Di Alessandro Cunsolo per MondoSpettacolo
Lorena Silvia Sambruna, insieme a Marco Fusi, si è aggiudicata il 1° posto nella Sezione F – Libri di Narrativa Adulti della XIII Edizione del Premio Internazionale d’Eccellenza “Città del Galateo” con il libro “Dio creò la coppia… loro si mandarono a quel paese” (Family Editore). La cerimonia di premiazione si terrà l’8 ottobre 2026 alle ore 15.00 presso la Sala Capitolare del Senato della Repubblica.

Il libro, scritto a quattro mani, racconta con ironia e leggerezza le dinamiche di coppia, mettendo in luce le differenze tra uomo e donna attraverso battute, aforismi e situazioni quotidiane in cui molti lettori potranno riconoscersi. Ho chiesto a Lorena di raccontarmi del progetto.
Come è nata l’idea del libro?
«L’idea di questo libro è nata osservando la vita quotidiana, quella vera, fatta di piccoli battibecchi, incomprensioni, abitudini e momenti di grande complicità. Mi sono resa conto che le dinamiche di coppia sono una miniera inesauribile di situazioni comiche. Spesso ciò che ci fa arrabbiare oggi, può diventare il racconto divertente di domani. Io e Marco Fusi abbiamo voluto raccogliere queste analisi e trasformarle in un libro che facesse sorridere, ma anche riflettere».
Scrivere a quattro mani: com’è stato il processo creativo?
«È stato un dialogo continuo. Ognuno portava il proprio sguardo sulle relazioni e il proprio senso dell’umorismo. Ci siamo confrontati molto, arricchendo reciprocamente le idee. È stato un lavoro di squadra molto stimolante. L’opera è valorizzata anche dalle vignette umoristiche di Marco Fusi, che accompagnano il testo creando un dialogo visivo con le parole».
Perché avete scelto l’umorismo come chiave di lettura?
«L’umorismo è uno straordinario strumento di conoscenza. Ridere delle nostre debolezze ci permette di guardarle fino in fondo. La coppia è un universo pieno di contraddizioni: prenderle troppo sul serio sarebbe stato limitante. L’ironia aiuta a raccontare la verità con leggerezza. Bisogna sempre sdrammatizzare ogni cosa, aiuta a vivere meglio».
Quanto c’è di esperienza diretta nel libro?
«Sicuramente c’è molto vissuto personale, perché chiunque viva una relazione accumula episodi che sembrano scritti da uno sceneggiatore. Ma c’è anche l’osservazione delle persone, degli amici, delle coppie incontrate nel tempo. Naturalmente tutto passa attraverso il filtro dell’ironia, che spesso amplifica alcuni aspetti proprio per suscitare il sorriso».
Una delle frasi più forti del libro è: “Litigare è un’arte… ma fare pace è un talento olimpionico”. Da dove nasce?
«Nasce dalla constatazione che litigare è relativamente facile: basta una parola sbagliata, un malinteso, una giornata storta. Fare pace, invece, richiede intelligenza, capacità di ascolto e anche una certa dose di umiltà. Per questo lo considero un talento speciale. Ciò che conta davvero in una coppia sono l’amore e il rispetto. Se queste due cose ci sono, tutto il resto può essere affrontato senza trasformare ogni differenza in una guerra domestica».
Quanto è importante l’umorismo in una relazione?
«È fondamentale. Chi non sa ridere di sé rischia di trasformare ogni cosa in un problema. L’autoironia alleggerisce, stempera le tensioni e ci ricorda che siamo tutti imperfetti. Una coppia che riesce a sorridere delle proprie fragilità ha una marcia in più».
Avete ricevuto la prefazione di Enrico Beruschi e Margherita Fumero. Cosa ha significato per voi?
«È stato un grande onore. Sia Enrico Beruschi che Margherita Fumero rappresentano una tradizione di comicità intelligente che abbiamo sempre apprezzato. La loro disponibilità e il loro sostegno sono stati per noi un riconoscimento importante. Hanno compreso perfettamente lo spirito del libro e questo ci ha reso particolarmente felici. Loro sono la coppia artistica per eccellenza».
C’è una battuta del libro che ti rappresenta di più?
«Mi sono divertita particolarmente nei passaggi dedicati ai piccoli equivoci quotidiani, quelli che nascono da una frase interpretata male o da aspettative completamente diverse tra uomo e donna. Per esempio, mi piace molto l’idea della classica domanda: “Va tutto bene?”. Lui risponde “sì” e per lui la conversazione è chiusa. Lei invece comincia a tradurre quel “sì” in mille possibili significati nascosti».
A chi è rivolto principalmente questo libro?
«Alle coppie giovani, possono ritrovarsi in molte situazioni che stanno iniziando a vivere, mentre quelle di lunga data riconosceranno episodi che fanno parte della loro storia da anni. In fondo il libro parla delle relazioni umane, e l’amore, con tutte le sue meravigliose complicazioni, non ha età.».
La premiazione dell’8 ottobre al Senato della Repubblica rappresenta un importante riconoscimento per Lorena Silvia Sambruna e Marco Fusi, che con questo libro offrono uno sguardo ironico ma profondo sulle dinamiche di coppia.
Fonte: Intervista esclusiva e Comunicato ufficiale del Premio “Città del Galateo”
