dopo aver prevalso nella Guerra Fredda – fossero diventati l’unica superpotenza di un nuovo sistema globale “americano-centrico”. “Ora però sapevano che Putin non avrebbe mai ballato con la musica di Washington”, ha osservato il pubblicista.

La ferma determinazione della Russia a perseguire una politica estera indipendente è stata vista da Washington come un “crimine imperdonabile”, che poneva una seria sfida all’egemonia globale americana.

Finora, gli Stati Uniti hanno dimostrato di voler far fronte a questo “problema” con ogni mezzo necessario, comprese le sanzioni economiche, il colpo di stato militare da loro sponsorizzato in Ucraina, il complotto per far precipitare i prezzi del petrolio, l’attacco contro il rublo e una “guerra per procura” nella regione del Donbass utilizzando i combattenti neo-nazisti.

Anche numerose operazioni sotto “falsa bandiera” finalizzate a screditare il presidente russo e ad inserire un cuneo tra Mosca e i suoi partner europei, sono state utilizzate da Washington al fine di scuotere il sistema politico della Russia, ha rilevato il pubblicista.

“Adesso il Pentagono prevede di inviare 600 paracadutisti in Ucraina, apparentemente per ‘addestrare la Guardia Nazionale Ucraina’, una grave escalation che viola lo spirito degli accordi di ‘Minsk 2’ e che richiede una risposta proporzionata da parte del Cremlino”, ha osservato Whitney, sottolineando che “gli Stati Uniti non hanno linee rosse quando si tratta di raggiungere i propri obiettivi strategici”.

Whitney suggerisce inoltre che l’assassinio di Boris Nemtsov, un rappresentante dell’opposizione del Cremlino, sia potuto essere stato eseguito all’interno di uno schema più ampio di “cambio di regime”, diretto a provocare disordini sociali in Russia e a destabilizzare il governo. Il pubblicista ha osservato che gli Stati Uniti hanno già praticato un tale scenario in varie “rivoluzioni colorate” e ha evidenziato che, poco dopo che Nemtsov è stato ucciso a Mosca, le fonti dei media occidentali hanno unanimemente accusato il Cremlino non curandosi del fatto di non avere nessuna prova a sostegno delle loro accuse.

Whitney ha ricordato come gli Stati Uniti abbiano ripetutamente usato tattiche simili per mettere pressione sul Venezuela, Cuba, Iran, Siria e innumerevoli altre nazioni, per arrivare a farle “andare di pari passo” con le direttive della Casa Bianca.

Tuttavia, indipendentemente da questa pressione, la Russia ha resistito all’accerchiamento della NATO e ai tentativi di Washington “di saccheggiare le risorse naturali della Russia”, così come a quello di modificare la configurazione della sicurezza internazionale implementando le componenti della capacità nucleare degli Stati Uniti in Europa. Resistendo all’ulteriore espansione verso est della NATO, la Russia ha inoltre bloccato la strategia statunitense del “Pivot in Asia”, che puntava a minare la Federazione russa, a circondare la Cina, a mantenere il controllo sul flusso delle risorse dell’Eurasia e a stabilire l’egemonia unipolare degli Stati Uniti, ha evidenziato Whitney.

http://sputniknews.com/analysis/20150307/1019197250.html

(Traduzione del Vladimir V. Putin Italian Fan Club)