LiviaeLiviae

La musica di Liviae, songwriter romana, è un invito a guardarsi dentro, a trovare il proprio valore in ogni cicatrice e a riconoscere che la vera guarigione è un processo che nasce proprio dall’accettazione del dolore. “Confusional (Amore)” singolo di debutto, è un brano da ascoltare ad occhi chiusi nella sua lieve essenzialità perché la musica di Liviae è bellezza del mondo sempre sul punto di infrangersi. L’abbiamo incontrata.

Il singolo di debutto Confusional (Amore) è autobiografico?
Sì. Nel brano racconto una relazione che è stata molto importante per me in passato. Mi ha fatta crescere e capire che tipo di persona volevo essere. Mi ha insegnato cosa non ripetere e, soprattutto, il rispetto verso me stessa. Ho scritto diversi testi ispirandomi a quella storia.

Di solito nascono prima le parole o le note?
Ascoltando le note trovo l’emozione che voglio portare fuori, e da lì nascono parole e melodia.
Lo vivo davvero come un atto spontaneo, qualcosa che viene da dentro senza pensarci troppo.



Abbiamo letto nel comunicato che hai subito bullismo. Da quell’insicurezza nasce anche un “caos organizzato”?
Certo, il bullismo lascia delle tracce, delle domande sul proprio valore che restano dentro per molto tempo. Attraverso la musica ho imparato a dare spazio e valore a ciò che provavo, e con la terapia sto scoprendo la forza che può nascere anche dalla fragilità.

Se la vera guarigione nasce dall’accettazione del dolore, quanto la musica può difendere o curare quel dolore?
Più che difendere, la musica dona dignità al dolore. Mette in risalto emozioni che, vissute in solitudine, possono sembrare ingiustificate o esagerate. Attraverso le mie canzoni ho iniziato un processo di guarigione profonda e sono ancora agli inizi, ma ci sto dentro con consapevolezza. Ammetto ciò che provo e lo faccio con coraggio. Credo che il primo passo per guarire sia proprio questo: vedersi davvero, senza paura di ammettere anche le verità più scomode.

Come hai trovato l’etichetta con cui oggi collabori, la Twilight Records?
Grazie a un musicista con cui avevo collaborato in passato, che ci ha messi in contatto. Ma sono stati loro a volermi incontrare, e da lì è nato tutto in modo molto naturale.

Prossimi progetti?
L’idea è quella di realizzare un album che racchiuda tutto ciò che ho vissuto, sia a livello individuale che relazionale. Voglio permettere a chi ascolta di entrare nel mio universo e, magari, riconoscersi in ciò che racconto.

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