Lupa Capitolina a Robert De Niro, un riconoscimento che unisce Roma, il mito fondativo e le origini italiane dell’attore.

Roma, 17 settembre. Nel cuore pulsante di Roma, dove il mito e la storia si fondono nelle pietre millenarie, la Città Eterna ha deciso di accogliere un figlio d’oltreoceano, ma legato da sangue, arte e destino. Robert De Niro, attore che ha forgiato la sua leggenda tra New York e Hollywood, diventa ora parte del racconto romano: gli è stata conferita la Lupa Capitolina, massima onorificenza della città, simbolo eterno delle origini di Roma e del suo spirito immortale.

Questa decisione del Campidoglio non è un gesto isolato: Roma ha spesso decretato onori a personalità che hanno incarnato, nelle loro opere o nella loro vita, un ponte fra culture, storie, lingue. La Lupa Capitolina, statuaria di bronzo che allatta i gemelli Romolo e Remo, è il segno visibile del mito fondativo della città.

Recepire la Lupa significa entrare in un patrimonio simbolico che va oltre il prestigio: sono insigniti coloro che, con la loro arte, hanno aperto finestre sul futuro, hanno messo radici nel presente e hanno saputo ricordare il passato.

Robert De Niro non ha bisogno di presentazioni: due volte premio Oscar, attore che ha scandagliato l’anima americana nei suoi lati più luminosi e più cupi, dirigente culturale, regista. Ma c’è un dettaglio che rende questo omaggio particolarmente potente: le sue origini italiane.

I bisnonni paterni erano nati in Molise, a Ferrazzano. Dal Molise emigrarono, attraversarono oceani, costruirono vita in una nazione che non era la loro patria originaria. Eppure, quella terra italiana da cui De Niro discende è parte del suo patrimonio invisibile, è spinta vitale che attraversa generazioni.

Roma riconosce questo con grande stile: con la Lupa, non come premio solo per la carriera cinematografica, ma come gesto estetico, umano, di riconoscimento delle radici. È la dichiarazione che l’arte, la famiglia, l’origine e il mito possono stringersi in un unico abbraccio.

Il riconoscimento avverrà durante Fuori Sala, un nuovo format ideato da Alice nella Città, che prenderà il via in ottobre e si intreccerà con la XXIII edizione del festival (o manifestazione) afferente. Roma non sta solo premiando un artista: sta aprendo uno spazio. Uno spazio dove il cinema, la cultura, il mito convivono, si specchiano, si riflettono nella collettività.

De Niro sarà accolto non solo come star internazionale, ma come figura che, attraverso la sua arte, può aiutare Roma a dialogare con il mondo. È un invito al futuro: al dialogo tra generazioni, nazioni, discipline.

La Lupa Capitolina è spesso vista come un simbolo classico, antico, distante. Eppure, quando viene data a figure come Jon Fosse, Francis Ford Coppola, e ora a De Niro, diventa manifesto che il mito vive, che quel simbolo di protezione, di nascita, di origine, può essere declinato oggi.

Romolo e Remo sotto le mammelle della lupa significano protezione, cura, inizio. De Niro, con le sue sfumature umane – animo ribelle, passione, verità – diventa “figlio” di Roma non solo per sangue, ma per scelta, per amore della bellezza, per impegno di artista.

In un tempo povero di simboli condivisi, dove identità e radici rischiano di sembrare concetti stanchi o persino divisivi, Roma illumina la scena con un gesto forte. Consegnare la Lupa Capitolina a Robert De Niro significa dire che l’identità non è chiusura ma apertura, che le origini non sono un dogma ma un dialogo, e che il mito non è nostalgia, ma energia capace di spingere verso il domani.

Questo riconoscimento arriva mentre Roma e l’Italia cercano un nuovo slancio nel turismo, nella cultura dal vivo, nel cinema, nei festival e nei giovani talenti. È il segno che la Capitale non vuole limitarsi a custodire il passato, ma desidera essere protagonista del presente e del futuro.

De Niro non viene celebrato solo come star internazionale: riceve la Lupa perché incarna ciò che Roma è sempre stata, un crocevia di storie, di radici e di speranze. Nel bronzo che brilla al Campidoglio, non si onora soltanto un attore, ma ciò che unisce, che nutre, che protegge.

Personalmente, come autore di Lasciato Indietro, non posso non sottolineare il valore profondo di questo gesto. Non è un premio alla fama, ma la conferma che la nostra cultura e la nostra capacità di dialogare con il mondo restano centrali. Consegnare la Lupa Capitolina a De Niro significa dare voce a milioni di italiani che hanno portato umanità e creatività oltre oceano, restituendo orgoglio al Paese e ribadendo Roma come madre universale. Oggi De Niro torna figlio di questa città, e con lui torniamo tutti a sentirci parte di una storia comune.

Per comunicati, accrediti stampa, segnalazioni e materiale informativo scrivere a: dino.tropea@mondospettacolo.com

NB: “Immagini di Robert De Niro generate con intelligenza artificiale a fini editoriali”.

Di Dino Tropea

Dino Tropea è scrittore e autore di tre libri: «Lasciato Indietro» (Armando Editore), «Ombre e Luci di un Cammino» (Laura Capone Editore) e «Il regno sommerso di Coralyn» (VJ Edizioni Milano). La sua scrittura, empatica ed evocativa, mescola narrativa, poesia e riflessione sociale. Al centro ci sono le persone, con le loro cadute e le loro ripartenze. Resilienza, memoria e speranza non sono parole da copertina, ma esperienze vissute e poi restituite sulla pagina con sincerità. Lavora come curatore letterario, seguendo progetti editoriali e accompagnando autori nel dare forma alle loro storie. In passato ha ideato e condotto programmi radiofonici dedicati alla rinascita, all’arte e all’impegno sociale, portando al centro voci spesso lasciate ai margini. Oggi quella stessa attenzione continua nei suoi scritti e nelle collaborazioni culturali, con uno sguardo sempre rivolto a chi cerca un nuovo inizio.

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