Mi viene da pensare riguardo i Love Ghost: chissà come riescono a trovare tutta l’ispirazione che stanno dimostrando. Sicuramente hanno un segreto che non vogliono condividere col mondo.
Revolution Evolution è l’ennesimo brano a cadenza mensile che i Love Ghost ci propongono, senza mancare un colpo, da anni ormai. Incredibile.
Il testo di Revolution Evolution di Love Ghost
Il testo non va davvero per il sottile e si presenta come manifesto di rabbia sociale ed esplicita chiamata alle armi. Il concetto è quello della rivoluzione come mezzo per raggiungere l’evoluzione.
Le parole sono forti e senza mezzi termini. Si parte alla grande con la prima strofa (“I threw a molotov at a cop car today / the flames lit up the sky in a holy display“,(“Oggi ho lanciato una molotov contro un’auto della polizia, le fiamme hanno acceso il cielo in uno spettacolo sacro”) : si stabilisce immediatamente un’atmosfera da sommossa urbana. L’uso del termine “holy” (santo) accostato alle fiamme della ribellione dà alla rivolta una connotazione quasi spirituale o di crociata necessaria.
Ma il testo continua ad essere chiaro ed andare dritto al punto. La contrapposizione “Sioux Nation vs Suit Nation” è una metafora brillante. Rappresenta lo scontro tra l’autenticità dei popoli originari delle Americhe (come gli indiani Sioux, per esempio) e l’establishment corporativo, chiedendo all’ascoltatore di scegliere da che parte stare (“what’s your uniform?“, Qual è la tua uniforme?).
La terza strofa descrive un quadro distopico ma tremendamente attuale. “Humans in a cage, apes on the stage“: critica una società alienata guidata da leader incompetenti.
Love Ghost dalla parte degli oppressi
Dunque, ancora una volta, Love Ghost dalla parte degli oppressi. Ma, mentre in passato l’attenzione era volta verso le minoranze più frammentarie, oggi sembra che l’attenzione sia rivolta un po’ verso una massa di persone più vasta, considerando i fatti che compongono l’attualità.
L’atmosfera musicale del pezzo è perfettamente in sintonia col testo. I cori ci ricordano un po’ l’andamento incalzante di totem della musica come Another Brick in the Wall (dei Pink Floyd, anche se non ci sarebbe bisogno di ricordarlo), una canzone che oggi sicuramente farebbe parte, insieme con il brano che analizziamo, alle protest song moderne anche se, al tempo, forse non ne fu pienamente compresa la portata. Tornando all’atmosfera del brano dei ragazzi di Los Angeles, possiamo dire che l’uso delle sirene in sottofondo amplifica lo scenario da guerra civile trasportandoci fisicamente proprio in mezzo alla strada, in prima linea nello scontro.
Il ritmo mescola pesantezza e distorsione dell’alternative rock/grunge pur strizzando l’occhio all’emo-rap e al nu-metal. Chitarre distorte e taglienti sopra la sezione ritmica che mima una marcia quasi militare (anche qui perfettamente in sintonia col testo che, ad un certo punto, propone esplicitamente We march under the gun). Il tutto saldamente unito dalla performance vocale di Finnegan Bell stavolta davvero padrone della scena. Si tratta infatti di un brano performato senza collaborazioni a differenza di quelli proposti negli ultimi tempi. Grande comunque il lavoro di produzione effettuato, avremmo sinceramente dovuto scriverlo in cima a questo testo, lavoro di produzione orchestrato da Tim Skold, già produttore di Marilyn Manson.
Per concludere, Revolution Evolution è l’ennesimo brano viscerale e crudo dei Love Ghost. Il brano è tutt’altro che rassicurante e vuole essere davvero un allarme per l’ascoltatore, un avviso, una scossa.
