Per molto tempo ci hanno fatto credere che la vita di una donna avesse una scadenza.
Prima la giovinezza, poi la bellezza, poi la maternità, la famiglia, il lavoro, le responsabilità. E quasi senza accorgercene, arriviamo ai quarant’anni e qualcuno comincia a suggerirci, più o meno apertamente, che dovremmo essere meno appariscenti, meno ambiziose, meno sensuali.
Io, invece, penso esattamente il contrario.
Dopo i quarant’anni una donna può finalmente cominciare a vivere secondo le proprie regole.
Non perché prima non fosse possibile, ma perché spesso abbiamo passato gran parte della nostra vita cercando di essere ciò che gli altri si aspettavano da noi.
A un certo punto arriva una consapevolezza: non devo più dimostrare niente a nessuno.

Il corpo cambia. E cambia anche il modo in cui lo guardiamo
Essere una donna over 40 significa anche confrontarsi con un corpo che cambia.
La pelle non è più quella dei vent’anni. Il metabolismo rallenta. Il peso può diventare più difficile da controllare. I capelli, il viso, la forma del corpo raccontano il tempo che passa.
Eppure c’è qualcosa che spesso dimentichiamo: invecchiare non significa smettere di essere belle.
Significa imparare a conoscere una bellezza diversa.
Una bellezza che non ha necessariamente bisogno della perfezione.
Una bellezza fatta di esperienza, personalità, sguardi, consapevolezza.
E soprattutto di quel fascino che nasce quando finalmente smetti di chiederti:
“Piacerò agli altri?”
e inizi a chiederti:
“Piaccio a me stessa?”
Per me questa è una delle rivoluzioni più importanti che una donna possa fare.

La sensualità non ha età
C’è poi un argomento ancora più delicato: la sensualità.
Una donna giovane viene considerata sensuale quasi naturalmente. Una donna adulta, invece, spesso viene giudicata se decide di mostrare il proprio corpo, indossare un abito provocante, mettere una minigonna o semplicemente sentirsi desiderabile.
Perché?
La sensualità non appartiene a una fascia d’età.
Una donna di 45, 50 o 60 anni può essere sensuale esattamente come una donna di 25.
Forse, in alcuni casi, può esserlo ancora di più.
Perché la sensualità non è soltanto un corpo.
È il modo in cui entri in una stanza.
È il modo in cui guardi qualcuno.
È la sicurezza con cui scegli un vestito.
È sapere cosa ti piace e cosa non vuoi più accettare.
È sentirsi padrona della propria femminilità.
E questa consapevolezza, spesso, arriva proprio con gli anni.

A 40 anni non sei arrivata: puoi ancora reinventarti
Una delle cose che mi affascinano maggiormente delle donne adulte è la capacità di reinventarsi.
Per esperienza personale, so bene cosa significa attraversare mondi diversi, cambiare direzione, ricominciare, sperimentare.
Moda, spettacolo, cinema, teatro, magia, scrittura, web: il mio percorso non è stato lineare.
E forse è proprio questo il punto.
Non siamo obbligate a essere una sola cosa per tutta la vita.
Possiamo cambiare.
Possiamo scoprire nuove passioni.
Possiamo iniziare un’attività a 45 anni.
Possiamo cambiare look a 50.
Possiamo innamorarci di nuovo.
Possiamo separarci.
Possiamo tornare a studiare.
Possiamo aprire un’attività.
Possiamo reinventare completamente la nostra immagine.
E soprattutto possiamo decidere che una parte della nostra vita non deve necessariamente essere definita da ciò che abbiamo fatto fino a quel momento.

Internet ha dato alle donne una nuova possibilità
Il mondo digitale ha cambiato profondamente anche questo aspetto.
Oggi una donna non deve necessariamente aspettare che qualcuno la scelga.
Può costruire il proprio pubblico.
Può raccontarsi.
Può creare un progetto.
Può trasformare una passione in un lavoro.
Può parlare direttamente alle persone senza necessariamente passare attraverso i tradizionali meccanismi dello spettacolo e dell’informazione.
Per una donna over 40 questo può essere particolarmente importante.
Perché il digitale, almeno in teoria, può permetterci di non essere definite soltanto dalla nostra età.
Possiamo essere professioniste, artiste, imprenditrici, madri, compagne, single, creator, attrici, scrittrici.
Possiamo essere tutto questo contemporaneamente.

La vera trasformazione è nella testa
Naturalmente, non voglio raccontare una favola.
Diventare più consapevoli non significa improvvisamente non avere più paure.
A 40 o 50 anni possiamo avere ancora insicurezze, dubbi, momenti in cui guardiamo lo specchio e non riconosciamo completamente la persona che vediamo.
Ma forse abbiamo qualcosa che a vent’anni non avevamo ancora:
la possibilità di capire che non dobbiamo essere perfette per avere valore.
La maturità può insegnarci a selezionare.
Le persone.
Le relazioni.
Le opportunità.
Le battaglie.
E soprattutto ciò che merita davvero il nostro tempo.

A tutte le donne che pensano di essere “in ritardo”
Vorrei dire una cosa a tutte quelle donne che oggi hanno 40, 45, 50 anni e pensano:
“Ormai è troppo tardi.”
No.
Non è troppo tardi.
Non esiste un’età giusta per ricominciare.
Non esiste un’età massima per sentirsi belle.
Non esiste una data di scadenza per i sogni.
E non esiste un momento della vita in cui dobbiamo smettere di essere curiose, sensuali, ambiziose o desiderose di costruire qualcosa di nuovo.
Io credo che una donna debba avere il diritto di attraversare tutte le proprie età senza vergognarsi di nessuna di esse.
La ragazza che siamo state non deve essere cancellata.
La donna che siamo diventate non deve essere nascosta.
E quella che diventeremo non deve farci paura.
Perché forse la parte più bella della nostra storia non è quella che abbiamo già vissuto.
Forse è quella che dobbiamo ancora scrivere.
E allora, se hai superato i quarant’anni e senti dentro di te il desiderio di cambiare qualcosa, fallo.
Cambia look.
Impara qualcosa di nuovo.
Innamorati.
Lascia andare chi non ti valorizza.
Apri quel progetto che rimandi da anni.
Scatta quella fotografia.
Indossa quel vestito.
Ricordati di essere donna prima ancora di essere moglie, madre, compagna, professionista o figlia.
E soprattutto…
non chiedere più il permesso di essere te stessa.
Perché dopo i quarant’anni non comincia il declino.
Comincia, per molte di noi, la parte più autentica della vita.
Di Lisa Torrisi
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