L’uomo che volle vivere 120 anni: è Adriano Panzironi… e forse ci riuscirà

Adriano Panzironi

Sulla scia dell’incredibile successo e dell’enorme polemica che è stata creata sul giornalista Adriano Panzironi (ora sospeso dall’ordine e a rischio di radiazione), Dado Martino ha realizzato il docu-film L’uomo che volle vivere 120 anni, presentato alla stampa romana in occasione della sua uscita nelle sale cinematografiche, prevista per l’8 e il 9 Ottobre 2019.

Docu-film principalmente riguardante il libro e il programma televisivo attraverso cui, affiancato dal conduttore Benedetto Dionisi, Panzironi divulga la propria idea su una dieta da seguire, o, meglio, un vero e proprio stile di vita, quello di Martino non eccelle nella realizzazione tecnica, tuttavia ha il pregio di mostrarci la maniera in cui un convinto vegano (come lui stesso si è definito in conferenza stampa) credeva di realizzare un bello scoop da rivendere alla trasmissione tv Le iene, pensando di smascherare l’ennesimo Wanna Marchi dell’etere, impegnato a proporre gli integratori appartenenti alla società del fratello.

Adriano Panzironi

Il risultato lascia perplessi,in quanto il regista stesso è diventato un Life120, segue i consigli del giornalista e dimostra ne L’uomo che volle vivere 120 anni che in realtà, senza trucco e senza inganno, Panzironi ci racconta solo che il pane fa ingrassare, che troppo zucchero fa male e che sarebbe meglio svolgere attività fisica ogni giorno (anche solo camminare). La scoperta dell’acqua calda? Ebbene sì, in quanto si tratta proprio di tutto ciò che è stato detto durante la conferenza, non facendo altro che raccontare la sua verità in modo pacato, con l’assenso di una platea non numerosa, ma schierata dalla sua parte, se escludiamo giusto qualche giornalista d’assalto poco convinto, ma, in verità in sovrappeso (anche se avrà pensato che, in fin dei conti, togliere pane e pasta almeno per quindici giorni non sarebbe un consiglio tanto errato).

Zenit Distribution, che distribuirà il film, pare si sia dovuta scontrare con una parte del circuito della sale, in particolare di quelle parrocchiali, che sembra abbia de facto posto un vento sull’operazione, come se Panzironi fosse uno scandaloso Marlon Brando che usa il burro in modo improprio. Ma rimane, in ogni caso, il suo fenomeno, che molti hanno definito con il suo Life120 quasi una setta e che, ovviamente, va a colpire ed interessare la fascia di popolazione che viene “medicalizzata”, ovvero anziani genitori, gente che ha ampiamente superato i cinquant’anni e con problemi vari scoperti tra le righe del libro.

Adriano Panzironi

Se digitate “Adriano Panzironi” sul motore di ricerca del vostro computer, potete scoprire un’infinità di articoli pro e contro che gettano veramente nel panico quei pochi giornalisti che, magari in modo obiettivo, cercano di comprendere un fenomeno mediatico. Forse, come dice il protagonista di questa vicenda, siamo alla vigilia di una rivoluzione in cui la gente, schiava delle medicine distribuite a pioggia dai loro medici di base con scarsi effetti, si stanca di vivere una vita a metà, piena di problemi a partire dalle patologie del diabete, dovute principalmente ad una pessima alimentazione.

Offrire a tante persone una vita sana seguendo banali consigli, scomunicando la dieta mediterranea, risultando forse poco simpatico ai vegani (visto che consiglia il consumo della carne) e dicendo di evitare le amate merendine, è ciò che Panzironi, sostanzialmente, fa, con oltre cinquecentomila seguaci che hanno scelto di seguire questo stile di vita, arricchendone il brand.

Del resto, le case farmaceutiche propongono ogni giorno integratori tramite costose pubblicità sui canali televisivi generalisti, quindi è stato lecito chiedere a Panzironi cosa c’è di vero o di falso in tutto ciò; domanda a cui ha risposto così: “Bisogna credere alla scienza e non alla medicina dogmatica, che con regole e protocolli subisce l’influenza politica e finanziaria. Life120 è portare centinaia, migliaia di persone alla consapevolezza della propria salute. Quest’anno abbiamo avuto un calo di morti di oltre quindicimila persone, negli ultimi tre anni vi è stato un calo del 40% del pane e Assopane ha indicato Panzironi come il responsabile. Il film per me è obiettivo: il regista, da vegano, ha voluto conoscere me e tutto il popolo dei Life120 e, alla fine del suo percorso, ha costruito il suo lungometraggio e la sua verità”.

Insomma, siamo davanti ad una specie di Guru, la stampa lo attacca (anche per fare tanti click o vendere giornali) e sta ricevendo multe importanti a livello economico, ma resta il fatto che mangiare meno pane fa dimagrire e, quindi, fa bene. Quindi, sarà vero che, solo per aver messo in guardia nei confronti dei carboidrati, Adriano Panzironi un ciarlatano che vende le sue pastiglie (e su questo non nega i suoi discreti guadagni), o, semplicemente, è un giornalista che ha perso tempo a studiare testi medici per scoprire, poi, che tante diete consigliate o sconsigliate non sono il massimo per la salute? Magari, porci qualche domanda sul nostro stile di vita, specialmente alimentare, può davvero aiutarci a vivere meglio… anche fino a centoventi anni!

 

 

Roberto Leofrigio