Con una prosa poetica e intima, Pastorelli intreccia il destino della protagonista con la forza degli elementi naturali. La nostalgia dei luoghi, il richiamo delle radici e la voce dei sogni guidano Aurora verso un nuovo senso della vita, in un romanzo dal forte valore simbolico.

Arianna, è un piacere averti qui. Come hai scelto il titolo del tuo nuovo romanzo “L’ultima figlia della Luna”?

Il piacere è tutto mio. Sono sempre stata affascinata dalla Luna, dalle leggende che accompagnano la sua immagine, da quel potere magico e misterioso che la caratterizza. È una luce nel buio, dona speranza e dona vita ai sogni. È sempre stata un simbolo femminile con le sue ciclicità e associata a riti magici. Ho voluto ricreare una strega moderna con una lettura positiva del personaggio. E da qui il titolo: L’ultima figlia della Luna.

C’è un passo che vorresti portare all’attenzione del pubblico?

Il vento portava soavi melodie mentre le stelle danzano sulle note dei sogni. Si poteva sentire il respiro della terra che regolava ogni cosa e l’avvolgeva in una magica atmosfera. Rivolse lo sguardo a quelle acque magnetiche: brillavano di luce propria come se sul fondo vi fosse un tesoro nascosto.

In questo punto si può scorgere come la natura ci aiuti ad intraprendere il nostro cammino d’introspezione. Aurora viene rapita dalla bellezza del lago che sembra celare un tesoro ma in realtà, quelle acque, sono il riflesso della sua anima e il tesoro imprigionato all’interno non sono altro che la consapevolezza e la forza di affrontare la magia della vita.

Quando è nata la tua passione per la scrittura?

Fin da piccola ho sempre amato molto leggere e ho letto di tutto dai classici a cose più moderne, da generi fantasy, poesia, gialli, e chi più ne ha più ne metta. Ho sempre trovato affascinante riuscire a portare il lettori fuori dalla realtà attraverso la scrittura. Io nasco come poeta e fin dall’età di undici dodici anni mi cimentavo nello scrivere versi. Ho poi vinto un concorso nazionale di poesia nel 2001. Nel 2011 sono riuscita a pubblicare la mia prima raccolta di poesie Soli nel vento e la seconda(Versi rinchiusi) è uscita all’inizio dell’anno. Scrivere un romanzo rimaneva comunque un mio sogno e ho voluto crederci fino in fondo.

In che genere racchiuderesti questa tua opera?

Sicuramente questo mio primo romanzo si può racchiudere nel genere fantasy ma è anche una storia di introspezione, di crescita in cui la protagonista Aurora si avventura per riscoprire la magia del mondo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Plugin WordPress Cookie di Real Cookie Banner