Costruire una carriera seguendo la propria identità anziché le tendenze del momento è una scelta che richiede coraggio e coerenza. Lorenz Castelli continua a percorrere questa strada con “Tutto di te”, un singolo che unisce sonorità pop-rock, autenticità interpretativa e una forte attenzione alla scrittura. Nel corso dell’intervista concessa a Mondo Spettacolo, l’artista parla dell’ispirazione improvvisa che ha dato vita al brano, del lavoro svolto con il suo team e del significato di essere oggi un musicista indipendente, mantenendo sempre al centro il valore delle emozioni sincere.
La tua musica sembra mettere al centro le emozioni prima ancora delle tendenze. È questo il filo conduttore del tuo progetto?
Lorenz Castelli: È l’architrave su cui si fonda l’intero mio percorso artistico. Le tendenze di mercato e le mode discografiche nascono, esplodono e si dissolvono nel giro di pochissimi mesi, mentre le emozioni umane profonde sono universali e senza tempo. Insieme alla visione manageriale di Antonella Trapani e al supporto di uno staff eccezionale, abbiamo preso la decisione consapevole di mettere la verità emotiva e la qualità musicale al centro di ogni scelta. Non mi interessa scrivere brani costruiti a tavolino per soddisfare i parametri di un algoritmo; il mio obiettivo prioritario è stabilire un contatto autentico, profondo e duraturo con chi sceglie di ascoltare la mia musica.
“Tutto di te” nasce da un’ispirazione improvvisa. Quanto spazio lasci all’istinto durante il processo creativo?
Lorenz Castelli: L’istinto è la scintilla vitale da cui nasce ogni mio progetto. Tutto di te è nata d’impatto mentre stavo guidando una sera di gennaio: la melodia e il concetto del ritornello mi hanno travolto con una tale chiarezza che ho dovuto accostare immediatamente l’auto per registrare una bozza vocale sullo smartphone. Se non assecondi quell’impulso primordiale nell’istante esatto in cui si manifesta, rischi di perdere la magia irripetibile dell’ispirazione. Ovviamente, a questa fase istintiva segue un lungo e rigoroso lavoro di rifinitura artigianale del testo e degli arrangiamenti, ma il cuore pulsante del brano deve rimanere incontaminato, puro e viscerale come al momento della sua nascita.
Come avete lavorato in studio per ottenere un suono così caldo e autentico?
Lorenz Castelli: Abbiamo messo al centro del processo la qualità delle performance umane. Michele Coratella ha curato la produzione orientando le sessioni di registrazione verso la ricerca di un suono organico e potente, capace di esaltare la resa reale dei singoli strumenti. Grazie al lavoro svolto in sala prove con la Contromano Music Band — con la chitarra incisiva di Piero Virzì, la solidità del basso di Danilo Buttitta e il groove di Gaspare Greco — e alla scrupolosa preparazione vocale condotta con il maestro Pietro Lo Piccolo, siamo arrivati in studio pronti per registrare riprese dal vivo cariche di dinamica ed energia, riducendo al minimo gli interventi di editing digitale.
Le tue influenze spaziano da Michael Jackson ai Coldplay fino a Nek. In che modo convivono nella tua scrittura?
Lorenz Castelli: Convivono in un dialogo costante e stimolante. Da giganti della musica internazionale come Michael Jackson o i Coldplay traggo la cura per il senso del ritmo, l’impatto degli arrangiamenti e la capacità di creare atmosfere immersive e coinvolgenti. Da un punto di riferimento della musica italiana come Nek ho assimilato l’attitudine pop-rock graffiante, la grinta interpretativa e la struttura di ritornelli efficaci che arrivano dritti al punto. La sfida più grande è stata rielaborare tutte queste sollecitazioni attraverso il filtro della mia sensibilità e del mio vissuto personale, trovando una cifra stilistica riconoscibile.
Cosa significa oggi essere un artista indipendente nel panorama musicale italiano?
Lorenz Castelli: Significa essere appieno responsabili del proprio percorso, agendo come imprenditori di se stessi e difendendo strenuamente la propria libertà artistica. Essere indipendenti comporta sacrifici enormi, risorse personali e un lavoro costante giorno dopo giorno, ma in cambio ti restituisce un valore inestimabile: la possibilità di scegliere la direzione da prendere senza dover scendere a compromessi o piegarsi a logiche commerciali che non ti rappresentano. Grazie al supporto costante della mia squadra posso proporre la nostra musica a testa alta, sapendo che ogni singolo risultato ottenuto è frutto di passione vera, lavoro sul campo e rispetto per il pubblico.
Qual è il complimento più bello che vorresti ricevere da chi ascolterà “Tutto di te”?
Lorenz Castelli: Il complimento più bello sarebbe sentire un ascoltatore che mi dice: “La tua canzone mi ha spinto a posare il telefono, uscire di casa e andare ad abbracciare la persona che amo per dirle tutto quello che provo”. Sapere che una mia composizione è riuscita ad abbattere una barriera digitale, toccare le corde giuste e creare un momento di verità reale e tangibile nella vita di qualcuno rappresenta la gratificazione più alta a cui possa aspirare come uomo e come artista.